Porto Recanati (Macerata) restituisce alla comunità uno dei suoi monumenti più rappresentativi: dopo un importante intervento di restauro e valorizzazione, il Castello Svevo è stato ufficialmente riaperto al pubblico, con il recupero delle mura, dei camminamenti di ronda, della torre e dell’illuminazione del complesso monumentale. L’inaugurazione si è svolta domenica 19 luglio, e ha segnato la conclusione di un progetto promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Michelini e destinato a rafforzare la tutela del patrimonio storico cittadino e l’offerta culturale e turistica della città. L’intervento è stato presentato come un’operazione che va oltre il semplice recupero architettonico di un edificio storico. Con lo slogan “Maestoso nel passato, radioso nel presente”, l’amministrazione ha voluto sottolineare come il restauro rappresenti un investimento sull’identità di Porto Recanati, sulla valorizzazione della sua storia e sulle prospettive di sviluppo culturale e turistico del territorio.
“Oggi, da sindaco e a nome dell’Amministrazione, provo un profondo sentimento di orgoglio nel vedere questo progetto compiuto. Restituiamo alla città un luogo che appartiene alla sua storia più autentica, frutto di un lavoro condiviso, di una visione concreta e di un impegno che ha coinvolto istituzioni, tecnici e professionisti uniti da un obiettivo comune”, ha dichiarato il sindaco Andrea Michelini.
Il progetto è stato realizzato attraverso la collaborazione tra il Comune di Porto Recanati, la Regione Marche, la Soprintendenza di Ascoli Piceno e Macerata, i professionisti incaricati, gli uffici comunali, le imprese esecutrici e le maestranze coinvolte nel cantiere. L’intervento è stato finanziato grazie alle risorse ottenute attraverso il bando regionale “Infrastrutture 2032” e viene indicato dall’amministrazione comunale come uno dei progetti più significativi realizzati negli ultimi anni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico cittadino. Il recupero consente infatti di restituire al pubblico uno dei simboli più importanti della città, trasformandolo in un nuovo polo di interesse culturale e turistico destinato a essere vissuto durante tutto l’anno.
Le origini del Castello Svevo risalgono al XIII secolo e il suo nome è tradizionalmente collegato all’imperatore Federico II di Svevia. Già nel 1285 la fortificazione era conosciuta come “Castrum Maris”, il Castello sul Mare, a testimonianza della sua funzione di presidio difensivo della comunità sviluppatasi lungo la costa adriatica. Nel corso dei secoli successivi il complesso venne progressivamente ampliato e rafforzato. Tra il XIV e il XV secolo furono realizzati importanti interventi che conferirono al castello l’aspetto con cui è giunto fino ai nostri giorni. L’elemento più antico resta il mastio quadrangolare, alto circa venticinque metri, che ancora oggi domina l’intera fortificazione e costituisce uno dei principali punti di riferimento del profilo urbano di Porto Recanati.
Tra gli elementi di maggiore interesse storico figurano lo stemma della città di Recanati, ancora visibile sul lato del castello rivolto verso il mare, e il simbolo scolpito sul mastio meridionale che alcuni studiosi hanno messo in relazione con l’Ordine dei Cavalieri Templari. L’ipotesi, tuttavia, non è supportata da documenti che attestino una presenza stabile dei Templari all’interno del castello. Nel tempo il complesso ha assunto anche una funzione culturale, diventando sede di spettacoli e manifestazioni. All’interno delle mura si trova infatti l’Arena “Beniamino Gigli”, realizzata per volontà del celebre tenore recanatese e oggi utilizzata per concerti, spettacoli lirici ed eventi che richiamano artisti di livello nazionale e internazionale, rappresentando uno dei principali spazi per lo spettacolo dal vivo della costa adriatica.
Il progetto di restauro ha interessato diversi aspetti del complesso monumentale. Tra gli interventi principali figurano il recupero delle mura storiche, il restauro dei camminamenti di ronda, il ripristino dell’accesso alla torre e la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione, sia per gli esterni del castello sia per l’Arena Gigli. L’elemento più significativo dell’intervento è rappresentato dall’apertura al pubblico, per la prima volta, dei camminamenti di ronda e della torre. I visitatori possono così percorrere gli stessi passaggi utilizzati nei secoli per la difesa del borgo medievale, osservando il monumento da una prospettiva inedita.
Dal percorso sopraelevato è possibile ammirare il centro storico di Porto Recanati, il mare Adriatico e il paesaggio collinare marchigiano, trasformando la visita in un’esperienza che unisce il valore storico del monumento alla scoperta del territorio circostante.
L’amministrazione comunale ha rivolto un ringraziamento al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, all’assessore Francesco Baldelli e all’architetto Nardo Goffi, riconoscendo il loro contributo nel sostenere il progetto.
Un ringraziamento è stato inoltre espresso alla Soprintendenza Ascoli Piceno-Macerata, nelle persone degli architetti Giovanni Issini ed Emanuele Barigelli, all’impresa Edileco Telarucci, alla ditta Effetto Luce, alla ditta Colmef, a Mauro Paccamiccio di Vivai e Piante e a tutti i professionisti e alle maestranze coinvolti nei lavori. L’amministrazione ha infine ricordato il lavoro svolto dall’architetta Donatella Paciarotti, dall’ingegnera Agnese Pirani, dalla geometra Michela Vitali, responsabile unica del progetto, dal direttore dei lavori Rudi Togni, dall’ingegnere Francesco Paolo Russo, dall’architetta Loretta Zannini, dall’ingegnera Aurora Fioravanti, dall’ingegnere Gionni Pallotti e dagli uffici comunali che hanno seguito l’intervento.
Contestualmente alla riapertura è stato annunciato anche il calendario delle visite. Per tutto il mese di luglio i camminamenti di ronda e la Torre Sveva saranno aperti gratuitamente al pubblico ogni martedì e venerdì, dalle 10 alle 11 e dalle 17 alle 18, con la possibilità di conoscere da vicino uno dei monumenti simbolo di Porto Recanati da una prospettiva finora inaccessibile.
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