Pablo Picasso “domestico”: una passeggiata nella sua casa d'infanzia a Malaga e nel Museo a lui dedicato


A Malaga, città natale di Pablo Picasso, sono molte le testimonianze della sua arte, suddivise soprattutto tra due musei: quello allestito nella sua casa d'infanzia, e il Museo Picasso.

Malaga è la città dell’Andalusia nota per essere il luogo di nascita di Pablo Picasso (Malaga, 1881 – Mougins, 1973). In plaza de la Merced, nel cuore di Malaga, si trova la casa d’infanzia di Picasso, nonchè sede della Fundación Picasso: la casa d’infanzia di Picasso fu dichiarata monumento storico-artistico di interesse nazionale il 25 marzo del 1983, mentre il 20 febbraio del 1991 il Ministero della Cultura la integrò nel sistema museale della Spagna. La Fondazione, invece, nacque il 26 febbraio 1988 come organismo autonomo con lo scopo di studiare e promuovere la figura e le opere dell’artista.

Entrati nell’edificio, che recava al suo esterno una placca che specificava il periodo in cui l’artista ha vissuto in quella casa (ci sono altre targhe informative in città affissi sui muri degli edifici che hanno rappresentato capitoli importanti della sua vita), si sale al primo piano dove i suoi genitori (José Ruiz Blasco e Maria Picasso López de Oñate, quest’ultima di origini liguri: il cognome “Picasso” è infatti tipico del genovese) hanno cresciuto sia Picasso che le sorelle Dolores, detta Lola, e Concepción. I cimeli che si possono trovare in questo luogo sono le opere d’arte del padre dell’artista, José Ruiz Blasco, anch’egli rinomato pittore nonché insegnante presso la Escuela de Bellas Artes de Málaga. Come si può apprendere anche dai pannelli del museo, José Ruiz era partecipe della vita culturale della città sul finire del XIX secolo, quindi anche il giovane Picasso evidentemente risentì del clima culturale a cui era stato abituato fin da piccolo.

Il palazzo in cui si trova la casa d'infanzia di Picasso
Il palazzo in cui si trova la casa d’infanzia di Picasso. Ph. Credit Finestre sull’Arte


Ingresso della Fundació Picasso di Malaga
Ingresso della Fundació Picasso di Malaga. Ph. Credit Finestre sull’Arte


La targa che indica la casa d'infanzia di Picasso
La targa che indica la casa d’infanzia di Picasso. Ph. Credit Finestre sull’Arte


Una sala della casa di Picasso
Una sala della casa di Picasso. Ph. Credit Finestre sull’Arte


Il mantello donato a Picasso dal torero Dominguín
Il mantello donato a Picasso dal torero Dominguín. Ph. Credit Finestre sull’Arte


La targa che indica la parrocchia dove fu battezzato Picasso
La targa che indica la parrocchia dove fu battezzato Picasso. Ph. Credit Finestre sull’Arte

Altri articoli esposti nella casa sono gli abiti da neonato di Pablo e delle sue sorelle, cappelli, ventagli, binocoli, spille e locandine di spettacoli teatrali dell’epoca, poiché il padre, come si diceva, era molto attivo in ambito culurale: José Ruiz frequentava molto il Teatro Cervantes, che si trovava vicino a casa sua. Particolarmente interessante è il mantello spagnolo che Picasso ricevette in dono dal torero Luis Miguel Dominguín nel 1956: l’artista era molto affezionato a quel mantello al punto che venne seppellito con tale indumento addosso, per volere della moglie Jacqueline. Questa è un’ulteriore prova del fatto che Picasso, che nel 1966 ottenne la cittadinanza francese, fosse molto legato alle sue origini spagnole e rifiutò la cittadinanza di qualsiasi paese in cui ha vissuto che non fosse quello dove nacque.

La casa di Picasso è un piccolo appartamento costituito da cinque stanze (la prima dedicata al periodo storico in cui nacque l’artista, la seconda ai suoi genitori, la terza alla sua famiglia, la quarta è una stanza che espone diverse immagini della Malaga al tempo di Picasso e la quinta dedicata alle origini spagnole del pittore), ma non è l’unica testimonianza della sua vita e della sua arte nella città natale: la passeggiata alla scoperta del grande pittore prosegue infatti al Museo Picasso, situato in calle de Santiago, la stessa strada dove si trova la chiesa nella quale l’artista è stato battezzato.

