La Poggioreale storica (Trapani) restituita ai visitatori come bene culturale, a cinquantotto anni dal terremoto del Belìce. Il sindaco Carmelo Palermo ha definito l’evento “un traguardo straordinario, perché trasformiamo la memoria di questi luoghi in un progetto di rigenerazione urbana che li farà rivivere di persone e attività”.
Tra i comuni colpiti dal sisma del 1968, Poggioreale ha conservato parte del proprio tessuto architettonico originario: abitazioni, palazzi, chiese e piazze raccontano ancora l’identità del borgo prima della tragedia. Per questo motivo è stato spesso definito il “borgo fantasma”, un luogo sospeso nel tempo che restituisce la misura del dramma vissuto dalla popolazione costretta ad abbandonare il paese nella notte del 15 gennaio 1968.
Oggi, grazie a un intervento di rigenerazione urbana finanziato attraverso il PNRR e il bando del Ministero della Cultura dedicato ai borghi storici, la Poggioreale storica viene restituita come bene culturale aperto alla collettività. Il suo patrimonio architettonico rappresenta una rara testimonianza di come appariva un paese del Belìce negli anni Cinquanta: un centro agricolo vivace, fatto di botteghe, chiese, palazzi nobiliari, un teatro e la grande piazza Elimo dominata dal campanile della chiesa madre.
Alla cerimonia inaugurale, che si è svolta il 10 giugno, hanno preso parte circa settecento cittadini insieme a numerose autorità civili, religiose e istituzionali. Tra i presenti figuravano il Prefetto di Trapani Daniela Lupo, l’assessore al Territorio e Ambiente Giusi Savarino in rappresentanza del Governo regionale, i parlamentari Giuseppe Bica, Cristina Ciminnisi, Margherita Rocca Ruvolo, la senatrice Maria Pia Castiglione, il Direttore del Parco Archeologico di Segesta Luigi Biondo, il presidente della Provincia regionale di Trapani Salvatore Quinci, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri e i delegati di Polizia e Guardia di Finanza, il vescovo della diocesi di Mazara Angelo Giurdanella, che ha celebrato una funzione religiosa in onore del santo patrono, e numerosi sindaci delle province di Trapani ed Agrigento. Particolarmente significativa è stata anche la presenza di una delegazione proveniente dall’Australia, dove vive oggi una vasta comunità di origine poggiorealese, guidata da Peter Maniscalco.
Nel corso della giornata è stato inaugurato il Museo Multimediale di Casa Agosta, ideato da Pino Di Buduo, Stefano Di Buduo e Lucenzo Tambuzzo, che propone un percorso immersivo nella memoria della vecchia Poggioreale attraverso immagini storiche e proiezioni d’epoca. Il momento più suggestivo si è svolto al tramonto, quando il corteo dei cittadini ha accompagnato in processione il fercolo di sant’Antonio lungo piazza Elimo. In quell’istante si sono illuminate le fiaccole e le luci di Corso Umberto, mentre sulle facciate delle case abbandonate prendevano vita le installazioni multimediali curate dal Teatro Potlach e organizzate dalla cooperativa sociale «Incastri creativi». Sui muri e sugli edifici diroccati sono apparse immagini e volti del passato: matrimoni, feste popolari, pranzi domenicali e scene di vita quotidiana di cinquantotto anni fa. Le fotografie storiche, recuperate attraverso un lungo lavoro di ricerca e catalogazione, sono state animate attraverso all’intelligenza artificiale, suscitando grande commozione soprattutto tra gli abitanti più anziani, che hanno riconosciuto parenti, amici e volti familiari ormai appartenenti alla memoria collettiva.
Le celebrazioni proseguiranno fino a domenica con il festival iART, che animerà sia la Poggioreale storica sia il nuovo centro abitato attraverso concerti, incontri letterari e spettacoli. Tra gli appuntamenti più attesi figura il concerto di Roy Paci e degli Aretuska, previsto il 12 giugno nella nuova Poggioreale.
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