Il Comune di Milano fa i conti con la cultura: quasi 73 milioni di euro di bilancio, 30 milioni investiti in infrastrutture, oltre 2,7 milioni di visitatori nei musei e negli spazi espositivi civici, più di 12mila appuntamenti culturali nell’arco del 2025. Sono i dati principali dell’Annual Report della Direzione Cultura, il primo documento di questo tipo pubblicato dall’amministrazione, presentato il 24 giugno 2026 in Sala Fontana al Museo del Novecento dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e dal direttore centrale Cultura Domenico Piraina. Il report non è un bilancio tecnico nel senso convenzionale del termine. È pensato, come si legge nella premessa, come strumento di comunicazione pubblica: cento pagine costruite attraverso numeri, dati e immagini per restituire la complessità di un sistema che ogni giorno muove musei, biblioteche, teatri, archivi, spazi espositivi, progetti nei quartieri, attività educative e relazioni con il tessuto creativo della città. Una fotografia selettiva, che privilegia gli aspetti più significativi e talvolta meno visibili del lavoro della Direzione Cultura nel corso dell’anno.
La struttura del documento si articola attorno a tre chiavi di lettura: l’hardware culturale, ovvero la rete fisica dei luoghi; il software culturale, cioè le attività che li animano; e il soft power culturale, la capacità del sistema di generare reputazione, attrazione e relazioni nazionali e internazionali. Prima ancora, una sezione dedicata alle risorse racconta con chi e con cosa viene realizzato tutto il resto.
Sul fronte delle risorse umane, la Direzione Cultura conta 910 dipendenti al 31 dicembre 2025, pari al 6,7% dell’intero personale del Comune di Milano: in pratica, un lavoratore su quindici del Comune opera nel settore culturale. La composizione dell’organico riflette una precisa scelta di gestione: 381 persone nelle biblioteche, 234 nei servizi museali di accoglienza, custodia e sicurezza, 209 nei musei e negli spazi espositivi. Il rapporto tra dirigenti e totale del personale è di circa 1 a 83, indice di una struttura orientata all’operatività sul campo più che alla sovrastruttura manageriale. Dopo anni di contrazione dell’organico legata ai pensionamenti, il 2025 segna una ripresa: le nuove assunzioni rafforzano sia la dimensione operativa, con 19 figure di custodia, sia quella scientifica, con cinque profili altamente specializzati tra cui un mineralogista, un tassidermista, un preparatore ad alcool, un addetto alla digitalizzazione delle collezioni e un catalogatore di paleontologia.
Il quadro finanziario registra una crescita significativa. Il bilancio complessivo della Direzione Cultura passa dai circa 51 milioni del 2024 a quasi 73 milioni nel 2025, un incremento del 41,7%. L’aumento è sostenuto soprattutto dalla spesa in conto capitale, che triplica in un anno: da circa 10,2 milioni a circa 30 milioni di euro. Questo salto non deriva principalmente da un aumento delle entrate proprie, che crescono comunque del 17,6%, ma da una scelta politica precisa di investimento infrastrutturale, resa possibile anche grazie ai finanziamenti europei e nazionali, in particolare quelli legati al PNRR. La spesa corrente resta sostanzialmente stabile attorno ai 38 milioni di euro, ma la sua distribuzione rivela le priorità: lo spettacolo assorbe quasi due terzi della spesa corrente non vincolata, con oltre 24,7 milioni di euro destinati al settore. Circa metà delle risorse in conto capitale va alle biblioteche, soprattutto per la nuova sede di Lorenteggio e per il deposito robotizzato della BEIC; oltre il 35% allo spettacolo, con contributi alla Fondazione Teatro alla Scala, alla Fondazione Scuole Civiche e al Piccolo Teatro.
Sul fronte delle entrate, crescono i proventi museali, che superano i 3 milioni di euro, e le royalties legate alle mostre, passate da circa 605mila a oltre 805mila euro. Segnali che l’assessore Sacchi ha commentato con cautela: non perché il valore della cultura si esaurisca nella sua capacità di generare entrate, ha precisato, ma perché questi dati indicano una valorizzazione economica più efficace delle produzioni culturali, e quindi una maggiore capacità del sistema di sostenere nuove progettualità e investimenti.
