Il futuro del Museo Leonardo3, realtà che da oltre vent’anni racconta al pubblico le invenzioni e il genio di Leonardo da Vinci, torna al centro dell’attenzione dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni degli spazi nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Con la sentenza n. 7360/2026, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello di AV s.r.l., società alberghiera concessionaria di alcuni ambienti della Galleria, confermando la legittimità del provvedimento con cui il Comune di Milano aveva dichiarato la decadenza delle concessioni. La decisione riguarda gli spazi occupati dall’hotel Galleria Vik Milano e, in parte, dal Museo Leonardo3. La pronuncia chiude il secondo grado del contenzioso amministrativo avviato contro un provvedimento comunale del 2 luglio 2024, data in cui il museo era stato raggiunto da un’ordinanza, emanata dal Comune di Milano, di decadenza delle concessioni d’uso degli spazi dati al concessionario, per una serie di violazioni contrattuali, tra cui il rapporto con il museo Leonardo3: viene contestata la subconcessione (per i successivi sviluppi, leggere qui).
In seguito alla sentenza, il Museo Leonardo3 ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione e tutelare la reputazione di un progetto che, negli anni, ha contribuito all’offerta culturale e all’attrattività internazionale di Milano. “La pronuncia riguarda il rapporto tra il Comune di Milano e AV e gli obblighi assunti da quest’ultima nei suoi confronti. Né Leonardo3 né il suo cofondatore, Massimiliano Lisa, sono stati parti di quel rapporto o del giudizio, ma si trovano oggi a subirne le conseguenze”, sottolinea il Museo. Nella propria dichiarazione, l’istituzione precisa inoltre che i giudici hanno riqualificato il rapporto contrattuale tra AV e Leonardo3 come una “subconcessione non autorizzata” e hanno accertato la morosità di AV oltre a violazioni antincendio ed edilizie che, afferma il Leonardo3, “non riguardano gli spazi del Museo”.
Leonardo3 afferma di non avere debiti nei confronti del Comune di Milano e di essere in regola con le norme antincendio e di pubblica sicurezza. La nota ricorda anche gli impegni economici sostenuti nel corso degli anni: dal 2013, il Museo dichiara di aver versato oltre 6,2 milioni di euro al concessionario e 380 mila euro direttamente al Comune di Milano.
La vicenda amministrativa si intreccia con il percorso culturale del Museo Leonardo3, che dal 2013 ha accolto oltre 2,2 milioni di visitatori. Per dieci anni ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano ed è stato insignito della Medaglia di rappresentanza del Capo dello Stato. Il progetto si è dedicato allo studio, alla ricostruzione e alla divulgazione delle invenzioni di Leonardo da Vinci, rendendo accessibili a un pubblico ampio le sue ricerche e le sue intuizioni. Un’attività che, secondo il Museo, rappresenta un valore da preservare indipendentemente dalla controversia relativa alle concessioni.
A essere coinvolte nella prospettiva di una possibile interruzione dell’attività sono anche le oltre venti famiglie che traggono sostentamento dal lavoro presso Leonardo3. Per questo, il Museo sottolinea l’importanza di individuare una soluzione che consenta di salvaguardare sia la continuità del progetto culturale sia le professionalità che vi operano.
Leonardo3 auspica l’apertura di un confronto costruttivo con l’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di individuare condizioni adeguate alla natura culturale dell’istituzione e di consentire la prosecuzione delle attività “a condizioni economiche adeguate alla sua natura culturale, sino alla conclusione della procedura ad evidenza pubblica che verrà indetta, alla quale il Museo intende partecipare, confidando sin d’ora nella valorizzazione della destinazione culturale degli spazi”.
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