Durante l’attacco della Russia contro la capitale ucraina Kyiv dello scorso 2 luglio, che ha provocato 31 morti e oltre 100 feriti (e a cui è seguito un ulteriore attacco lanciato ieri, 6 luglio, che ha causato 22 morti e 56 feriti), è stato nuovamente colpito anche il settore culturale ucraino. Nel corso dei bombardamenti del 2 luglio è stato infatti distrutto il magazzino centrale del partner logistico della casa editrice BookChef, una delle più grandi dell’Ucraina, provocando la perdita di circa 800mila libri destinati alla distribuzione. A darne notizia è stata la stessa casa editrice, che ha confermato come gran parte delle proprie tirature sia andata completamente distrutta nell’incendio seguito all’attacco.
Secondo quanto comunicato da BookChef, il deposito di Denka Logistics, dove erano conservati i volumi dell’editore, è stato completamente raso al suolo. Nonostante l’entità dei danni materiali, fortunatamente non si registrano vittime tra i dipendenti del magazzino. “La cosa più importante è che tutti i nostri collaboratori sono vivi. È questo ciò a cui ci aggrappiamo in questo momento”, ha scritto la casa editrice in un messaggio diffuso su Facebook dopo l’attacco.
Il bombardamento si inserisce in una delle offensive più pesanti condotte dalla Russia contro la capitale ucraina negli ultimi mesi. Secondo le autorità ucraine, nella notte tra il 2 e il 3 luglio sono stati lanciati 74 missili e 496 droni a lungo raggio, la maggior parte dei quali diretti contro Kyiv.
Per BookChef la distruzione del magazzino rappresenta un colpo durissimo. La casa editrice ha spiegato che sono andati perduti circa 800mila esemplari, frutto del lavoro di anni e del contributo di numerose professionalità della filiera editoriale. “Si tratta di libri su cui hanno lavorato autori, traduttori, redattori, illustratori, grafici, tipografie, manager e operatori della logistica. Sono anni di lavoro di un grandissimo numero di persone”, si legge nella nota diffusa dall’editore.
Le conseguenze dell’attacco si rifletteranno inevitabilmente sulla distribuzione dei volumi. L’azienda ha annunciato la sospensione temporanea di tutte le campagne promozionali realizzate insieme alle librerie partner fino a quando non sarà possibile ristabilire adeguate quantità di ristampe. Anche l’attività logistica subirà rallentamenti. L’amministratore delegato di BookChef, Oleksandr Kirpichov, ha spiegato che l’azienda non è attualmente in grado di ricevere, elaborare e spedire gli ordini con le modalità abituali. “Al momento”, ha spiegato, “non possiamo accettare, elaborare e spedire gli ordini nel modo consueto. Questo potrebbe creare difficoltà e ritardi anche per le nuove tirature. Chiediamo pazienza e comprensione mentre stiamo riorganizzando la logistica”.
Nonostante le pesanti perdite, BookChef ha assicurato che la propria attività editoriale proseguirà. Nel messaggio rivolto ai lettori, la casa editrice sottolinea la volontà di continuare a pubblicare nuovi titoli, investire nello sviluppo dell’editoria ucraina e sostenere l’economia nazionale anche in un momento particolarmente difficile. “Lavoriamo comunque”, si legge nel comunicato. “Sappiamo quanto sia stata difficile questa notte per tutti ed è proprio per questo che continuiamo a fare il nostro lavoro: pubblichiamo nuovi libri, investiamo nello sviluppo dell’editoria ucraina e sosteniamo l’economia”. L’editore ha inoltre rivolto un appello diretto ai lettori, invitandoli a sostenere concretamente la casa editrice acquistando i suoi libri: “La migliore forma di sostegno in questo momento è semplice: acquistate i nostri libri. Ogni ordine rappresenta un contributo concreto alla ricostruzione delle tirature e permette ai libri ucraini di continuare a essere pubblicati, nonostante tutto”.
L’episodio rappresenta l’ennesimo duro colpo inflitto all’industria editoriale ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Già nel 2024 il settore aveva subito una perdita significativa quando un attacco contro Kharkiv, città nella quale viene stampata circa l’80 per cento della produzione libraria del Paese, aveva colpito lo stabilimento tipografico Faktor Druk. In quell’occasione erano stati distrutti oltre 50mila libri e gravemente danneggiata una delle principali infrastrutture dell’editoria ucraina, costringendo il comparto a una difficile riorganizzazione produttiva.
BookChef si definisce una moderna casa editrice ucraina specializzata nella pubblicazione di bestseller internazionali. La distruzione di una parte così consistente delle sue scorte rappresenta non soltanto una perdita economica, ma anche un duro colpo per un settore che, nonostante oltre quattro anni di guerra, continua a cercare di garantire la produzione e la diffusione di libri in Ucraina.
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