Egitto, a Saqqara riemerge una tomba della V dinastia con rilievi ancora colorati


Una missione archeologica ispano-egiziana ha individuato una mastaba risalente al regno del faraone Djedkare Isesi, con due cappelle funerarie decorate da rilievi e testi.

Una nuova tomba risalente alla tarda V dinastia è stata scoperta nell’area archeologica di Saqqara, in Egitto, da una missione archeologica congiunta ispano-egiziana impegnata nella campagna di scavo 2026 nella cosiddetta Necropoli di Mariet, a nord di Saqqara. La tomba, fa sapere il Ministero del Turismo e delle Antichità che ha reso nota la notizia della scoperta, risale in particolare al regno del faraone Djedkare Isesi.

Il monumento consiste in una mastaba di medie dimensioni articolata in due cappelle funerarie. La cappella principale, situata sul lato settentrionale, apparteneva a un uomo chiamato Yunmen, che ricoprì diversi incarichi di alto livello nell’amministrazione dello Stato, tra cui quelli di giudice, direttore della corte e capo scriba incaricato di esaminare petizioni e reclami. La seconda cappella era invece destinata a suo padre, Iti, che svolse funzioni di scriba legate all’amministrazione delle terre agricole e delle offerte.

Le rovine della mastaba scoperta. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le rovine della mastaba scoperta. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le rovine della mastaba scoperta. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le rovine della mastaba scoperta. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le pareti di una delle due cappelle con i rilievi colorati. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le pareti di una delle due cappelle con i rilievi colorati. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto

Il progetto di ricerca è condotto dall’Università Autonoma di Barcellona e dal Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, nell’ambito di una collaborazione scientifica che prosegue le attività di scavo e studio archeologico nell’area settentrionale di Saqqara.

Secondo Hisham El-Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, il ritrovamento fornisce nuovi dati sulla necropoli di Saqqara durante la tarda V dinastia e contribuisce alla conoscenza delle tipologie architettoniche e degli apparati artistici delle tombe, oltre che delle funzioni amministrative ricoperte dagli alti funzionari dello Stato. L’area della mastaba era già nota dagli scavi condotti dall’archeologo francese Auguste Mariette nel XIX secolo, ma non era mai stata sottoposta a un’indagine archeologica e a una documentazione sistematica secondo una metodologia scientifica completa.

Le pareti di una delle due cappelle con i rilievi colorati. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le pareti di una delle due cappelle con i rilievi colorati. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le pareti della cappella di Yunmen con i rilievi colorati. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le pareti di una delle due cappelle con i rilievi colorati. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le pareti di una delle due cappelle con i rilievi colorati. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto
Le pareti di una delle due cappelle con i rilievi colorati. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto

Josep Serviño Autuori, responsabile della missione per l’Università di Barcellona, ha spiegato che le due cappelle si aprono sulla parete orientale della mastaba. Gli scavi hanno portato alla luce una facciata con testi funerari e formule di offerta, oltre alla raffigurazione del proprietario della tomba in abiti formali. Le pareti della cappella di Yunmen presentano rilievi di alta qualità con scene di attività agricole e processioni impegnate nel trasporto delle offerte verso la tomba. Numerose decorazioni conservano ancora i colori originari.

La cappella meridionale, appartenuta a Iti, comprende una falsa porta e decorazioni parietali policrome con scene di offerte, in larga parte perdute. La missione ha completato lo scavo e la documentazione scientifica delle due cappelle e ha avviato un programma di manutenzione, restauro e conservazione degli elementi architettonici e decorativi rinvenuti, con l’obiettivo di garantirne la tutela nel tempo. Amr El-Tayeb, direttore generale dell’area archeologica di Saqqara, ha sottolineato il completamento degli interventi di conservazione.



Noemi Capoccia

L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia

Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.



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