Il museo presenta al suo interno due collezioni delle opere di Picasso, una al piano terra e una al piano superiore. Come in tutti i musei ci si può fornire di audioguide, che al Museo di Picasso sono particolarmente ricche e disponibili in diverse lingue, si va alla scoperta delle opere esposte. Nel museo sono conservati svariati ritratti di donne, tra cui il ritratto di Olga Picasso, dipinto che raffigura Ol’ga Khochlova (Nezhin, 1891 – Cannes, 1955), ballerina russo-ucraina nonché prima moglie dell’artista, Jacqueline sentada (“Jacqueline seduta”), una delle circa quattrocento opere che Picasso dedicò alla sua seconda moglie, Jacqueline Roque (Parigi, 1927 – Mougins, 1986), e che ritrae la donna seduta con le gambe accavallate e con lo sguardo rilassato, e il Ritratto di Lola, un olio su tela raffigurante la sorella dell’artista.

Il cortile del Museo Picasso di Malaga
Il cortile del Museo Picasso di Malaga


Pablo Picasso, Jacqueline sentada (1954; olio su tela, 146 x 114; Malaga, Museo Picasso)
Pablo Picasso, Jacqueline sentada (1954; olio su tela, 146 x 114; Malaga, Museo Picasso)


Pablo Picasso, La pica rota (1959; inchiostro su linoleum, 28 x 34 cm; Malaga, Museo Picasso)
Pablo Picasso, La pica rota (1959; inchiostro su linoleum, 28 x 34 cm; Malaga, Museo Picasso)


Pablo Picasso, Bañista (1970; olio su tela; Malaga, Museo Picasso)
Pablo Picasso, Bañista (1970; olio su tela; Malaga, Museo Picasso)


Pablo Picasso, Mosquetero con espada (1972; olio su tela, 116 x 89 cm; Malaga, Museo Picasso)
Pablo Picasso, Mosquetero con espada (1972; olio su tela, 116 x 89 cm; Malaga, Museo Picasso)


Pablo Picasso, Las tres Gracias (1923; olio e carboncino su tela, 200 x 150 cm; Malaga, Museo Picasso)
Pablo Picasso, Las tres Gracias (1923; olio e carboncino su tela, 200 x 150 cm; Malaga, Museo Picasso)


Pablo Picasso, Bañista tendida (1928; terracotta;  Malaga, Museo Picasso)
Pablo Picasso, Bañista tendida (1928; terracotta; Malaga, Museo Picasso)

Altri dipinti, tra i più significativi del pittore, che si possono trovare nel museo sono la Pica rota, un linoleum a due inchiostri su carta velina realizzato nel 1959, Bañista (“Bagnante”), un olio su tela che Picasso realizzò nel 1970 nonostante, all’età di novant’anni, fosse affetto da osteoartrite, e che raffigura un bagnante nudo che lotta contro le onde, Mosquetero con espada (“Moschettiere con spada”), dipinto astratto ispirato alla figura dei moschettieri dell’epoca nota come Siglo de Oro (corrispondente all’incirca al XVII secolo, periodo di grande prosperità economica e artistica per la Spagna) nonché uno degli ultimi lavori dell’artista, Las tres Gracias (“Le tre Grazie”), tela del 1923 con al centro tre figure femminili che incarnano la bellezza, l’amore e la fertilità e che, secondo la mitologia, donavano agli uomini la genialità necessaria per diventare artisti, e la Siesta, dipinto del 1932 che rappresenta una donna nuda mentre sta riposando sdraiata per terra.

Picasso, com’è noto, fu anche un eccellente scultore, e tra le sue produzioni scultoree più importanti conservate a Malaga incontriamo la Cabeza con casco (“Testa con elmo”) che, ispirata dalla commedia greca di Aristofane, rappresenta, in maniera sproporzionata, la testa di un guerriero greco, e ancora Mujer con follaje (“Donna con fogliame”), realizzata assemblando materiali compositi, raffigurante una donna che tiene un ramo con foglie in una mano e con una scatoletta sulla faccia come fosse una maschera, a volere sottolineare la drammaticità della condizione della donna raffigurata, e Bañista tendida (“Bagnante distesa”), una delle tante opere surreali dell’artista, questa volta in chiave scultorea, attraverso cui mostrò interesse nel rappresentare la sensualità del corpo umano in un contesto balneare.

La visita di Malaga si rivela affascinante: vedere da vicino i luoghi che hanno formato Picasso, camminare nelle stesse strade dove egli ha camminato e fare la conoscenza di opere d’arte sconosciute ai più è un’esperienza assolutamente da consigliare a tutti coloro che adorano Picasso o l’arte in generale.


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1. Jessica Consalvi in data 13/07/2019, 19:24:03

Bello.
Siete diventati il nuovo Art e Dossier...
Alla fine Picasso ha avuto successo perché spagnolo.
E la Francia sta ancora lì a credere che hanno prodotto arte...
Esattamente come ogni italiano ha successo all'estero.
Solo perché gli italiani hanno un background italiano.
Ci sono alcune culture invidiate in tutto il mondo.








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