L’hardware culturale, come anticipato, è la prima delle tre dimensioni descritte dal report. Alla Direzione Cultura fanno capo, a diverso titolo, 303mila metri quadrati di spazi distribuiti tra 29 biblioteche, 4 depositi, 32 tra musei e spazi espositivi, 22 teatri e il parco urbano d’arte contemporanea ArtLine, nel quartiere CityLife. Una geografia che attraversa il centro e i quartieri, custodisce il patrimonio, ospita attività e contribuisce alla qualità dello spazio pubblico. Tra le novità più rilevanti dell’anno c’è l’apertura del CASVA, il Centro di Alti Studi per le Arti Visive, inaugurato il 30 settembre 2025 negli spazi riprogettati dell’ex mercato coperto del QT8. Il nuovo polo ospita 44 archivi professionali e personali di architetti, designer, grafici e artisti attivi tra Milano e la Lombardia nel Novecento, da Luciano Baldessari a Vittorio Gregotti. Integra spazi di consultazione, aree espositive e un bar pensato come luogo di socialità aperto oltre l’orario del Centro. Qui è inoltre esposta in modo permanente la Donnina di Milano di Marino Marini, restaurata nel 2025 dopo anni trascorsi sul vicino Monte Stella.
Numerosi i cantieri nel 2025. La BEIC, Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, con i suoi 30mila metri quadrati e oltre 2,5 milioni di volumi previsti, ha completato la progettazione e avviato le procedure per gli allestimenti, con fine lavori attesa per dicembre 2026. Parallelamente procede la nuova Biblioteca Lorenteggio, con 2mila metri quadrati di superficie a fronte dei 200 dell’attuale sede, destinata a diventare punto identitario del quartiere. Al Castello Sforzesco è stato aperto nell’ottobre 2025 il cantiere per il restauro della Sala delle Asse, con le decorazioni di Leonardo da Vinci; la riapertura è prevista per il 2027. Il Museo del Novecento attende l’ampliamento alla seconda torre dell’Arengario: la procedura, sospesa nel 2025 per ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, è stata sbloccata dalla sentenza definitiva del marzo 2026, con avvio dei lavori previsto per giugno 2026.
Il capitolo sul patrimonio restituisce numeri di scala rilevante: 6.680 opere esposte nei percorsi di visita, 115.885 in deposito, 280.137 digitalizzate, 230 restaurate nel corso dell’anno. Il 2025 ha portato anche novità significative nelle collezioni: il Museo del Novecento ha ricevuto in donazione I funerali dell’anarchico Pinelli di Enrico Baj; il MUDEC ha acquistato per 220mila euro il Ritratto del Cardinale Giulio Rospigliosi, realizzato con la rara tecnica amanteca a mosaico di piume. Il patrimonio bibliotecario si è arricchito di circa 38mila nuovi volumi.
Il software culturale, ovvero la programmazione che anima le infrastrutture, ha prodotto nel 2025 cifre consistenti. Nelle sedi civiche sono state realizzate 72 mostre temporanee, che hanno accolto 949.812 visitatori. Sommando questi ai 1.774.510 visitatori dei musei civici, il sistema culturale civico ha registrato complessivamente 2.724.322 presenze. La mostra più visitata dell’anno è stata Tim Burton’s Labyrinth alla Fabbrica del Vapore, con 152.849 ingressi; seguono Casorati a Palazzo Reale con 79.607 visitatori, Rauschenberg e il Novecento al Museo del Novecento con 75.322 visitatori e Art Déco. Il Trionfo della Modernità a Palazzo Reale con 73.984.
Le attività didattiche hanno coinvolto oltre 5.400 appuntamenti per adulti e famiglie con 226mila partecipanti, e più di 7.500 iniziative per le scuole con 228mila partecipanti. Nei soli musei e spazi espositivi si contano 1.300 iniziative in sede, 92 fuori sede, 36 progetti di ricerca e 94 pubblicazioni. Nel corso del 2025 sono state attivate 9 residenze d’artista alla Fabbrica del Vapore, nazionali e internazionali. Sul fronte dell’accessibilità, la Direzione ha istituito un Gruppo di Lavoro interno dedicato e censisce oltre 30 progetti e percorsi accessibili in musei e biblioteche.
