La Biennale di Venezia ha annunciato la presentazione della nuova sede dell’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee - all’interno dell’Arsenale, presso il Magazzino del Ferro, edificio storico situato in prossimità delle Corderie e identificato con Campo della Tana 2169/F. L’iniziativa si colloca nell’ambito di un programma articolato che si svolgerà dal 1° al 3 giugno 2026 e che prevede performance, lecture e un open day conclusivo dedicato all’accesso del pubblico agli spazi restaurati.
L’intervento è stato finanziato dal Ministero della Cultura attraverso il Piano Nazionale Complementare (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito dei programmi Grandi Attrattori Beni Culturali e Grandi Progetti Beni Culturali. Il progetto si inserisce inoltre nel percorso di riqualificazione dell’Arsenale, del Lido e di altri siti in terraferma avviato dalla Biennale a partire dal 1999, con l’obiettivo di rafforzare l’infrastruttura culturale e archivistica dell’istituzione e la sua relazione con la città di Venezia. La nuova sede dell’Archivio Storico occupa una superficie complessiva di circa 8.000 metri quadrati. I lavori, avviati nel marzo 2024, risultano completati nel rispetto del cronoprogramma stabilito. La struttura rappresenta uno degli interventi più complessi del programma di valorizzazione degli spazi della Biennale e si inserisce nel sistema di riqualificazione progressiva degli ambienti dell’Arsenale.
Nel corso degli ultimi quattro anni, la Biennale ha rafforzato le attività del proprio Archivio in vista del trasferimento nella nuova sede. In tale contesto è stato istituito il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, inaugurato nel 2021 come struttura permanente dedicata alla promozione di collaborazioni tra studiosi, studenti, istituzioni culturali ed enti di ricerca a livello nazionale e internazionale. Il centro è concepito come luogo di produzione e scambio di conoscenze legate ai linguaggi contemporanei delle arti.
L’Archivio Storico della Biennale conserva la documentazione relativa all’attività della Fondazione fin dalla prima Esposizione Internazionale d’Arte del 1895. Il patrimonio comprende materiali relativi agli artisti partecipanti, alle opere e alle discipline che hanno attraversato la storia dell’istituzione. Sono inclusi la Biblioteca specializzata nelle arti contemporanee, collocata nel Padiglione Centrale ai Giardini, il Fondo Storico con oltre 10.000 fascicoli, una vasta fototeca e mediateca, il Fondo Artistico, oltre a manifesti, rassegne stampa e materiali eterogenei che comprendono fotografie, carteggi, audiovisivi, partiture, opere d’arte e dischi in vinile.
L’istituzione archivistica si configura come un sistema in progressiva espansione, orientato alla valorizzazione e all’accessibilità dei materiali attraverso strumenti di studio e ricerca. I fondi vengono descritti come risorse attive, in grado di generare nuove linee di ricerca e progettualità. In questo quadro, i Direttori Artistici dei diversi settori della Biennale sono coinvolti nell’elaborazione di progetti fondati sui materiali d’archivio, con finalità che includono la realizzazione di percorsi espositivi e iniziative speciali.
Il programma inaugurale si sviluppa lungo tre giornate e propone una riflessione sui linguaggi delle arti contemporanee attraverso interventi e azioni performative curate dai Direttori Artistici della Biennale, che sono anche curatori dell’Archivio. Si tratta di Alberto Barbera per il cinema, Caterina Barbieri per la musica, Willem Dafoe per il teatro, Wayne McGregor per la danza, Wang Shu e Lu Wenyu per l’architettura, oltre a Maria Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak per l’arte.
Lunedì 1° giugno il programma prevede due sessioni pomeridiane, dalle 15.30 alle 17.00 e dalle 18.00 alle 19.30. In apertura è prevista la performance Body as Archive, progetto della Biennale Danza a cura di Wayne McGregor, sviluppato con AISOMA, sistema coreografico basato su machine learning e progettato in collaborazione con Google Arts & Culture. Il dispositivo analizza un archivio trentennale del lavoro del coreografo e propone nuove sequenze di movimento come strumento creativo. All’interno della nuova sede dell’Archivio, sedici danzatori del Biennale College Danza partecipano alla realizzazione di un’opera in forma installativa. I danzatori coinvolti sono Martina Balzamo, Jacopo Bellani, Ada Campagnolo, Giorgio Adam Forlani, Gerardo Garrido, Yawen Huang, Patricia Insa Ribera, Elaini Lalousis, Siyu Li, Pasquale Mazzella, Pietro Mazzotta, Garris Muñoz, Coralie Murgia, Pam Pam Phusanisa Sapchartanan, Melissa Venturi Degli Esposti e Pengfan Wu. Il progetto include light design di Theresa Baumgartner e musica dal vivo di Yraki.
Segue WATERMARKS, performance di Maria Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak, artisti coinvolti nella Biennale Arte 2026. L’intervento si sviluppa come intreccio di parola, suono e basso elettrico, con una riflessione sul rapporto tra tempo, memoria e percezione. I due artisti descrivono l’archivio come una soglia di accesso al passato e un dispositivo di apertura verso il futuro.
Il programma del 1° giugno si conclude con We Were Together, I Forget the Rest, performance della Biennale Teatro curata da Willem Dafoe, incentrata sul tema della memoria e costruita su una lettura corale improvvisata di frammenti provenienti dall’Archivio Storico. L’introduzione è affidata a Willem Dafoe. I lettori coinvolti sono Cesare Bisantis (Cinema), Michela Campagnolo (Danza), Giacinta Dalla Pietà (Archivio Storico), Helga Greggio (Architettura), Davide Ferrante (Musica), Luigi Ricciari (Arti Visive) e Marta Zannoner (Teatro). Il sound design è curato da Soundwalk Collective.
Martedì 2 giugno il programma si apre alle 11.00 con una lecture di Wang Shu e Lu Wenyu, direttori della Biennale Architettura 2027 e fondatori dello studio Amateur Architecture Studio. L’intervento affronta temi legati alla relazione tra memoria, materiali, paesaggio e ricerca progettuale contemporanea. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.00, vengono riproposte le tre performance già presentate il giorno precedente. Alle 17.30 si svolge la conversazione Orizzonti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, con Alberto Barbera in dialogo con cinque giovani studiose e studiosi di cinema: Sara Coppola, Marta Costagli, Alessandro Del Re, Lorenzo Meloni e Anja Boato.
La giornata si chiude alle 21.30 con il concerto Yet Darkness Held No Seraphim di Caterina Barbieri, direttrice della Biennale Musica. Il progetto, concepito per i nuovi spazi dell’Archivio, si concentra su tecniche generative e forme elettroacustiche, con un repertorio originale eseguito insieme a musicisti ospiti. Il concerto include un light design site-specific di Marcel Weber (MFO) e visual di Ruben Spini. Tra i musicisti coinvolti figurano FontanaMIXensemble, Clara La Licata (soprano), Matilde Lazzaroni (mezzosoprano), Rocco D’Aurelio (tenore), Paolo Leonardi (baritono), Enrico Castagnetti (corno), István Baráth (tromba), Gabriele Bastrentaz (trombone), Niccolò Baldisserri (basso tuba), con sound engineer Carlos Boix. Mercoledì 3 giugno gli spazi della nuova sede dell’Archivio Storico saranno aperti al pubblico per un open day dalle 11.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.30.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.