A Milano, il Toro rampante della Galleria Vittorio Emanuele II torna in restauro. Da oggi infatti il celebre mosaico pavimentale custodito nell’Ottagono della Galleria, uno dei simboli più fotografati e calpestati di Milano, è interessato da un nuovo intervento conservativo reso necessario dall’usura provocata dal continuo passaggio di visitatori e turisti che ogni giorno compiono il tradizionale rito della giravolta sul tallone. Il punto più danneggiato è quello corrispondente ai testicoli dell’animale araldico raffigurato nello stemma della città di Torino. Qui, nel corso degli anni, il ripetersi del gesto scaramantico ha progressivamente consumato le tessere rosa del mosaico fino a creare un piccolo cratere visibile sulla superficie pavimentale. Un deterioramento ormai noto ai milanesi e ai milioni di visitatori che transitano nella storica galleria ottocentesca e che, periodicamente, richiede interventi di manutenzione straordinaria.
Il nuovo restauro è stato annunciato dal Comune di Milano nella giornata del 27 maggio 2026. Gli assessori Emmanuel Conte, delegato al Demanio, e Marco Granelli, assessore alle Opere pubbliche, hanno sottolineato come il degrado sia la conseguenza diretta della straordinaria popolarità del luogo e del rituale che lo accompagna da generazioni.
“Migliaia di persone al giorno, nel corso dei due ultimi mandati, hanno compiuto il famoso gesto della giravolta sul tallone. Il punto portafortuna della Galleria si è consumato nel tempo”, spiegano i due assessori, ricordando che l’ultimo restauro risale al 2017. “È arrivato, quindi, il momento di restituire al mosaico della Galleria il suo aspetto originale, grazie a un intervento artigianale. La Galleria è un patrimonio vivo, che può consumarsi proprio perché amato e vissuto: ce ne prendiamo cura perché continui a esserlo”.
Per consentire l’intervento è stato allestito un piccolo cantiere attorno al mosaico, proprio nel cuore dell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II. I lavori si svolgeranno sotto gli occhi dei passanti e dei turisti, che potranno osservare direttamente le operazioni di restauro affidate a un artigiano specializzato nella ricomposizione dei mosaici storici. Il cantiere resterà attivo fino alla mattinata di sabato.
Le attività preliminari erano già iniziate nei giorni precedenti. Da lunedì, infatti, si è proceduto con la preparazione manuale delle nuove tessere destinate a sostituire quelle consumate. Il lavoro è stato eseguito seguendo fedelmente il disegno originale del mosaico, con l’obiettivo di preservarne l’autenticità estetica e storica. L’intervento vero e proprio entra ora nella fase operativa. La prima operazione prevista riguarda la rimozione delle parti ammalorate del mosaico per uno spessore di almeno due centimetri e mezzo di profondità rispetto al piano pavimentale. Una volta eliminate le sezioni deteriorate, i restauratori procederanno al consolidamento della base e successivamente alla posa delle nuove tessere. Il lavoro si completerà con le operazioni di stuccatura e levigatura, indispensabili per uniformare la superficie e restituire continuità all’immagine originaria del Toro.
Il Comune di Milano interviene periodicamente sul mosaico proprio a causa dell’eccezionale consumo provocato dal rito scaramantico della giravolta. Secondo la tradizione, chi poggia il tallone sui testicoli del Toro e compie una rotazione completa su sé stesso sarebbe destinato ad avere fortuna e a fare ritorno nel capoluogo lombardo. Una consuetudine che oggi coinvolge soprattutto i turisti, ma che in realtà affonda le proprie radici nella storia cittadina. Il gesto era infatti già noto nell’Ottocento e faceva parte delle pratiche popolari diffuse tra i milanesi dell’epoca. Con il passare dei decenni il rito si è trasformato in una delle attrazioni più riconoscibili della città, alimentato dal passaparola, dalle guide turistiche e dalla crescente notorietà internazionale della Galleria Vittorio Emanuele II.
Nonostante il carattere folkloristico dell’usanza, il continuo sfregamento esercitato dalle scarpe di migliaia di persone ogni giorno produce inevitabilmente un deterioramento progressivo della pavimentazione musiva. Per questa ragione Palazzo Marino programma controlli e restauri ciclici. L’ultimo intervento conservativo sul Toro risaliva al settembre 2017.
Il mosaico rappresenta uno degli stemmi cittadini presenti nella pavimentazione dell’Ottagono della Galleria. L’animale è raffigurato su fondo azzurro all’interno dell’emblema che simboleggia Torino. La presenza dello stemma torinese all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II non è casuale e rimanda direttamente al contesto storico nel quale l’opera venne realizzata. Quando iniziarono i lavori di costruzione della Galleria, infatti, Torino era ancora la capitale del Regno d’Italia. Fu proprio Vittorio Emanuele II a posare la prima pietra dell’edificio nel 1865, sancendo l’avvio di uno dei progetti urbanistici e architettonici più ambiziosi della Milano ottocentesca. La Galleria nacque come simbolo della modernità e dell’unità nazionale, collegando piazza Duomo a piazza della Scala attraverso un elegante spazio coperto destinato al commercio, alla socialità e alla vita cittadina.
Nel tempo la struttura è diventata uno dei monumenti più famosi del Paese e una delle mete più frequentate dai visitatori internazionali. Il passaggio quotidiano di migliaia di persone rende inevitabile una costante attività di manutenzione, soprattutto nelle aree maggiormente esposte all’usura. Il Toro della Galleria rappresenta in questo senso il punto più delicato dell’intero complesso pavimentale, proprio per la particolarità del rito che lo riguarda.
L’intervento avviato in questi giorni punta dunque non soltanto a riparare un danno materiale, ma anche a preservare un simbolo profondamente legato all’identità popolare della città. La giravolta sul Toro continua infatti a essere uno dei gesti più ripetuti e fotografati dai visitatori di Milano, un piccolo rito collettivo che attraversa epoche e generazioni mantenendo intatto il proprio fascino.
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