Dopo quasi undici anni riaprono a Verona gli Scavi Scaligeri per mostre e visite


Riaprono al pubblico per mostre e visite, dopo quasi undici anni e dopo un articolato intervento di recupero, messa in sicurezza e valorizzazione promosso dal Comune di Verona, gli Scavi Scaligeri. 

Gli Scavi Scaligeri tornano accessibili per mostre e visite: lo spazio espositivo e il sito archeologico riaprono al pubblico dopo quasi undici anni e dopo un articolato intervento di recupero, messa in sicurezza e valorizzazione promosso dal Comune di Verona. Si è concluso infatti l’intervento del Comune di Verona sui percorsi di ingresso e uscita, progettati secondo criteri di massima accessibilità, con l’adeguamento funzionale e impiantistico del sito e la valorizzazione dei reperti archeologici. Gli interventi presso il sito espositivo e gli Scavi Scaligeri, area archeologica di proprietà statale, s’inseriscono in un progetto unitario di recupero, messa in sicurezza e valorizzazione di uno dei più importanti complessi monumentali cittadini, rimasto per lungo tempo parzialmente inutilizzato e inaccessibile a causa di criticità strutturali, impiantistiche e di accessibilità.

Il piano degli interventi è stato suddiviso in due fasi distinte ma strettamente interconnesse. Nel suo insieme, il progetto restituisce alla città uno spazio espositivo e un’area archeologica più sicuri e accessibili, pienamente integrati nel sistema museale urbano e dotati di condizioni adeguate sia alla conservazione del patrimonio sia a un’esperienza di visita di qualità.

La prima fase, avviata nel novembre 2023 e conclusa nell’autunno 2025, ha interessato la riorganizzazione dei percorsi di accesso e di uscita e l’adeguamento funzionale e impiantistico del complesso. I percorsi degli Scavi sono stati resi indipendenti dal Palazzo del Capitanio, attraverso la creazione di un nuovo ingresso dal cortile del Palazzo della Ragione e la realizzazione di una nuova uscita di sicurezza su piazza Dante. Sono stati inoltre sostituiti gli impianti ormai obsoleti, installata una nuova illuminazione museale, garantita l’autonomia energetica e migliorate le condizioni microclimatiche necessarie alla corretta conservazione dei reperti.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’accessibilità, con l’inserimento di un ascensore e di passerelle che permettono di superare la maggior parte dei dislivelli, nel rispetto della lettura archeologica. Sono state inoltre risolte criticità legate a umidità e infiltrazioni nelle aree espositive, e riorganizzati gli spazi destinati all’accoglienza del pubblico, alla biglietteria e alle attività didattiche. Il costo complessivo della prima fase dell’intervento è stato pari a circa 2,17 milioni di euro.

Chiusura dei lavori
Chiusura dei lavori

La seconda fase, avviata tra settembre e dicembre 2025, è incentrata sul restauro e sulla manutenzione conservativa dei reperti archeologici, nonché sul riordino del percorso di visita. Gli interventi, improntati sul principio del minimo intervento, comprendono operazioni di pulitura, consolidamento, ricomposizione delle murature, manutenzione di mosaici e superfici decorate, oltre al ripristino delle aree danneggiate da precedenti infiltrazioni, incluse quelle provenienti dal cortile del Palazzo del Capitanio e da via Dante. I lavori lungo il percorso accessibile al pubblico sono finalizzati alla riapertura del sito come spazio espositivo entro febbraio 2026, mentre gli interventi nelle aree non visitabili si concluderanno entro maggio 2026. Il quadro economico della seconda fase prevede un investimento complessivo di circa 450.000 euro.

“È una grandissima soddisfazione vedere realizzati questa nuova articolazione delle vie di accesso e di esodo degli spazi espositivi del Comune e del sito archeologico degli Scavi Scaligeri, improntata ad una maggiore accessibilità ed inclusività; il complesso adeguamento funzionale ed impiantistico, oltre alla risoluzione delle infiltrazioni che interessavano gli spazi ipogei, unitamente al restauro dei cementi armati ammalorati e alla manutenzione dell’area archeologica, che proseguirà con mini cantieri anche dopo l’imminente apertura del sito alle mostre e alle visite”, ha dichiarato la vicesindaca e assessora all’Edilizia Monumentale, Barbara Bissoli. “Un impegno di risorse comunali rilevante per una rinnovata fruibilità pubblica: costi per circa 2.620.000 euro, due anni di lavoro intenso e tecnicamente molto complesso di imprese specializzate e professionisti esperti, guidati dalla Soprintendenza e dalla Direzione Edilizia Monumentale del Comune di Verona, che hanno messo tutta la loro competenza e passione per riaprire alla Città e ai visitatori da tutto il mondo un sito espositivo di rilievo internazionale e un’area archeologica straordinaria scoperta da Peter Hudson, l’importante archeologo inglese, veronese d’adozione, pioniere dell’archeologia stratigrafica urbana in Italia”.




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