Grecia, il Monte Olimpo entra nel Patrimonio Mondiale UNESCO


Il Monte Olimpo entra nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il riconoscimento, approvato durante la sessione di Busan, riguarda un sito in cui valore mitologico, testimonianze culturali e biodiversità si fondono.

Il Monte Olimpo, la vetta più alta della Grecia e luogo simbolo della mitologia greca, è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il riconoscimento è stato approvato nel corso della 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, riunitosi a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio, durante la quale sono stati inseriti complessivamente 25 nuovi siti.

Il Monte Olimpo, alto 2.918 metri, si trova nella Grecia settentrionale ed è caratterizzato da un microclima determinato dalla vicinanza al mare e dal rapido incremento di quota, condizioni che hanno favorito una notevole varietà di ambienti, climi e vegetazione. Proprio questo paesaggio, secondo la tradizione dell’antica Grecia, era la dimora dei dodici dèi dell’Olimpo guidati da Zeus, oltre che delle Muse e delle Grazie. Attraverso i poemi di Esiodo e Omero, il monte è divenuto uno dei principali riferimenti della mitologia greca e romana, assumendo un ruolo centrale nella storia culturale della civiltà greca. Omero infatti, nell’Odissea, descrive l’Olimpo come una sede divina caratterizzata da una condizione di eterna serenità, un luogo sottratto ai fenomeni atmosferici e avvolto da una luce costante.

Già nell’antichità, in ogni caso, gli studiosi si interrogavano sulla reale collocazione della dimora degli dèi: se dovesse essere identificata con la vetta della montagna oppure con il cielo posto al di sopra di essa. Alcune interpretazioni allegoriche consideravano infatti l’Olimpo come una dimensione celeste e irraggiungibile dagli uomini, mentre altri commentatori di Omero ritenevano che il poeta si riferisse proprio al monte, definito nei suoi versi come elevato e grande, caratteristiche associate a un rilievo naturale.

Secondo il mito greco, dopo la vittoria di Zeus sul padre Crono e sulle precedenti generazioni divine, il nuovo sovrano del cosmo stabilì sull’Olimpo la propria dimora insieme alle altre divinità. La nuova generazione degli dèi, composta da figure come Atena, Apollo, Artemide, Afrodite ed Ermes, fu quindi identificata come olimpica, proprio in riferimento al luogo scelto da Zeus per il governo del mondo. Nei poemi omerici gli dèi vengono infatti indicati come coloro che hanno dimora sull’Olimpo.

Il Monte Olimpo in Grecia. Foto: Wikimedia Commons / Stolbovsky - Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.
Il Monte Olimpo in Grecia. Foto: Wikimedia Commons / Stolbovsky - Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.
Il Monte Olimpo in Grecia. Foto: Wikimedia Commons / kallerna - Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license
Il Monte Olimpo in Grecia. Foto: Wikimedia Commons / kallerna - Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license

Oltre al suo valore simbolico e mitologico, il sito si distingue per le caratteristiche geologiche e naturalistiche. Il paesaggio comprende circhi glaciali, pareti calcaree, doline carsiche e campi di olistoliti, mentre le creste del complesso Mytikas-Stefani e profonde gole come quella dell’Enipeas testimoniano la continua attività neotettonica dell’area. Il Monte Olimpo ha inoltre rappresentato un rifugio glaciale per numerose specie forestali ed è oggi considerato una delle aree mediterranee più importanti per la biodiversità vegetale e gli endemismi.

Nella documentazione integrativa della candidatura del Monte Olimpo del 2025, l’ICOMOS (organismo consultivo dell’UNESCO per i siti culturali) ha inoltre richiamato l’attenzione sul rapporto tra il Monte Olimpo e l’antica città di Dion, situata ai piedi del massiccio. Le ricerche archeologiche hanno individuato nell’area i resti di importanti insediamenti antichi, tra cui il santuario di Zeus Olimpio a Dion, considerato strettamente connesso al culto della montagna. Secondo l’organismo consultivo, Dion avrebbe rappresentato una sorta di accesso al Monte Olimpo e un elemento rilevante per comprendere la dimensione culturale del sito.

Con l’iscrizione del Monte Olimpo, la Grecia amplia la propria presenza nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il Paese conta già numerosi siti riconosciuti dall’organizzazione, ai quali si sono aggiunti negli ultimi anni il sito archeologico di Filippi, iscritto nel 2016, i villaggi tradizionali di Zagori, nella regione dell’Epiro, riconosciuti nel 2023, e i palazzi minoici dell’isola di Creta, entrati nella Lista nel 2025.

“L’iscrizione dell’Olimpo nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO”, dichiara la ministra greca della cultura, Lina Mendoni, “conferma il lungo impegno della Grecia per la protezione, la promozione e la gestione sostenibile del suo patrimonio culturale e naturale, in conformità con i principi della Convenzione del Patrimonio Mondiale. Allo stesso tempo, accresce la visibilità internazionale di un luogo che è un simbolo senza tempo della cultura greca, della natura e del patrimonio universale, evidenziando la responsabilità condivisa della comunità internazionale per la sua conservazione, a beneficio delle generazioni presenti e future. L’iscrizione condensa, in modo unico, l’unità indissolubile del nostro patrimonio culturale e naturale. L’Olimpo è la montagna che, attraverso i poemi omerici e l’antica letteratura greca, ha viaggiato la mitologia e la civiltà greca in tutto il mondo. Rimane il simbolo eterno della dimora degli dei dell’Olimpo e di un paesaggio multidimensionale e ‘drammatico’, che ispira timore reverenziale e rispetto e continua ad alimentare il pensiero, l’arte, la scienza e la creazione culturale globale. Le descrizioni dell’Olimpo nelle opere di Omero – polyptychos, per le sue numerose cime, Macros, che domina imponente l’orizzonte, Nifois per le sue cime innevate, Polydeiras per le sue numerose gole: questi sono stati i punti di partenza di questa ispirazione senza tempo. L’immagine dell’Olimpo, così come catturata dal genio poetico di Omero quasi tremila anni fa, rimane immutata ancora oggi, evocando lo stesso sentimento di ammirazione e rispetto nel visitatore moderno. Un sentito ringraziamento al Rappresentante Permanente della Grecia presso l’UNESCO, Giorgos Koumoutsakos, per il suo costante e sostanziale supporto durante tutto il processo, ai dirigenti del Ministero dell’Ambiente e dell’Energia, nonché alla Direzione delle Antichità Preistoriche e Classiche e alla Soprintendenza alle Antichità di Pieria del Ministero della Cultura. La loro preparazione scientifica, la dedizione e l’eccellente collaborazione hanno portato al raggiungimento dell’obiettivo comune dell’iscrizione, un successo significativo che ci rende tutti orgogliosi”.




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