L'Italia invia tre Caschi Blu della Cultura in Croazia per verificare i danni del sisma


L’Italia ha inviato stamani una missione di tre Caschi Blu della Cultura per aiutare la Croazia a verificare i danni che il sisma del 29 dicembre ha procurato al patrimonio culturale.

Nel segno della cooperazione internazionale per la cultura, l’Italia ha inviato questa mattina in Croazia una missione di “Caschi blu della cultura”, che avranno il compito di verificare i danni che il sisma di magnitudo 6.4 che lo scorso 29 dicembre ha colpito la città di Petrinja e che sta continuando a flagellare il territorio con altre scosse meno potenti ma comunque preoccupanti. Lo ha confermato stamattina il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, che ha salutato gli esperti in partenza per la Croazia rimarcando “la necessità che la comunità internazionale e l’Unione europea si dotino al più presto di meccanismi di solidarietà per la protezione del patrimonio culturale individuando, così come già avviene per la protezione civile, meccanismi rapidi e automatici per gli interventi di tutela a seguito di calamità naturale. Anche per i beni culturali le prime ore sono fondamentali per salvare opere e luoghi patrimonio dell’umanità”.

La squadra inviata stamani in terra croata opera nell’ambito del programma UNESCO Unite4Heritage ed è composta da due carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale e un esperto restauratore dell’Istituto centrale del restauro del MiBACT, che coadiuveranno un’équipe di esperti croati e suggerità soluzioni per mettere in sicurezza i beni e i monumenti danneggiati, grazie all’esperienza maturata nel 2016 dopo il terremoto dell’Italia centrale e in seguito in altri paesi, e per pianificare insieme alle autorità croate i successivi interventi. L’obiettivo, fa sapere il MiBACT, è quello di fornire alla Croazia un supporto immediato attraverso la definizione dei primi indirizzi necessari alla messa in sicurezza dei siti e del patrimonio culturale danneggiati o a rischio di ulteriore danneggiamento, a causa delle continue repliche telluriche ed acquisire tutte le informazioni necessarie alla predisposizione di un’eventuale ulteriore missione tecnica di recupero del patrimonio culturale.

L’Italia, in questi ultimi anni, ha acquisito una vasta esperienza nell’ambito della Protezione del Patrimonio Culturale, soprattutto in ragione delle molteplici criticità al patrimonio derivanti da eventi calamitosi (terremoti, inondazioni, dissesto idro-geologico), e l’ha acquisita sia sul territorio nazionale che all’estero. Non è ovviamente la prima volta che l’Italia invia i “Caschi blu della cultura” all’estero: la squadra, che attualmente è composta da circa ottanta elementi tra militari e civili, ha svolto di recente missioni in Libano a seguito dell’esplosione di Beirut nell’ottobre del 2020, in Albania dopo il terremoto del gennaio del 2020, in Messico nel 2017, dopo il terremoto del Nepal del 2015, e ovviamente in diverse zone d’Italia in occasione, per esempio, di alluvioni e nubifragi.

La Croazia ha ringraziato l’Italia per l’aiuto: “La vostra offerta di assisterci in quest’area con conoscenze e capacità di enorme valore è di grande importanza per noi”, ha dichiarato la Ministra della cultura croata, Nina Obiljien Koržinek, in una lettera di ringraziamento al ministro Franceschini. “Il terremoto ha provocato danni ingenti nelle città di Petrinja, Sisak e Glina ed è stato avvertito anche a Zagabria, provocando l’ulteriore deterioramento di monumenti già danneggiati”.

“A tre mesi dall’impiego in Libano e a un anno dall’Albania”, afferma il Comandate Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, generale Roberto Riccardi, “la task-force italiana supportata dall’Unesco parte per Zagabria. È una mano tesa ai nostri vicini croati in un momento difficile, un ponte sull’Adriatico che ha le sue basi nella solidarietà, un contributo alla ricostruzione e alla speranza”.

“Questa missione”, ha aggiunto il dirigente del Servizio Emergenze e ricostruzioni della direzione generale per la sicurezza del patrimonio del MiBACT, Paolo Iannelli, “è un’ulteriore posso avanti rispetto alle missioni finora realizzate perché interviene in una situazione ancora emergenziale nelle aree maggiormente colpite dal terremoto e ancora soggette a scosse di assestamento”.

Nella foto: Caschi blu per la cultura al lavoro durante il sisma dell’Italia centrale del 2016.

L'Italia invia tre Caschi Blu della Cultura in Croazia per verificare i danni del sisma
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