Dal 9 maggio al 27 settembre 2026, gli spazi di Villa Pacchiani (Santa Croce sull’Arno) ospitano la mostra Opere dalla Collezione Pieroni - Stiefelmeier, a cura di Alessandro Cocchieri. Promossa dal Comune di Santa Croce sull’Arno, l’esposizione si presenta come un’indagine sulle traiettorie dell’arte contemporanea dagli anni Settanta a oggi, evitando una lettura meramente ricognitiva per proporre invece un dispositivo critico articolato.
Il progetto si fonda sulla collezione costruita da Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier, caratterizzata da una struttura relazionale. L’insieme delle opere si sviluppa attraverso stratificazioni generate da incontri, affinità e tensioni teoriche. Ne emerge una configurazione che assume i tratti di un organismo in continua trasformazione, capace di restituire una pluralità di approcci e posizioni critiche.
Il percorso espositivo mette in dialogo pratiche eterogenee, evidenziando connessioni tra ricerche che hanno contribuito a ridefinire il concetto di opera, di spazio e di autorialità. Le indagini sul linguaggio e sulla natura tautologica dell’arte concettuale trovano una declinazione nei lavori di Joseph Kosuth, mentre le strutture modulari e seriali rimandano alla ricerca di Sol LeWitt. In parallelo, la dimensione materica e archetipica si manifesta nelle opere di Jannis Kounellis, accostata alla componente ambientale e percettiva che caratterizza le installazioni di Cristina Iglesias.
Una sezione del percorso si concentra sulle pratiche che interrogano il corpo, l’identità e lo spazio sociale. In tale ambito si collocano le ricerche di Vito Acconci e Jimmie Durham, le cui opere affrontano questioni legate alla presenza fisica e alla dimensione politica dell’azione artistica. La riflessione sul segno, sulla superficie e sulla temporalità attraversa invece i lavori di Carla Accardi e Ettore Spalletti.
All’interno di tale contesto si inserisce anche la ricerca di Gianfranco Baruchello, descritta come capace di costruire un immaginario frammentato e analitico, in cui il dettaglio si trasforma in struttura mentale e narrativa. La mostra evidenzia inoltre una linea italiana rilevante nella ridefinizione del linguaggio artistico, rappresentata da figure come Giulio Paolini, Luigi Ontani e Remo Salvadori. Accanto a queste presenze, il percorso si apre a dimensioni interculturali e transnazionali, includendo artisti come Mirosław Bałka e Bizhan Bassiri. L’intreccio di poetiche restituisce un panorama complesso, in cui la collezione assume il ruolo di archivio dinamico.
La curatela evita un’organizzazione cronologica lineare, privilegiando invece una struttura basata su risonanze, affinità e contrappunti. Tale impostazione invita il visitatore a costruire un proprio percorso interpretativo, attraversando le opere secondo logiche non gerarchiche. Opere dalla Collezione Pieroni - Stiefelmeier propone quindi una riflessione sul ruolo della collezione come pratica culturale e politica, intesa come spazio di mediazione tra produzione artistica, sistema espositivo e memoria.
“È un orgoglio per l’amministrazione poter portare a Villa Pacchiani una mostra di così grande rilevanza nel panorama dell’arte contemporanea”, dice l’Assessore alla Cultura Simone Balsanti. “Ringraziamo la famiglia Pieroni Stiefelmeier di darci la possibilità di ospitare all’interno del nostro spazio espositivo opere che rappresentano, nel loro insieme, un progetto di alto valore, grazie alla presenza di artisti di rilevanza internazionale. Le opere presenti, nella diversità del loro linguaggio, intendono offrire al pubblico la possibilità di riflettere sui temi dell’identità, dello spazio e del ruolo dell’arte nella società. Accogliere un progetto curatoriale di questo livello, significa per l’amministrazione continuare nell’opera di rendere la cultura uno strumento di crescita, dialogo e valorizzazione del territorio”.
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