Dal 3 settembre al 22 ottobre il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inaugura MANNight, straordinarie aperture. Il futuro incontra il passato, un programma di otto aperture serali che affianca alla visita delle collezioni un calendario di performance, installazioni multimediali, musica dal vivo e attività partecipative. L’iniziativa si svolgerà con cadenza settimanale nelle giornate del 3, 10 e 17 settembre, del 26 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, e dell’1, 8, 15 e 22 ottobre 2026.
Per tutte le serate il museo resterà aperto fino alle 23.30, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 19 sarà possibile accedere con un biglietto speciale di 10 euro, mentre a partire dalle 20.30 le diverse performance prenderanno vita contemporaneamente nelle sale del museo, ripetendosi a intervalli regolari lungo il percorso espositivo. Il progetto intende mettere in dialogo il patrimonio archeologico del MANN con i linguaggi dell’arte contemporanea, invitando il pubblico a partecipare attivamente alle esperienze proposte.
"Il Museo è spazio di sperimentazione: con la rassegna MANNnight vogliamo proporre alla comunità dei nostri visitatori non un semplice viaggio nel tempo, ma un nuovo viaggio interiore alla scoperta di come il Museo sia soprattutto un luogo di arte, oltre che un luogo di storia”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano. “L’itinerario che progettiamo è fatto di sorpresa e coinvolgimento: si può assistere alle diverse rappresentazioni ma si è soprattutto invitati a partecipare, seguendo la mappa degli spettacoli e interagendo con gli artisti. Quando questo percorso creativo osmotico si sviluppa nelle sale del nostro splendido Museo, allora la magia che solo ciascun visitatore può creare è assicurata".
Commissionato dal MANN alla Casa del Contemporaneo produzioni teatrali, in collaborazione con La Santissima Community Hub, MANNight nasce dalla contaminazione di discipline artistiche differenti. La partecipazione del pubblico rappresenta uno degli elementi centrali dell’iniziativa: i visitatori potranno diventare modelli per sessioni di body painting ispirate alle collezioni del museo oppure contribuire alla realizzazione di opere digitali capaci di trasformare emozioni, parole e gesti in segni grafici e sonori. Non mancheranno momenti dedicati alla danza accompagnata da percussioni tribali, accanto a esibizioni di un quartetto d’archi che alternerà repertorio classico e brani pop.
Il programma comprende numerose performance musicali e coreografiche. Il Quartetto d’Archi formato da Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Alessandra Gallo e Giovanni Sanarico proporrà arrangiamenti di Pompeii dei Bastille e Wuthering Heights di Kate Bush, richiamando il sentimento romantico nato dalla riscoperta delle città vesuviane. Luca Iovine, insieme ai danzatori Ida Marino e Giosuè Carbone e con la coreografia di Stefania Contocalakis, presenterà Prisma di Mimmo Napolitano, una fantasia per clarinetti sui temi di Partenope di Liberato che rilegge il mito fondativo di Napoli. Enrico Valanzuolo e Francesco Scelzo eseguiranno invece reinterpretazioni delle colonne sonore di Gladiator e Braveheart, mentre Giusy Lo Sapio e la danzatrice Marta Peperna porteranno in scena una performance di voce e danza dedicata alle radici rituali e popolari della Campania antica.
Il percorso comprenderà inoltre i Tableaux Vivants del collettivo Teatri 35, che entreranno nel normale flusso della visita senza separazione tra spettatori e performer. Le composizioni nasceranno progressivamente ispirandosi alla risonanza evocata da frammenti scultorei, affreschi pompeiani e dettagli delle collezioni. Nel Salone della Meridiana Sara Lupoli realizzerà un’azione coreografica su musica.
Ampio spazio sarà dedicato anche alle installazioni multimediali del collettivo Cose dal Futuro, accomunate da un principio partecipativo: le opere prendono forma soltanto grazie all’interazione dei visitatori. Mixels è un’installazione generativa composta da particelle in movimento che registrano il passaggio del pubblico, creando una memoria visiva stratificata dei volti osservati. Hoop, invece, invita i partecipanti a pronunciare un desiderio all’interno di una struttura che racchiude microfono, computer e stampante; il desiderio viene restituito sotto forma di stampa, trasformandosi in un oggetto da conservare o lasciare nello spazio espositivo.
Ogni serata ospiterà inoltre un Docubeat realizzato dal collettivo Club Tasso, laboratorio sonoro e visivo che rielabora il patrimonio del museo attraverso collage audiovisivi costruiti con registrazioni, immagini e testimonianze del personale e dei visitatori. Completano il programma le performance di body painting e face painting di Weronique Art, che realizzerà figure ispirate alle collezioni archeologiche coinvolgendo anche il pubblico, la presenza dell’artista Antonella Romano, impegnata nella realizzazione dal vivo delle sue opere in fil di ferro, e i dj set del Soul Express Collective, che proporranno percorsi musicali pensati come strumenti di interpretazione contemporanea dello spazio museale. La programmazione sarà affiancata dagli Archivi sonori, percorsi di ascolto costruiti intorno alla cultura del vinile con repertori e geografie musicali differenti, mentre il giardino del museo ospiterà aperitivi e un momento conclusivo che riunirà artisti e pubblico al termine delle attività.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.