Il noto ciclo di affreschi della Tomba François entra ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano. L’inaugurazione della nuova sistemazione al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, si è svolta oggi alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, segnando l’ingresso nelle collezioni permanenti del museo di uno dei più importanti complessi pittorici dell’Etruria antica. L’apertura è accompagnata dalla mostra Il Ritorno degli Eroi, visitabile fino al 31 dicembre 2026, che ricostruisce il contesto originario del monumento attraverso reperti provenienti da musei internazionali.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il capo del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DIVA) Alfonsina Russo, il direttore generale Musei Massimo Osanna e la direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Luana Toniolo. Presente inoltre Jean-Christophe Babin, presidente di Fondazione Bvlgari, che ha sostenuto il progetto espositivo con un intervento destinato alla valorizzazione degli spazi del museo.
Con l’acquisizione degli affreschi nelle collezioni statali si conclude una vicenda iniziata oltre un secolo fa. Il ciclo figurativo, considerato uno dei principali esempi della pittura etrusca e dell’arte antica giunti fino ai giorni nostri, viene ora reso stabilmente accessibile al pubblico. Le pitture costituiscono una testimonianza fondamentale per la conoscenza della cultura figurativa etrusca e dei rapporti tra il mondo italico e la tradizione mitologica greca.
La Tomba François fu scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni appartenenti al principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci. Il sepolcro, scavato nel tufo, è composto da trentasette pannelli affrescati e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Datata tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più rilevanti testimonianze della pittura antica conservatesi fino a oggi.
Il programma decorativo unisce episodi della mitologia greca, memoria storica etrusca e autorappresentazione dell’aristocrazia di Vulci. Le iscrizioni dipinte accanto ai personaggi consentono ancora di identificare protagonisti ed episodi, offrendo una rara testimonianza della cultura figurativa e della costruzione del potere nel mondo etrusco. Il ciclo comprende scene come il sacrificio dei prigionieri troiani durante i funerali di Patroclo e il duello fratricida tra Eteocle e Polinice. Accanto ai soggetti mitologici trovano spazio anche episodi della tradizione etrusca, come il ritratto di Vel Saties, fondatore e committente della tomba, e la raffigurazione di Macstarna, identificato con il futuro re Servio Tullio, mentre libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.
La mostra Il Ritorno degli Eroi integra gli affreschi con oggetti appartenuti al corredo funerario della sepoltura, oggi conservati in diversi musei internazionali. L’esposizione riunisce materiali concessi dal Musée du Louvre, dal British Museum, dai Royal Museums of Art and History di Bruxelles, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, dai Musei Vaticani e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma.
Dal Musée du Louvre arrivano gli orecchini appartenuti alle donne della famiglia Saties, collane in lamina d’oro, un anello aureo con la raffigurazione di Cassandra e due scarabei. Il British Museum ha concesso invece una serie di orecchini decorati con granati e animali in pasta vitrea, diversi vasi, tra cui un askos (vaso la cui forma richiama figure di animali) a forma di leone, e una collana con terminali a farfalla proveniente dalla stessa Tomba François.
L’allestimento propone così un percorso unitario dedicato a uno dei principali complessi figurativi dell’Etruria, mettendo in relazione affreschi, materiali archeologici e testimonianze della famiglia Saties. L’acquisizione degli affreschi è stata resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietarie dell’opera, insieme al lavoro congiunto della Direzione generale Musei, guidata da Massimo Osanna, e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Luana Toniolo.
“La restituzione della Tomba François al patrimonio pubblico rappresenta un traguardo storico”, sostiene il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “È dal 1914 che lo Stato italiano tentava di acquisirla e oggi, finalmente, la consegniamo in eredità alle giovani generazioni. Questo straordinario complesso custodisce una parte fondamentale della nostra storia. Racconta le radici della civiltà etrusca, il rapporto con Roma e la comune eredità del Mediterraneo. Ci ricorda come l’identità italiana sia il frutto di una storia millenaria, fatta di incontri, trasformazioni e condivisione. Proprio per rafforzare questo impegno, ho annunciato la volontà del Ministero della Cultura di entrare nella Fondazione Vulci. Intendiamo contribuire direttamente alla Tutela e alla valorizzazione di uno dei siti archeologici più importanti d’Europa, rafforzando la collaborazione con le istituzioni e con il territorio”.
