È stata inaugurata il 23 maggio 2026 presso l’Oman National Museum di Muscat la mostra 1 to a Million Italian Design Stories, visitabile fino al 15 novembre 2026. L’esposizione è prodotta da ADI Design Museum e curata da Maria Cristina Didero, con illustrazioni di Steven Guarnaccia. L’allestimento è firmato da ACPV Architects / Antonio Citterio Patricia Viel, mentre il progetto grafico è realizzato da Leftloft.
L’iniziativa nasce da una collaborazione tra il museo italiano e l’istituzione omanita e si inserisce in una strategia di apertura culturale del National Museum del Sultanato dell’Oman. L’obiettivo dichiarato è quello di ospitare una riflessione sul design italiano come fenomeno culturale e progettuale di rilevanza internazionale. La collaborazione è stata sviluppata con il coinvolgimento di Sua Eccellenza Jamal bin Hassan Al-Mousawi, Segretario Generale del Museo Nazionale, che ha sostenuto l’intento di promuovere il dialogo tra culture e discipline, attraverso esperienze museali capaci di mettere in relazione storie e tradizioni progettuali differenti.
La mostra riunisce una selezione di oggetti insigniti del Premio Compasso d’Oro, riconoscimento istituito nel 1954 da Gio Ponti e considerato uno dei principali premi internazionali dedicati al design. Il percorso espositivo propone una lettura del design italiano dal secondo dopoguerra a oggi, con un’attenzione particolare alla dimensione culturale e non esclusivamente funzionale dell’oggetto. 1 to a Million Italian Design Stories è costruita come un percorso non lineare, nel quale il design viene interpretato come dispositivo culturale capace di generare nuove direzioni progettuali. L’esposizione integra apparati critici, materiali documentari e interventi visivi, costruendo un racconto che mette in relazione sperimentazione, rigore progettuale e impatto sull’esperienza quotidiana.
Tra gli oggetti esposti figurano la Superleggera di Gio Ponti, la serie UP di Gaetano Pesce, l’Abitacolo di Bruno Munari, il televisore Doney di Marco Zanuso e Richard Sapper, la macchina da scrivere Lettera 22 e la macchina da cucire Mirella di Marcello Nizzoli. Ogni opera è accompagnata da un testo dal taglio interpretativo non convenzionale, che diventa punto di partenza per le illustrazioni di Steven Guarnaccia. Le sue immagini introducono letture trasversali, costruendo associazioni visive che ampliano la dimensione funzionale degli oggetti e ne evidenziano la componente narrativa e simbolica.
“Il risultato è un insieme di opere che si muove tra passato e presente, mettendo in dialogo ingegno e disciplina, intuizione e competenza, successo e fallimento, e affermando l’immaginazione come forza duratura e costante nel campo del design”, spiega Didero. “Questa mostra guarda alle qualità umane e evocative dell’oggetto, una cifra che da sempre riconosco come il massimo valore attribuibile ad un prodotto”.
Un elemento centrale del percorso espositivo è il confronto tra due estremi del sistema produttivo e simbolico del design italiano: da un lato la penna-pennarello Tratto Pen, oggetto di larga diffusione e uso quotidiano, dall’altro la Ferrari, icona del lusso e della produzione limitata. Attraverso questo confronto, la mostra propone una lettura ampia del design italiano, che include sia la dimensione democratica dell’oggetto seriale sia quella aspirazionale del prodotto esclusivo. In questa prospettiva, il valore del design viene ricondotto alla qualità dell’idea progettuale e alla sua capacità di assumere una forma riconoscibile e rilevante.
L’allestimento firmato da ACPV Architects è concepito come un dispositivo spaziale in grado di sostenere la dimensione narrativa dell’esposizione, mentre il progetto grafico di Leftloft costruisce un sistema visivo coerente che accompagna e struttura la lettura dei contenuti. L’esperienza espositiva si sviluppa attraverso una combinazione di oggetti, testi, illustrazioni e un’installazione site specific, che contribuiscono a restituire la dimensione materiale, immaginativa e narrativa del progetto.
Accanto alla mostra è prevista la pubblicazione di un catalogo a cura dell’Oman National Museum, concepito come estensione critica dell’esposizione. Il volume raccoglie e approfondisce i contenuti del progetto, offrendo ulteriori strumenti di lettura e contestualizzazione nel panorama del design contemporaneo.
Il progetto propone uno sguardo critico e insieme immaginativo su oltre settant’anni di design italiano, presentandolo come una conversazione aperta e continua tra diverse forme di produzione, linguaggi e approcci progettuali. L’esposizione evidenzia come il design si sviluppi lungo un asse in cui coesistono produzione seriale e unicità, sperimentazione e disciplina, riaffermando il ruolo dell’immaginazione come forza generativa del progetto.
A margine dell’inaugurazione è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Società Omanita di Design (Design Oman) e ADI Design Museum, finalizzato all’avvio di una cooperazione strutturata tra le due istituzioni. L’accordo prevede programmi di mentoring e workshop internazionali destinati ai giovani designer, oltre alla partecipazione congiunta a mostre e iniziative dedicate al design a livello internazionale. Il protocollo è stato firmato da Sua Altezza Sayyida Mayyan bint Shihab Al Said, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società Omanita di Design (Design Oman), e da Andrea Cancellato, Direttore di ADI Design Museum.
Il progetto coinvolge inoltre numerosi archivi, musei e aziende che hanno contribuito alla realizzazione della mostra e del catalogo, tra cui Alessi, © Archivio Domus - Editoriale Domus, Artemide, Museo Alessi Archive, B&B Italia, Cassina, Fondazione Achille Castiglioni, CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università di Parma, Riccardo Dalisi Archive, Michele De Lucchi Archives, Design Group Italia, F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, © Ferrari, Flos, Heron Parigi, Kartell, Museo Kartell Archive, Fondazione Pio Manzù, Oluce, Carlo Poggi, Rexite, Valextra, Vorwerk Italia Folletto Archives, ZanottaValextra e altri soggetti del panorama produttivo e culturale italiano.
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