Pierre-Auguste Renoir, vita e opere dell'impressionista della joie de vivre


Pierre-Auguste Renoir è noto per essere stato il più “gioioso” dei pittori impressionisti. La biografia, lo stile e le opere principali dell'artista.

Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 1841 – Cagnes-sur-Mer, 1919) è uno dei più importanti pittori dell’Impressionismo. Conosciuto principalmente per la sua arte marcata da una forte joie de vivre (“gioia di vivere”) e per la sua fase aigre (ovvero ispirata alla pittura di Ingres), oggi è considerato uno dei più importanti artisti francesi. Tra le sue opere principali troviamo: La Grenouillère (1869), Ballo al moulin de la Galette (1876), La colazione dei canottieri (1880-1882), Sulla terrazza (1881),Gli ombrelli (1881-1886) o Le grandi bagnanti (1884-87). Grazie al suo viaggio in Italia nel 1882, l’artista scopre e studia artisti come Donatello o Raffaello che influiscono e ispirano il suo nuovo modo di dipingere.

L’impressionismo è un movimento artistico che si è diffuso a metà dell’Ottocento, tra il 1860 e il 1870, a Parigi. Il termine “impressionismo” deriva dall’accezione negativa data al movimento da Louis Leroy, giornalista e critico d’arte, dopo aver visto la prima mostra degli impressionisti nel 1874. L’innovazione principale che apportano gli impressionisti è la pittura en plein air, ovvero all’aria aperta. Tra i pittori più importanti del movimento, oltre a Renoir, troviamo Claude Monet, Édouard Manet, Edgar Degas e Camille Pissarro. Pur facendo parte di un movimento che aveva basi comuni, questi pittori adottano stili e tematiche completamente diverse: il principale elemento che contraddistingue il movimento è lo stesso approccio all’uso della luce e del colore. Attraverso il colore, dato da colori in tubetto puri in pennellate rapide e fitte, gli impressionisti riescono a rappresentare la realtà cogliendo l’impressione istantanea.

Ad oggi, molti degli aspetti caratteriali e estetici dell’artista sono raccontati da suo figlio Jean Renoir nel libro Renoir mio padre (Garzanti, 1962). Il figlio descrive il padre in questo modo: “Mio padre aveva qualcosa di un vecchio arabo e molto di un contadino francese, con la differenza che la sua pelle, sempre protetta dal sole per la necessità di tenere la tela fuori dai riflessi ingannatori, era rimasta chiara come quella di un adolescente. Quel che colpiva gli estranei che s’incontravano con lui per la prima volta erano gli occhi e le mani […]. Quanto all’espressione del suo sguardo, immaginatevi un misto di ironia e di tenerezza, di canzonatura e di voluttà. Sembrava che i suoi occhi ridessero sempre, che scorgessero anzitutto il lato divertente delle cose; ma era un sorriso affettuoso, buono. O forse si trattava di una maschera; era infatti estremamente pudico e non voleva che il prossimo si accorgesse dell’emozione, pari a quella che altri uomini provano nel toccare o nell’accarezzare, che lo assaliva al solo guardare i fiori, le donne o le nuvole in cielo. Aveva le mani deformate in maniera spaventosa; i reumatismi avevano fatto cedere le articolazioni ripiegando il pollice verso il palmo e le altre dita verso il polso. I visitatori non abituati a quella mutilazione non riuscivano a staccarne gli occhi; la reazione ed il pensiero che non osavano formulare era questo: ‘Non è possibile. Con delle mani simili non può dipingere questi quadri; c’è sotto un mistero!’”.

Pierre-Auguste Renoir fotografato da Paul Durand-Ruel
Pierre-Auguste Renoir fotografato da Paul Durand-Ruel

