Restaurata la Maestà di Assisi di Cimabue. Svelato l'originario volto di san Francesco


Presentato questa mattina il restauro della Maestà di Assisi di Cimabue che si trova nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco. Sono stati rimossi tutti i restauri precedenti che avevano provocato modifiche rilevanti, come ad esempio del volto di san Francesco. 

Si è tenuta questa mattina la presentazione della conclusione dei lavori di restauro dell’affresco Madonna in trono col bambino, angeli e san Francesco di Cimabue, noto anche come Maestà di Assisi. Il restauro è stato realizzato da un’équipe della Tecnireco diretta dal capo restauratore della Basilica di San Francesco Sergio Fusetti, grazie al contributo della casa automobilistica Ferrari. Il progetto conservativo ha preso il via nel gennaio 2023, a cinquant’anni dall’ultimo intervento, e ha reso necessario un anno di lavoro.

Realizzato con una tecnica a secco, e per questo meno resistente nel tempo, dal Cinquecento l’affresco ha subito numerosi interventi di restauro, provocando modifiche rilevanti, come nel caso del volto di san Francesco. L’ultimo intervento è stato compiuto nel 1973 a cura dell’Istituto Centrale del Restauro. Nel progetto appena ultimato sono state effettuate numerose indagini con diverse tecniche e strumentazioni non invasive per analizzare lo stato di conservazione dell’opera e i materiali utilizzati nei restauri precedenti. Si è scelto dunque di compiere un lavoro conservativo dell’affresco, rimuovendo tutti i restauri precedenti. L’intervento ha seguito il modello dell’Istituto Centrale del Restauro del 1973 con un approccio meno invasivo, che ha cercato di esaltare il contributo dell’artista e si è concentrato anche sul consolidamento dell’intonaco della struttura muraria.

L’opera, la prima realizzata da Cimabue all’interno della Basilica di San Francesco, è databile tra il 1285 e il 1290 e si trova nella parte destra del transetto settentrionale della chiesa inferiore della Basilica. L’affresco è famoso non solo per la raffigurazione della Vergine in trono, ma anche per quello che si ritiene essere uno dei ritratti più antichi e affidabili di san Francesco stesso, realizzato, secondo la tradizione, sulla base delle indicazioni di chi lo aveva conosciuto personalmente.

“Sono estremamente grato al professor Fusetti e all’équipe della Tecnireco, e ovviamente a Ferrari”, ha dichiarato fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento, “per la sinergia che ha permesso di portare a nuovo splendore un’immagine che non è solo un’opera d’arte, ma è - anzitutto per noi francescani e per tutti i devoti del Santo - un richiamo dall’alto valore simbolico alla figura e ai valori di san Francesco stesso. Tutto ciò è particolarmente significativo mentre ci prepariamo al grande centenario francescano del 2026 in cui celebreremo gli ottocento anni della pasqua del Santo di Assisi. Il ritratto di san Francesco, rappresentato in questo capolavoro di Cimabue, ci riporta necessariamente alla sua figura storica che manifesta ancora oggi una straordinaria attualità e continua ad essere fonte di provocazioni profonde per ciascuno di noi, per la Chiesa, per il mondo intero”.

Il restauro della Maestà di Cimabue rientra nel più ampio progetto di interventi di manutenzione e conservazione del patrimonio presente all’interno della Basilica di San Francesco, resosi ancora più necessario a seguito degli eventi sismici degli ultimi decenni e per il rischio di eventuali nuovi terremoti. A seguire quest’ultimo lavoro appena presentato, in questi giorni sta iniziando il restauro della Cappella di Santo Stefano, affrescata da Dono Doni e Giacomo Giorgetti.

Restaurata la Maestà di Assisi di Cimabue. Svelato l'originario volto di san Francesco
Restaurata la Maestà di Assisi di Cimabue. Svelato l'originario volto di san Francesco


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