“Con l’ingresso della Tomba François nelle collezioni dello Stato, uno dei più importanti monumenti della civiltà etrusca entra definitivamente a far parte del patrimonio di tutti i cittadini”, sottolinea il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna. “Il valore di questa acquisizione non risiede soltanto nella sua eccezionale importanza storica e artistica, ma anche nella possibilità di continuare a interrogare, studiare e interpretare un monumento di straordinaria complessità. Ogni opera, infatti, continua a vivere attraverso la ricerca, gli allestimenti che realizziamo, le narrazioni che costruiamo e le nuove domande che ogni generazione sa rivolgerle. È questa la missione del Sistema Museale Nazionale: creare le condizioni perché il patrimonio continui a produrre conoscenza, rendendo la sua complessità e la sua ricchezza sempre più accessibili a tutti. Tutela, ricerca e valorizzazione costituiscono le diverse espressioni di un unico impegno: trasmettere alle generazioni future monumenti sempre meglio conservati e una conoscenza del passato sempre più ampia, consapevole e condivisa”.
“L’acquisizione della Tomba François al patrimonio dello Stato rappresenta un passaggio di straordinario valore per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale”, afferma il Capo Dipartimento per la Valorizzazione Culturale, Alfonsina Russo. “Questo importante monumento della civiltà etrusca viene definitivamente affidato alla collettività e apre una nuova fase, nella quale potrà essere ulteriormente valorizzato attraverso la ricerca, la divulgazione e nuovi percorsi di conoscenza. È un risultato che assume un significato particolare anche perché riguarda uno dei contesti più rappresentativi dell’Etruria meridionale, al centro di decenni di studi e ricerche e che oggi trova nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia la sua naturale sede. La sfida che oggi si apre è trasformare questa acquisizione in una nuova opportunità di crescita culturale, ampliando le occasioni di accesso, di partecipazione e di conoscenza del nostro patrimonio. È questo il compito che il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale è chiamato a perseguire: fare in modo che ogni importante acquisizione rafforzi il legame tra patrimonio, ricerca e comunità, rendendo sempre più condiviso il valore della nostra eredità culturale”.
“Questa giornata rappresenta un momento di straordinaria importanza non solo per il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ma per l’intero patrimonio culturale italiano”, dichiara Luana Toniolo, Direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. “Dopo oltre un secolo, viene infatti restituito alla collettività un capolavoro di pietra e di colore che si presenta al pubblico in tutta la sua eccezionale bellezza, arricchendo la conoscenza della civiltà etrusca e dei suoi profondi rapporti con il Mediterraneo antico. La tomba viene presentata in un allestimento contemporaneo ed evocativo che rende gli affreschi accessibili a tutti. Questa operazione è il frutto di una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato. Per questo desidero esprimere un sincero ringraziamento alla Fondazione Bvlgari per la sensibilità, la visione e l’impegno con cui ha sostenuto questo importante progetto di valorizzazione”.
“Come Maison romana, Bvlgari ha sempre guardato alla storia non come a qualcosa di distante, ma come a una fonte inesauribile di ispirazione”, dice Jean-Christophe Babin Presidente di Fondazione Bvlgari. “La Tomba François rappresenta una scoperta straordinaria e una delle più importanti testimonianze della civiltà etrusca giunte fino a noi. Con questo progetto, Fondazione Bvlgari conferma il proprio amore per Roma e per l’arte, aprendosi per la prima volta in modo così significativo anche al mondo etrusco, una civiltà vicina alle radici della nostra storia e della nostra identità culturale. Siamo particolarmente orgogliosi che questa iniziativa si inserisca nel percorso avviato insieme al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e contribuisca a restituire al pubblico un capolavoro destinato a rimanere parte integrante del museo. Preservare e condividere patrimoni come questo significa garantire che i grandi tesori del passato continuino a essere fonte di conoscenza, ispirazione e dialogo per le generazioni presenti e future”.
La visita alla Tomba François e alla mostra Il Ritorno degli Eroi è compresa nel biglietto d’ingresso del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Gli accessi sono contingentati ed è obbligatoria la prenotazione, effettuabile attraverso l’app Museitaliani e il sito di CoopCulture.
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