Biografia di Pierre-Auguste Renoir

Pierre-Auguste Renoir nasce a Limoges il 25 febbraio 1841 da una famiglia di modeste origini, da padre sarto e madre operaia tessile. Passa l’infanzia a Parigi dove frequenta le scuole elementari presso i Fratelli delle scuole cristiane, rivelando un incredibile talento per il disegno, oltre che per il canto. Questa sua passione è assecondata soprattutto dal padre che spende i suoi pochi risparmi per acquistare materiali utili per il disegno. Nel 1854, Renoir entra a far parte di una manifattura di porcellane, attività tipica della sua città natale. La ditta poco dopo, nel 1858, dichiara bancarotta e l’artista si trova senza un lavoro, pertanto decide di mettersi in proprio e di aiutare il fratello incisore. Renoir comincia a frequentare corsi dell’École de Dessin et d’Arts décoratifs che fa crescere in lui la voglia di diventare pittore. Nel 1862 si iscrive all’École des Beaux-Arts e allo stesso tempo collabora con il pittore Marc Gabriel Gleyre, con il quale non condivide però lo stesso approccio alla pittura. È proprio in questi anni che conosce Claude Monet, Alfred Sisley e Fréderic Bazille. L’elemento in comune tra di loro è sicuramente lo stesso sentimento di ripulsione verso gli atelier e verso la tecnica classica accademica. È proprio da questo rapporto di amicizia e dal rifiuto per gli atelier che nasce in loro la voglia di dipingere en plein air, sull’esempio di Charles-François Daubigny. Il gruppo di artisti composto da Renoir, Monet, Sisley e Camille Pissarro va a vivere in una casa in campagna dove Renoir produce numerose opere come Lisa con ombrello (1867), in cui ritrae la sua amica fedele Lise Tréhot. Più avanti, afflitto da una situazione economica molto severa e pesante, trova rifugio nell’atelier in rue Visconti di Bazille, suo amico affezionato. Un’altra amicizia solida e importante è quella che stringe con Monet con il quale dipinge insieme varie volte, come nel caso dell’opera La Grenouillère del 1869 dipinta in sua compagnia.

Con l’avvento della guerra franco-prussiana, nel 1870, viene chiamato ad arruolarsi abbandonando così la pittura per un periodo. In seguito alla resa di Sedan, nello stesso anno fa ritorno a Parigi dove riprende la sua attività ritrasferendosi sulla rive gauche. Con il suo ritorno in patria la sua situazione economica peggiora, anche la situazione psicologica è instabile data la morte del suo caro amico Bazille durante la guerra. Nonostante le difficoltà, Renoir continua a dipingere, avvicinandosi sempre di più insieme a Monet a quel che oggi è riconosciuto come Impressionismo.nCon l’adesione alla Société anonyme des artistes peintres, sculpteurs, graveurs, società creata da Pissarro per la raccolta di fondi destinati all’organizzazione di mostre, l’artista ufficializza il suo ingresso all’interno del gruppo impressionista. Grazie agli introiti ricavati dall’associazione allestiscono la prima mostra il 15 aprile 1874 nello studio del fotografo Nadar al numero 35 del boulevard des Capucines. È proprio in quest’occasione che il critico Louis Leroy dà al gruppo il famoso appellativo “impressionisti” che descrive perfettamente il loro intento di catturare l’attimo.

La critica si divide in chi ammira il nuovo stile pittorico e chi invece non lo apprezza. Renoir quasi sempre viene definito come un pittore dotato ma nonostante ciò non riesce quasi mai a vendere i suoi quadri, peggiorando così la sua situazione economica. Per guadagnare decide di organizzare insieme al mercante Paul Durand Ruel e a Berthe Morisot, pittrice impressionista, un’asta presso l’Hôtel Drouot. Anche qui il pittore non riesce a vendere quel che vorrebbe, ed è costretto a svendere le opere pur di racimolare qualche soldo. Per fortuna all’asta è presente anche Victor Chocquet, funzionario della dogana, che guardando i quadri di Renoir se ne appassiona e decide di sostenerlo economicamente, commissionandogli undici quadri. Con il denaro guadagnato acquista casa a Montmartre iniziando così la sua risalita economica. Diventa conosciuto in tutta Parigi per i suoi ritratti e le sue opere iniziano ad essere appese nei più importanti salotti borghesi. Oltre alla pittura ritrattistica rimane legato alla pittura en plein air e nel 1876 dipinge Bal au moulin de la Galette, uno dei suoi quadri più noti e apprezzati.

Con la fine degli anni Settanta dell’Ottocento il gruppo impressionista pian piano si divide, e il pittore viene accusato dai suoi compagni di svendere i suoi quadri solo per fama e soldi. Con la rottura del movimento cresce in lui la volontà di viaggiare: visita quindi Algeri nel 1880 e l’Italia nel 1882. In Italia studia i maestri del Rinascimento venendo fortemente influenzato da Raffaello Sanzio e da Jean-Auguste-Dominique Ingres, e il suo stile pittorico da questo momento in poi cambia e si inaugura il periodo aigre o ingresque, in quanto influenzato da Ingres. A partire da Venezia inizia il suo tour per scendere pian piano verso il sud, visitando città come Padova, Firenze, Roma, Urbino e Napoli, arrivando fino a Palermo. In seguito alla visita nel nostro paese dichiara: “Gli italiani non hanno alcun merito nell’aver creato grandi opere in pittura. Bastava che si guardassero intorno. Le strade italiane sono piene di divinità pagane e personaggi biblici. Ogni donna che allatta un bambino è una Madonna di Raffaello”.

