La Svizzera ha restituito all’Egitto un importante bene culturale risalente al II secolo a.C. Si tratta di una maschera funeraria egizia, consegnata ufficialmente alle autorità egiziane nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Casa Beatrice von Wattenwyl a Berna. A consegnare il reperto all’ambasciatore d’Egitto in Svizzera, Mohamed Yehia Mohamed Negm, è stata la consigliera federale e responsabile del Dipartimento federale dell’interno Elisabeth Baume-Schneider. Alla cerimonia ha partecipato anche un rappresentante del Ministero egiziano delle Antichità.
La restituzione conclude una vicenda iniziata nel settembre del 2022, quando la maschera era stata intercettata dalle autorità svizzere al momento del suo ingresso nel Paese. Il 15 settembre di quell’anno un trasportatore aveva dichiarato il bene culturale durante il passaggio alla dogana di Bardonnex, nel Cantone di Ginevra. L’oggetto aveva tuttavia destato i sospetti delle autorità per la possibile provenienza illecita e l’importazione era stata conseguentemente bloccata. A quel punto l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, UDSC, aveva richiesto una verifica all’Ufficio federale della cultura, UFC. Il reperto è stato quindi sottoposto a un esame specialistico per determinarne autenticità, origine e cronologia. L’analisi condotta da un esperto egittologo ha confermato che la maschera è autentica e ha permesso di datarla alla metà del periodo tolemaico, collocandola quindi nel II secolo avanti Cristo.
L’accertamento dell’autenticità e della datazione ha consentito alle autorità svizzere di procedere alla restituzione del bene culturale all’Egitto. La consegna ufficiale è stata presentata dalle autorità elvetiche come una nuova testimonianza della cooperazione tra i due Paesi nella protezione del patrimonio culturale e della politica svizzera di contrasto al trasferimento illecito di beni culturali.
La vicenda della maschera si inserisce infatti in un quadro di collaborazione bilaterale avviato ormai da diversi anni. Svizzera ed Egitto hanno sottoscritto nel 2011 un accordo relativo all’importazione, al transito e alla restituzione dei beni culturali. Da quando l’accordo è entrato in vigore, la Svizzera ha restituito all’Egitto circa 80 beni culturali.
Il percorso seguito dalla maschera riflette le procedure previste dalla Svizzera per i beni culturali la cui provenienza possa essere illecita. Dopo il fermo effettuato alla frontiera, il reperto è stato sottoposto a verifiche da parte delle autorità culturali federali e a un esame specialistico. L’autenticità accertata dall’egittologo e la datazione alla metà del periodo tolemaico hanno fornito gli elementi necessari per procedere alla riconsegna alle autorità egiziane. Il periodo tolemaico, al quale risale la maschera, corrisponde alla fase della storia egiziana iniziata con la conquista del Paese da parte di Alessandro Magno nel 332 a.C. e proseguita sotto la dinastia tolemaica fino alla morte di Cleopatra VII e all’annessione dell’Egitto a Roma nel 30 a.C. La datazione alla metà di questo periodo colloca quindi il reperto nel II secolo a.C., in una fase nella quale le tradizioni artistiche e funerarie egizie continuavano a svilupparsi all’interno di un contesto segnato anche dalla presenza della cultura ellenistica.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.