Ampio spazio è dedicato al sostegno allo spettacolo. Il Comune di Milano contribuisce con oltre 27 milioni di euro alle principali fondazioni partecipate: 13,6 milioni alla Fondazione Milano Scuole Civiche, 7 milioni alla Fondazione Teatro alla Scala, 5,1 milioni al Piccolo Teatro. Il Sistema delle Convenzioni Teatrali, attivo dal 1989 e considerato un’eccellenza nazionale nelle politiche pubbliche per il teatro, ha distribuito nel 2025 circa 2 milioni di euro a 15 teatri di produzione. Attraverso bandi e avvisi pubblici sono stati finanziati 28 progetti di spettacolo per 630mila euro, 72 soggetti con attività continuative e festival per oltre 2,1 milioni, e 33 progetti del programma Milano è Viva nei Quartieri per 1,15 milioni. Il Festival MITO ha ricevuto 700mila euro di contributo; BookCity e Piano City rispettivamente 100mila euro ciascuno.
Sul versante del soft power, il report misura l’attrattività del sistema attraverso indicatori molteplici. Le biblioteche contano 92.683 utenti attivi, quasi 970mila prestiti e quasi 2 milioni di accessi fisici. Le collaborazioni internazionali attivate nell’anno superano le 100, con partner come il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, il Warburg Institute di Londra, la Rete delle Residenze Reali Europee e la Rete UNESCO delle Città Creative della Letteratura: un riconoscimento che Milano detiene dal 2017. I prestiti di opere sono stati 521 in entrata e 672 in uscita. Le sponsorizzazioni raccolte nel 2025 ammontano a 19, per un totale di oltre 1 milione di euro.
Sul piano degli investimenti europei, nel 2025 sono stati gestiti 7 interventi per un totale di 169,1 milioni di euro tra PNRR, PNC e Programma Nazionale Metro Plus 2021-2027: dalla BEIC alla Magnifica Fabbrica, dai Laboratori e Depositi del Teatro alla Scala all’estensione del Museo del Novecento. La spesa per la sicurezza delle sedi ha superato 1,5 milioni di euro, tra sostituzione di sensori e telecamere e manutenzione degli impianti. Le richieste di autorizzazione per riprese cinematografiche sono cresciute del 17,65% rispetto al 2024, passando da 34 a 40 produzioni autorizzate: tra queste, anche Il Diavolo veste Prada 2.
Il sistema di comunicazione della Direzione conta 18 siti web, 70 profili social tra musei e biblioteche con oltre 680mila follower su Instagram e 540mila su Facebook, 13 newsletter con un tasso medio di apertura superiore al 50% e oltre 410mila iscritti totali. Nel 2025 sono stati inviati 204 comunicati stampa. Il report si conclude con i dati del Forum Cultura 2025, che ha coinvolto circa 500 rappresentanti di istituzioni, enti e associazioni culturali in oltre 50 tavoli tematici negli spazi del CASVA. Un’occasione di ascolto e coprogettazione che, nelle parole del Direttore Piraina, riflette la funzione pubblica del documento stesso: non uno strumento per addetti ai lavori, ma un atto di trasparenza verso l’intera comunità. Dietro ogni mostra, ogni biblioteca aperta, ogni spettacolo e ogni festival di quartiere, ha ricordato, c’è un lavoro collettivo fatto di competenze, responsabilità e passione. Raccontarlo, ha concluso, significa riconoscere il ruolo della cultura come servizio pubblico.
“L’Annual Report restituisce la dimensione reale della Direzione Cultura”, dichiara l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. “Parliamo di una struttura complessa, composta da sedi, servizi, processi e professionalità molto diverse, che ogni giorno rendono possibile il funzionamento del sistema culturale civico. Questo documento aiuta a vedere l’insieme, a comprendere le connessioni e a valorizzare il lavoro spesso invisibile che sostiene l’offerta culturale della città”.
“Questo Report non è pensato solo per gli addetti ai lavori, ma come uno strumento di trasparenza rivolto a tutta la comunità”, conclude il direttore centrale Cultura, Domenico Piraina. “Dietro ogni mostra, ogni biblioteca aperta, ogni spettacolo e ogni festival di quartiere c’è un lavoro collettivo fatto di competenze, responsabilità e passione. Raccontarlo significa riconoscere il ruolo della cultura come servizio pubblico”.
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