Nell’ultimo periodo della sua vita la sua fama è ormai consolidata e lui considerato come uno dei pittori più importanti di Francia e d’Europa. Nel 1905 lo Stato Francese, per riconoscenza, decide di insignirlo della Legione d’Onore. Con l’età che avanza viene colpito dall’artrite reumatoide che gli paralizza le gambe. Il decorso della sua malattia lo passa nella sua nuova abitazione al mare nel sud della Francia, a Cagnes-sur-mer. Qui muore il 3 dicembre 1919.

Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri (1880-1881; olio su tela; cm 130 x 173; Washington, Philips Collection)
Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri (1880-1881; olio su tela, 130 x 173 cm; Washington, Philips Collection)


Pierre-Auguste Renoir, La Grenouillère (1869; olio su tela; 66 x 81 cm; Nationalmuseum, Stoccolma)
Pierre-Auguste Renoir, La Grenouillère (1869; olio su tela, 66 x 81 cm; Nationalmuseum, Stoccolma)


Pierre-Auguste Renoir, Sulla terrazza (1881; olio su tela, 100 x 80 cm; Chicago, The Art Institute)
Pierre-Auguste Renoir, Sulla terrazza (1881; olio su tela, 100 x 80 cm; Chicago, The Art Institute)


Pierre-Auguste Renoir, Gli ombrelli (1881-1886; olio su tela, 180 x 115 cm; Londra, National Gallery)
Pierre-Auguste Renoir, Gli ombrelli (1881-1886; olio su tela, 180 x 115 cm; Londra, National Gallery)

Stile pittorico e opere principali di Renoir

Renoir prende parte al gruppo impressionista diventando in seguito uno dei maggiori esponenti. La sua attività artistica è molto prolifica: l’artista può infatti vantare un totale di circa cinquemila dipinti non contando acquerelli e disegni. Durante il suo percorso artistico sviluppa diverse tematiche che toccano diversi periodi della sua vita. Inizia la sua carriera artistica lavorando per una manifattura di porcellane, sognando di fare il porcellanista, mestiere tipico del suo paese d’origine. Con il tempo però crescono in lui la voglia e la passione per la pittura che lo portano ad iscriversi all’École des Beaux-Arts di Parigi e a lavorare presso l’atelier di Marc Gabriel Gleyre. Dopo vari tentativi, l’artista raggiunge il successo grazie a Victor Chocquet che gli commissiona opere mantenendolo economicamente.

La sua pittura è un’arte della “joie de vivre”, ovvero della gioia di vivere. Quest’accezione è data sua attitudine positiva nei confronti della vita che riversa anche nei suoi quadri dove illustra tutta la bellezza e la dolcezza del mondo e della vita. Questa positività è trasmessa nei dipinti anche grazie all’uso sapiente che fa dei colori, utilizzando tonalità vivaci e brillanti. In questo primo periodo pittorico i suoi quadri sono caratterizzati dall’estrema lucentezza e dall’utilizzo di colori vivaciche vengono stesi sulla tela tramite pennellature delicate conferendo alle opere un tono vibrante e delicato. I suoi soggetti sono anch’essi sereni e solitamente rappresentati mentre danzano o mentre passano il tempo in spensieratezza durante scene di attività quotidiane. Uno dei più noti dipinti di questo periodo è Le Bal au Moulin de la Galette del 1876 in cui Renoir illustra, con le caratteristiche sopra descritte, una scena all’aperto dove i protagonisti del quadro sono intenti a ballare. La scena è ambientata al Moulin de la Galette, locale frequentato da persone di qualsiasi ceto sociale. In primo piano è rappresentata una tavolata di amici che ridono e scherzano, i loro volti sono graziosi e spensierati come quelli della folla retrostante. Pochi anni dopo dipinge La colazione dei canottieri (1880-1881) che è considerato uno degli ultimi quadri del primo periodo “joie de vivre”. Anche in questo caso l’artista raffigura una serie di personaggi, probabilmente canottieri con le mogli, attorno a tavolini di un locale mentre si godono la bellezza e la serenità della vita. Come al solito l’atmosfera graziosa è data dalla delicatezza delle pennellature e dall’accentuazione di colori vivi e.

