Cappelle Medicee, restaurati i bronzi di Ferdinando I e Cosimo II


Al Museo delle Cappelle Medicee si sono conclusi gli interventi conservativi sulle due monumentali statue in bronzo dorato di Pietro Tacca. Riallestiti anche i reliquiari provenienti dalla Cripta Medicea.

Al Museo delle Cappelle Medicee di Firenze si sono conclusi gli interventi di conservazione e manutenzione straordinaria delle monumentali statue in bronzo di Ferdinando I e Cosimo II de’ Medici, collocate nella Cappella dei Principi. Il museo fa parte del gruppo Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello del Ministero della Cultura. Contestualmente, i reliquiari provenienti dalla Cripta Medicea sono stati sottoposti a un intervento di riallestimento, razionalizzazione e messa in sicurezza e sono ora esposti nel coro della Cappella secondo una nuova configurazione.

Le operazioni rientrano nel programma di conservazione e messa in sicurezza condotto nel corso del 2026 sugli apparati monumentali, sulle superfici marmoree, sugli arredi e sulle opere custodite nel complesso, attraverso interventi di pulitura, controllo, consolidamento e verifiche periodiche dello stato conservativo.

La Cappella dei Principi, cuore monumentale barocco del museo, fu concepita a partire da un’idea di Cosimo I de’ Medici come luogo destinato alla glorificazione del ramo granducale della dinastia. Le sei pareti laterali sono rivestite di marmi policromi e pietre dure e ospitano i grandi sarcofagi celebrativi dei sovrani, sopra i quali si trovano le nicchie destinate alle loro effigi monumentali in bronzo dorato. Il progetto rimase però incompiuto e soltanto le statue di Ferdinando I, fondatore della Cappella nel 1603, e del figlio Cosimo II furono effettivamente realizzate.

Museo delle Cappelle Medicee, restaurati i bronzi di Ferdinando I e Cosimo II. Foto: Ottaviano Caruso
Museo delle Cappelle Medicee, restaurati i bronzi di Ferdinando I e Cosimo II. Foto: Ottaviano Caruso

L’esecuzione venne affidata a Pietro Tacca, successore del Giambologna come scultore granducale, che lavorò ai due bronzi tra il 1626 e il 1634. La statua di Cosimo II fu terminata nel 1631, mentre quella di Ferdinando I, rimasta incompiuta, venne completata nel 1646 dal figlio di Pietro, Ferdinando Tacca. Alte oltre tre metri, le due figure raffigurano i granduchi con gli abiti cerimoniali e le insegne del loro rango: spada, corona granducale, scettro e ricchi mantelli, caratterizzati da tessuti operati a rilievo e valorizzati dalla doratura.

L’intervento conservativo è stato realizzato, per il tramite di Dimitrios Zikos, con il sostegno della Fondazione SCULPSIT di Basilea, attraverso Art Bonus, lo strumento promosso dal Ministero della Cultura per favorire il mecenatismo a sostegno del patrimonio culturale pubblico.

Sulla statua di Ferdinando I sono state eseguite la depolveratura e una pulitura selettiva delle superfici, intervenendo anche sui precedenti strati protettivi. In alcune zone si è reso necessario l’impiego di getti di vapore controllati per rimuovere i depositi inglobati nelle patine cerose più recenti. La corona è stata temporaneamente smontata per consentire una pulitura omogenea: l’operazione ha permesso di individuare anche un lieve cedimento del sistema di ancoraggio della testa, successivamente messo in sicurezza. Al termine è stato applicato un nuovo protettivo ceroso.

Museo delle Cappelle Medicee, restaurati i bronzi di Ferdinando I e Cosimo II. Foto: Elephant Studio
Museo delle Cappelle Medicee, restaurati i bronzi di Ferdinando I e Cosimo II. Foto: Elephant Studio

Le indagini condotte con luce ultravioletta hanno inoltre evidenziato la diversa natura dei trattamenti protettivi presenti sulle superfici. Alcuni piccoli campioni sono stati prelevati e destinati ad analisi di laboratorio per approfondire la conoscenza dei materiali impiegati nei precedenti interventi e orientare le operazioni conservative.

Per Cosimo II, già interessato da un restauro nel 2015, il lavoro si è concentrato sulla depolveratura e sul controllo delle superfici. Lo stato del film protettivo preesistente non ha richiesto una nuova applicazione. In una zona circoscritta, interessata da un’alterazione della lega, sono stati invece rimossi i prodotti di corrosione ed è stato effettuato un trattamento protettivo localizzato. La rimozione dei depositi e del protettivo alterato ha inoltre consentito di rendere nuovamente visibili le tracce di doratura che decorano selettivamente la mozzetta.

Il progetto ha interessato anche i reliquiari provenienti dalla Cripta Medicea. Prima del trasferimento sono stati sottoposti a verifica dello stato conservativo, depolveratura, monitoraggio e piccoli interventi di riadesione delle parti instabili. Oggi sono esposti in tre delle vetrine originali precedentemente collocate nella cripta. La nuova disposizione è stata elaborata attraverso una revisione dell’allestimento precedente, con l’obiettivo di offrire una lettura più organica dell’insieme. La collocazione nell’abside della Cappella crea inoltre un nuovo rapporto visivo tra gli oggetti legati alla devozione dinastica e lo spazio monumentale destinato alla celebrazione della famiglia Medici.

Museo delle Cappelle Medicee, restauro delle sculture di Pietro Tacca. Foto: Elephant Studio
Museo delle Cappelle Medicee, restauro delle sculture di Pietro Tacca. Foto: Elephant Studio

Gli interventi sui bronzi e il riallestimento dei reliquiari si inseriscono infine nell’attività continuativa di cura del patrimonio del Museo delle Cappelle Medicee, che nel corso dell’anno ha coinvolto anche cenotafi, rivestimenti marmorei, vetrine, arredi e altri ambienti del complesso, nell’ambito delle attività di tutela e valorizzazione promosse dalla Galleria dell’Accademia di Firenze e dai Musei del Bargello.

“Intervenire su opere di tale rilievo significa assumersi pienamente la responsabilità della loro conservazione e della loro trasmissione alle generazioni future”, ha spiegato il Direttore generale di GAMB Andreina Contessa. “Il restauro dei bronzi di Ferdinando I e Cosimo II restituisce forza e leggibilità a due capolavori che sono parte integrante dell’identità monumentale della Cappella dei Principi. Sono anche testimonianza virtuosa degli effetti positivi e concreti che l’Art Bonus apporta alla conservazione museale e siamo grati a chi ha reso possibile questo sostegno. Al tempo stesso, il riallestimento dei reliquiari consente di ricomporre con maggiore coerenza il rapporto tra le opere, la storia dinastica dei Medici e uno degli spazi più straordinari del nostro patrimonio. È questa la direzione che intendiamo perseguire: una tutela rigorosa, fondata sulla conoscenza, capace di tradursi in una valorizzazione consapevole e duratura”.




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