L'Università di Verona apre il Museo del Contemporaneo con oltre cento opere


Nasce il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona, centro dedicato all’arte contemporanea che custodisce oltre cento opere di artisti internazionali. Debuttano il nuovo sito web e un programma di attività che culminerà il 22 luglio con un incontro degli Istituti Italiani di Cultura.

L’Università di Verona presenta il Museo del Contemporaneo, nuovo centro museale dedicato all’arte contemporanea e ai linguaggi del presente, nato per custodire una delle più importanti collezioni universitarie italiane del settore. Il progetto si apre al pubblico con il lancio di una nuova piattaforma digitale dedicata alla collezione e alle attività del museo e si prepara ad accogliere, il 22 luglio, una sessione della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Il museo nasce dalla donazione, avvenuta nel 2025, di una parte rilevante della collezione AGIVERONA da parte di Giorgio e Anna Fasol. Oggi conserva oltre cento opere realizzate prevalentemente dopo il 2000 da artisti provenienti da quasi trenta Paesi, configurandosi come uno dei più rilevanti patrimoni universitari italiani dedicati alla contemporaneità. Dipinti, fotografie, installazioni, video e sculture compongono una raccolta che riunisce artisti già affermati e protagonisti delle più recenti ricerche internazionali.

Tra le opere conservate figurano il totem scultoreo Untitled di David Adamo, la fotografia Untitled I di Shilpa Gupta, l’installazione Mr. Miseria di Eva Marisaldi, la scultura assemblata Roam Rise di Nari Ward e Senza Titolo di Jessica Stockholder, che unisce pittura e scultura. La collezione comprende inoltre What does your soul look like 2 di Gianni Caravaggio, una scultura tessile di Sara Enrico, la fotografia The Princess di Adrian Paci, la scultura Bastard of Disguise di Nico Vascellari e il dipinto Il momento in cui prima o poi si comincia a leccare per andare avanti di Serena Vestrucci.

Polo di Santa Marta © Università di Verona, Area VaDiS, Valorizzazione e Divulgazione dei Saperi
Polo di Santa Marta © Università di Verona, Area VaDiS, Valorizzazione e Divulgazione dei Saperi

Fulcro del museo è il Polo Santa Marta, ospitato nell’ex Provianda militare austriaca ottocentesca, restaurata e trasformata in campus universitario su progetto dello Studio Carmassi, insignito della Medaglia d’oro per l’architettura nel 2015. Il museo, tuttavia, si sviluppa come realtà diffusa e distribuisce le proprie opere in sette sedi dell’Università di Verona. Biblioteche, aule, corridoi e luoghi di studio diventano così parte integrante del percorso espositivo, favorendo l’incontro quotidiano con l’arte contemporanea e rendendo la collezione accessibile alla comunità accademica e alla cittadinanza.

Accanto alla valorizzazione delle opere, il Museo del Contemporaneo sviluppa un programma di ricerca e produzione culturale che mette in relazione arti visive, poesia, letteratura, filosofia, psicologia e antropologia. Conferenze, workshop, tavole rotonde, percorsi formativi e progetti partecipativi costituiscono gli strumenti attraverso cui il museo intende favorire il dialogo tra ricerca accademica, territorio e comunità culturali.

Tra i progetti espositivi già avviati figura anche Bios Techne, ospitato nel polo biotecnologico di Ca’ Vignal, dove oltre trenta opere dialogano con gli spazi dedicati alla ricerca scientifica. Il percorso comprende lavori di Invernomuto, Berlinde De Bruyckere, Joseph Beuys, Andrea Galvani e Jacopo Mazzonelli, inseriti in un allestimento pensato per mettere in relazione pratiche artistiche e attività dei centri di ricerca.

Eva Marisaldi, Mr. Miseria (2002)
Eva Marisaldi, Mr. Miseria (2002)

Il nuovo sito web del museo rappresenta uno dei risultati del progetto Farsi Museo, vincitore del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea. Oltre alla piattaforma digitale, il progetto ha previsto tre laboratori didattici sperimentali guidati dalle artiste Adelita Husni Bey ed Elena Mazzi e dal fotografo Filippo Tommasoli. Nell’ambito dell’iniziativa è stato inoltre organizzato, il 17 maggio 2026, un convegno internazionale che ha riunito i direttori di alcuni dei principali musei italiani di arte contemporanea, tra cui MAMbo, Museion, Madre e Pecci, insieme ai rappresentanti del MUAC (Museo Universitario Arte Contemporáneo dell’Universidad Nacional Autónoma de México), del Monash University Museum of Art di Melbourne e dell’Art Centre della Warwick University.

Sul fronte della conservazione, il Museo del Contemporaneo ha sviluppato un programma integrato, definito come un modello inedito in Italia, che coinvolge docenti e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. L’obiettivo è sviluppare un approccio interdisciplinare alla tutela delle opere e inserirsi nel dibattito internazionale sui musei universitari contemporanei attraverso modelli fondati su accessibilità, partecipazione e cooperazione.

Eugenia Vanni, Cinque giornate (2014)
Eugenia Vanni, Cinque giornate (2014)

Il 22 luglio il museo sarà inoltre al centro della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, appuntamento promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che, dal 21 al 23 luglio, porterà a Verona i responsabili di oltre ottanta Istituti Italiani di Cultura nel mondo. La sessione ospitata al Polo Santa Marta sarà dedicata ai temi della rigenerazione urbana e al rapporto tra cultura, università e territorio. Dopo i saluti istituzionali dell’Università di Verona, sono previsti interventi dell’ateneo e del Comune di Verona dedicati alla storia, al restauro e al riuso dell’ex complesso militare della Provianda di Santa Marta, al percorso che lo ha trasformato in un polo universitario e culturale e al progetto del Museo del Contemporaneo come esempio di integrazione tra patrimonio, ricerca, formazione e produzione culturale contemporanea.

Con il nuovo sito, il consolidamento delle attività di ricerca e l’ampliamento delle collaborazioni internazionali, il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona amplia il proprio programma, proponendosi come uno spazio dedicato alla conservazione, allo studio e alla diffusione dell’arte contemporanea, nel quale opere, ricerca e comunità si intrecciano all’interno dell’attività dell’ateneo.

Shilpa Gupta, Untitled I (2006)
Shilpa Gupta, Untitled I (2006)

“Il Museo del Contemporaneo nasce dall’idea che l’arte possa essere uno strumento per comprendere il presente e costruire relazioni tra saperi differenti”, afferma Monica Molteni, responsabile scientifica del Museo del Contemporaneo e Docente all’Università di Verona. “La collezione rappresenta il punto di partenza di un progetto più ampio, che mette in dialogo ricerca, produzione culturale e partecipazione pubblica. Con il nuovo sito vogliamo rendere accessibile questa identità: un museo in cui le opere convivono con attività di studio, confronto e approfondimento dedicate ai linguaggi della contemporaneità, dentro e fuori l’università”.




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