Come anticipato, grazie allo studio dei pittori rinascimentali Renoir scopre la figura di Raffaello rimanendone estremamente affascinato. Questa fase di cambiamento è nota come periodo “aigre”: è un momento in cui, l’artista distaccandosi dall’Impressionismo, approda a una pittura più penetrante e incisiva, adoperando un disegno più pulito e meno grazioso. Dal plein air ritorna alla pittura in atelier raffigurando prevalentemente soggetti classici come figure di donne nude o ritratti di vario genere. Gli ombrelli (1881-1886) è un dipinto realizzato a cavallo tra le due fasi del pittore e in questo quadro si possono notare le diverse caratteristiche di ciascun periodo. La parte destra è dipinta in un primo momento, durante il suo primo periodo, legato ad uno stile più impressionista. La parte sinistra è invece la più recente, realizzata proprio nel periodo aigre, in cui si nota un ritorno alla classicità. Il soggetto del dipinto, come spesso accade, è una folla che dopo un improvviso temporale cerca di ripararsi sotto i propri ombrelli. Le due figure principali dell’immagine sono la donna a sinistra e la bambina con il cerchio in mano a destra, che come anticipato ognuna rappresenta un periodo stilistico diverso.

Le bagnanti (1884-1887) è un altro dipinto celebre perché denota la svolta stilistica dell’artista. Se in quadri precedentemente analizzati (come in Le Bal au Moulin de la Galette o La colazione dei canottieri) i soggetti sono rappresentati con tratto grazioso e pennellate vibranti, qui invece sono rappresentati in maniera più nitida e coincisa. Sono ritratte tre donne in primo piano svestiste intente a farsi un bagno in acqua, i contorni delle figure netti e precisi influenzati dalla una maniera classica. Il tema delle bagnanti viene ripreso anche in tarda età nel dipinto omonimo del 1918, e costituisce uno degli ultimi quadri del pittore. Qui, vengono rappresentate due donne sempre nude in mezzo alla natura, e rispetto al quadro precedente le pennellate sono meno raffinate anche grazie alla tecnica del frottage (tecnica pittorica data dallo sfregamento del colore sulla tela). Renoir in questo dipinto torna quindi ad utilizzare un maggiore spessore delle linee rifiutando la snellezza e la pulizia. Anche i colori che usa sono diversi, in questo caso ritornano ad essere più sgargianti e vivi come nel primo periodo. Analogamente alle opere del periodo precedente, l’artista ritorna a raffigurare la freschezza e il piacere per la vita.

Pierre-Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette (1876, olio su tela, 131 x 175 cm; Parigi, Museo d'Orsay)
Pierre-Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette (1876, olio su tela, 131 x 175 cm; Parigi, Museo d’Orsay)


Pierre-Auguste Renoir, Le bagnanti (1884-1887, olio su tela, 117,8 x 170,8 cm; Filadelfia, Philadelphia Museum of Art)
Pierre-Auguste Renoir, Le bagnanti (1884-1887, olio su tela, 117,8 x 170,8 cm; Filadelfia, Philadelphia Museum of Art)


Pierre-Auguste Renoir, Le bagnanti (1819; olio su tela, 110 x 160 cm; Parigi, Museo d'Orsay)
Pierre-Auguste Renoir, Le bagnanti (1819; olio su tela, 110 x 160 cm; Parigi, Museo d’Orsay)

Dove vedere le opere di Renoir

La villa di Renoir a Cagnes-sur-mer, in Costa Azzurra, sua ultima dimora, ospita oggi una casa-museo in suo ricordo. All’interno sono presenti quindici tele originali, quaranta sculture e tutto il mobilio autentico. Accanto alla casa è possibile inoltre visitare il suo atelier nel giardino, riproduzione fedele del suo vecchio studio.

Sempre in Francia, due importantissime istituzioni, il Musée dOrsay e il Musée de l’Orangerie, ospitano le più grandi e complete collezioni al mondo dell’artista. Altre opere sono ospitate presso illustri istituzioni quali il Museu de Arte a San Paolo, la National Gallery of Art a Washington, al Rijksmuseum di Amsterdam, al Getty Museum di Los Angeles o all’Alte Nationalgalerie a Berlino.


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