Tarquinia, termina il restauro della Tomba dei Vasi Dipinti, importante tomba etrusca


A Tarquinia finisce il restauro della Tomba dei Vasi Dipinti (VI secolo a.C.), una delle più importanti tombe etrusche. E adesso la Soprintendenza studia per poterla aprire al pubblico.

A Tarquinia è terminato il restauro della Tomba dei Vasi Dipinti, importante sepoltura etrusca scoperta nel 1869 in un terreno nei pressi della città: è una delle più importanti tombe etrusche, risale alla fine del VI secolo a.C. e presenta pareti affrescate con scene di banchetti e danze, tipiche di questi siti, e anche un singolare tavolo con sopra due vasi, che dà nome a tutta la tomba. Il restauro è stato presentato sabato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale: curato da Franco Adamo e finanziato dalla Ny Carlsberg Foundation per il tramite dell’Accademia di Danimarca, ha consentito la restituzione a tutti di un importante patrimonio culturale, che in futuro sarà possibile, fa sapere la Soprintendenza, rendere visitabile anche per il pubblico generale.

La tomba è stata pienamente recuperata dopo che l’ingiuria del tempo e soprattutto un devastante intervento dei “tombaroli” nell’agosto del 1963 aveva asportato ampie parti delle pareti dipinte per mezzo di una motosega. Il restauro ha inoltre riservato la splendida sorpresa di una nuova figura dipinta, in precedenza sconosciuta perché ricoperta da un’incrostazione calcarea, ma ora tornata alla luce in tutti i suoi raffinati dettagli. Il team di restauratori cui si deve il lavoro, capitanato da Franco Adamo, include anche Adele Cecchini e Mariangela Santella.

Nel prossimo futuro, fa sapere la Soprintendenza, per poter rendere accessibile il monumento, sarà necessario dotarlo di porta a vetro con taglio termico e metterne in sicurezza la via di accesso dal ciglio della ripa soprastante. In questo modo, dopo aver salvato un capolavoro archeologico da rovina certa, la tutela si potrà coniugare con la fruizione pubblica, che ne è sempre il fine ultimo come stabilito dalla legge.

La presentazione è avvenuta al termine delle Giornate in ricordo di Maria Cataldi, la compianta archeologa benemerita di Tarquinia, che si sono svolte fra Roma e Tarquinia dal 14 al 16 ottobre. E proprio nella giornata conclusiva di sabato 16, a partire dalla mattina, ampio spazio è stato dato al restauro della Tomba dei Vasi Dipinti, per poi aprire l’ipogeo restaurato nel pomeriggio a un gruppo ristretto di esponenti del mondo accademico e delle istituzioni, grazie all’ospitalità dell’azienda agricola Quattro Grani. All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, Charlotte Bundgaard, direttrice dell’Accademia di Danimarca, Martina Tosoni, del Comune di Tarquinia, Francesca Boitani, presidente dell’Associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia, Giovanna Bagnasco Gianni e Matilde Marzullo, dell’Università di Milano, Laura Michetti, Claudia Carlucci e Barbara Belelli, della Sapienza Università di Roma, Maurizio Sannibale, Direttore del Museo Gregoriano Etrusco del Vaticano, gli etruscologi Gilda Bartoloni e Stephan Steingräber, accolti dal Soprintendente Margherita Eichberg e dal funzionario archeologo Daniele F. Maras, con Annette Rathje dell’Accademia di Danimarca e i restauratori Adele Cecchini e Franco Adamo.

Nella foto: la Tomba dei Vasi Dipinti dopo il restauro

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