Nella Biblioteca di Casa Leopardi è emerso un ciclo di affreschi databile tra Cinque e Seicento


Nella Biblioteca di Casa Leopardi a Recanati, durante lavori di consolidamento e restauro, è emerso un ciclo di affreschi databile tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. 

Nel corso di lavori di consolidamento e restauro eseguiti in uno degli ambienti di Casa Leopardi a Recanati, nella Biblioteca è emerso un ciclo di affreschi databile tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. Le opere, rimaste celate per lungo tempo sotto vari strati di intonaco, sono state riportate alla luce grazie a un’attività di indagine preliminare.

È stata scoperta così una decorazione pittorica di carattere illusionistico, caratterizzata da scene di vita rurale, rappresentazioni allegoriche, paesaggi e dalla raffigurazione biblica della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre. Il recupero di questo ciclo è stato illustrato da Stefano Papetti, curatore delle collezioni comunali di Ascoli Piceno, e dalla restauratrice Federica Camilletti, che ha diretto l’intervento conservativo.

Ph. credit Casa Leopardi Recanati
Ph. credit Casa Leopardi Recanati

“Questa scoperta arricchisce ulteriormente il patrimonio storico e artistico di Casa Leopardi e ci restituisce una testimonianza preziosa della storia del palazzo”, ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi, discendente del celebre poeta. “È emozionante pensare che anche Giacomo possa aver osservato questi dipinti prima che venissero nascosti dalle trasformazioni successive”.

“La situazione conservativa era molto complessa”, spiega Federica Camilletti all’ANSA. “Numerose picconature effettuate nel corso dei secoli per favorire l’adesione degli intonaci successivi avevano compromesso la stabilità del supporto. Erano inoltre presenti rigonfiamenti, lesioni, fori e chiodature. L’intervento ha richiesto una graduale rimozione degli strati sovrapposti mediante bisturi, scalpelli e microfrese di precisione, accompagnata da continue operazioni di consolidamento”. “Successivamente”, prosegue Camilletti, “si è proceduto alla pulitura delle superfici, alla stuccatura delle lacune e a un’integrazione pittorica rispettosa dei criteri del restauro conservativo. Durante il recupero è emerso anche un livello decorativo ancora più antico, databile agli inizi del Cinquecento, caratterizzato da un motivo damascato dipinto. Il nostro obiettivo era restituire leggibilità all’opera senza alterarne la storia, lavorarci è stato un privilegio e una grande emozione”.




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