Il World Monuments Fund aprirà il suo ufficio italiano. Restaurerà il Salone dorato al Poldi Pezzoli


Il World Monuments Fund aprirà il suo ufficio italiano. Il primo intervento promosso dal nuovo ufficio sarà il restauro del Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano.

Il World Monuments Fund (WMF) ha annunciato oggi l’apertura del suo ufficio italiano, aprendo così una nuova fase in uno dei rapporti più duraturi e rilevanti instaurati dall’organizzazione con un singolo paese. Contestualmente è stato presentato anche il primo intervento promosso dal nuovo ufficio: il restauro del Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano. L’apertura dell’ufficio italiano rappresenta un ritorno simbolico nel paese che ha contribuito alla nascita e allo sviluppo del World Monuments Fund, oltre a confermare l’importanza della storica comunità italiana di restauratori, architetti e studiosi, il cui contributo è stato determinante nella definizione degli standard internazionali per la tutela del patrimonio culturale. A guidare il nuovo ufficio saranno Fiorella Ballabio, Presidente del Consiglio Consultivo del World Monuments Fund in Italia, e Silvia Beltrametti Krehbiel, Presidente del World Monuments Fund in Italia.

L’attività del WMF in Italia ebbe origine in un periodo particolarmente difficile. Dopo la devastante alluvione che colpì Venezia nel 1966, che causò gravi danni a edifici storici, opere d’arte e archivi, il Colonnello James Gray, fondatore dell’organizzazione, si adoperò per coordinare rapidamente risorse economiche internazionali e competenze tecniche a sostegno della città lagunare. Da quell’esperienza nacque il Comitato Venezia, operativo per circa dieci anni e destinato a diventare un modello di intervento condiviso nella salvaguardia del patrimonio culturale, grazie anche al coinvolgimento delle realtà locali e all’introduzione di metodologie che avrebbero influenzato la conservazione a livello globale. Attraverso oltre trenta progetti realizzati a Venezia, il World Monuments Fund contribuì in maniera decisiva alla protezione di edifici storici e opere d’arte dopo le alluvioni, sviluppando strategie coordinate e partecipative che ancora oggi rappresentano un riferimento internazionale nella gestione delle emergenze legate al patrimonio.

A partire dagli anni Sessanta, il WMF ha destinato oltre 23,5 milioni di dollari a 84 interventi distribuiti in tutta Italia, comprendendo siti archeologici, sinagoghe, cattedrali, musei e paesaggi culturali. Dopo le prime operazioni a Venezia, l’attività dell’organizzazione si è progressivamente ampliata ad altre città italiane, con importanti campagne di restauro e conservazione a Roma, Firenze e in numerosi altri centri storici.

Il primo progetto avviato dopo l’apertura del nuovo ufficio italiano riguarderà il Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano, elemento centrale dell’innovazione museografica ottocentesca voluta dal collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Pensata come uno spazio armonico dal punto di vista architettonico e artistico per accogliere capolavori rinascimentali, la casa museo fu pioniera nell’utilizzo di linguaggi stilistici e tecniche artistiche ispirate al passato, trasformando le sue sale in raffinati scrigni per dipinti antichi, sculture, arredi e arti decorative. Fin dagli anni Cinquanta dell’Ottocento, infatti, la dimora divenne un vero laboratorio creativo, contribuendo a fare delle arti decorative milanesi un modello di eccellenza riconosciuto in Europa e capace di influenzare istituzioni come l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston e la Frick Collection di New York. Il Salone dorato subì pesanti danni durante i bombardamenti del 1943, venne ricostruito negli anni Cinquanta e successivamente modificato negli anni Settanta.

Il Salone dorato al Poldi Pezzoli di Milano, 1883 circa. Foto: Montabone
Il Salone dorato al Poldi Pezzoli di Milano, 1883 circa. Foto: Montabone
Museo Poldi Pezzoli
Museo Poldi Pezzoli

“L’apertura dell’ufficio italiano rappresenta un momento importante per il lavoro sul campo del World Monuments Fund”, ha dichiarato Fiorella Ballabio, Direttrice del World Monuments Fund in Italia. “Dalle conquiste degli antichi romani alle innovazioni artistiche del Rinascimento, fino all’eredità dell’Italia moderna, questa sede riafferma l’impegno del WMF nel preservare la ricchezza, la complessità e il valore imperituro della storia d’Italia per le generazioni future”.

“Questo nuovo capitolo si basa direttamente sulla profonda esperienza del World Monuments Fund in Italia e riafferma il nostro impegno di lunga data nella tutela del patrimonio culturale mondiale”, ha dichiarato Bénédicte de Montlaur, Presidente e CEO del World Monuments Fund. “Stabilire una presenza permanente a Milano rafforza la nostra capacità di sviluppare relazioni con partner italiani e di realizzare progetti significativi presso importanti siti storici. Vediamo questo ufficio sia come un riconoscimento del ruolo centrale dell’Italia nella storia della conservazione, sia come un passo strategico per costruire il nostro futuro in questo paese e nel mondo”.

“Oggi più che mai, è necessario ribadire che la tutela del patrimonio culturale è una responsabilità condivisa, che richiede l’impegno congiunto di governi, enti locali, settore privato e società civile”, ha sottolineato Alessandra Quarto, Direttrice del Museo Poldi Pezzoli. “La collaborazione con il World Monuments Fund rientra nel percorso che abbiamo intrapreso in questi ultimi anni in cui l’attenzione è stata rivolta al recupero, attraverso ricerche d’archivio, interventi di restauro e riallestimenti, di quell’anima della casa-museo che il fondatore Gian Giacomo Poldi Pezzoli aveva creato”.

Il World Monuments Fund (WMF) è la principale organizzazione indipendente dedicata alla salvaguardia dei luoghi più preziosi del mondo, per arricchire la vita delle persone e costruire una comprensione reciproca tra culture e comunità. L’organizzazione ha sede a New York City con uffici e affiliate in Cambogia, Cina, Francia, India, Italia, Perù, Portogallo, Spagna e Regno Unito.




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