Venaria Reale, al CCR nasce il nuovo polo per la ricerca scientifica sui beni culturali


Avviati i lavori nell’ex Galoppatoio Lamarmora per il nuovo polo del Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”: investimento da 3,5 milioni di euro, sostegno della Regione Piemonte e inserimento del progetto nella programmazione triennale del Ministero della Cultura 2026-2028.

Sono iniziati a Venaria Reale i lavori per la realizzazione del nuovo polo scientifico del CCR – Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”, struttura dedicata alla ricerca scientifica e alla diagnostica applicata allo studio e alla conservazione dei beni culturali. La presentazione ufficiale del progetto si è tenuta il 3 marzo 2026, alle ore 11, nella sede di via XX Settembre 18, a Venaria Reale. Il nuovo polo sorgerà all’interno dell’ex Galoppatoio Lamarmora, edificio storico di proprietà della Regione Piemonte. L’intervento di riqualificazione rientra nel programma di valorizzazione del complesso UNESCO della Reggia di Venaria Reale, di cui l’area costituisce parte integrante. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo della ricerca scientifica italiana sul patrimonio culturale nel panorama internazionale e creare un hub altamente specializzato per la diagnostica, la ricerca e il confronto interdisciplinare.

L’investimento complessivo previsto ammonta a 3,5 milioni di euro. La fase di ristrutturazione interesserà una superficie di 600 metri quadrati distribuiti su due piani. Al piano terra troveranno spazio otto laboratori scientifici di ultima generazione e un’area centrale concepita come spazio espositivo e divulgativo, accessibile anche al pubblico. Il livello superiore accoglierà una sala riunioni, una biblioteca e uffici open space destinati al gruppo di ricerca, oltre a due aree aperte pensate per attività di networking e confronto tra professionisti. La conclusione della prima fase dei lavori, che riguarda la realizzazione del piano terra, è prevista per ottobre 2026. Il progetto mira a consolidare un polo internazionale capace di sviluppare nuove soluzioni per la conservazione del patrimonio culturale, tenendo conto delle sfide poste dalla transizione ecologica e digitale. In questo quadro, la struttura intende favorire il confronto scientifico e il rafforzamento di partnership strategiche con università, istituti di ricerca, musei e imprese del settore industriale.

Il finanziamento iniziale di 2,5 milioni di euro proviene dalla Regione Piemonte, nell’ambito dei fondi del Piano Operativo Complementare 2014-2020. A tale contributo si è aggiunto il sostegno del Ministero della Cultura, che ha inserito un finanziamento per il completamento del recupero dell’ex Galoppatoio Lamarmora nella programmazione triennale dei lavori pubblici 2026-2028. Il risultato è stato raggiunto attraverso un lavoro congiunto che ha coinvolto il presidente Alfonso Frugis e il soprintendente Corrado Azzollini.

Render del Polo scientifico CCR
Render del Polo scientifico CCR

Ulteriori collaborazioni istituzionali hanno sostenuto l’iter del progetto. La Città Metropolitana di Torino ha operato come stazione unica appaltante, mentre il Comune di Venaria Reale ha individuato il nuovo polo come uno degli interventi da includere nel bilancio di sostenibilità degli interventi culturali nei territori della Regione Piemonte. L’iniziativa si inserisce infatti tra i progetti pilota sperimentali di tale bilancio, finalizzato a misurare, valutare e rendicontare gli impatti positivi generati dalla cultura sui territori. Accanto a Venaria Reale, il percorso coinvolge anche il Comune di Cuneo. Sul fronte del sostegno privato, è stata avviata con Intesa Sanpaolo una campagna di crowdfunding (un finanziamento collettivo) finalizzata all’acquisto di nuova strumentazione e alla formazione di giovani ricercatori. La campagna For Funding, attiva tra luglio 2025 e marzo 2026, ha contribuito al potenziamento della dotazione tecnologica del futuro polo. Parallelamente, il CCR ha messo in campo un articolato piano di raccolta fondi, con la creazione di una rete di donatori privati e istituzionali e l’attivazione di partnership strategiche di ricerca a livello internazionale, con l’obiettivo di sostenere la crescita della struttura nel lungo periodo.

Dal punto di vista tecnico, il nuovo polo sarà dotato di laboratori equipaggiati con tecniche avanzate per analisi puntuali, mapping e imaging di superficie. Sono previste anche strumentazioni mobili e portatili, che consentiranno lo svolgimento di campagne diagnostiche in situ. Tali dispositivi risultano essenziali per lo studio di opere che non possono essere spostate dai luoghi di conservazione o per le quali non è consentito il prelievo di campioni. L’orientamento è quello di integrare analisi scientifiche di alta precisione con metodologie non invasive, in linea con gli standard internazionali di tutela.

Il progetto si colloca in un contesto in cui la ricerca applicata ai beni culturali assume un ruolo strategico per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio. La creazione di un hub dedicato alla diagnostica e all’innovazione intende rafforzare la competitività italiana in un ambito in cui competenze scientifiche, tecnologie avanzate e collaborazione tra enti pubblici e privati rappresentano fattori determinanti. In tale prospettiva, il nuovo polo del CCR di Venaria Reale si configura come una infrastruttura destinata a operare come punto di riferimento nel panorama internazionale della ricerca sul patrimonio culturale.

Dichiarazioni

“Il progetto del nuovo polo scientifico del CCR”, sottolinea Alfonso Frugis, presidente del CCR, “è stato uno dei miei obiettivi primari per consolidare il ruolo del Centro come polo di eccellenza internazionale, potenziandone le capacità scientifiche e operative e rafforzando la leadership dell’Italia nella conservazione e nella ricerca applicata ai beni culturali. È il risultato di una strategia di lungo periodo, che rafforza la nostra natura di istituto di innovazione nel campo dei beni culturali che, ci auguriamo, genererà impatti positivi per il territorio sul piano culturale, economico e sociale. Siamo onorati di constatare che l’impegno a sostenere il progetto da parte della Regione Piemonte, prima, e del Ministero della Cultura, poi, confermi il riconoscimento del valore del Centro”.

“La nascita del nuovo polo scientifico segna un momento cruciale nella storia del Centro”, dice Federica Pozzi, direttrice dei Laboratori Scientifici del CCR. “È un progetto pensato per ampliare l’accesso alla diagnostica e rafforzare le capacità operative del CCR, creando un luogo in cui scienza e patrimonio dialogano in modo strutturato e continuativo. Il nuovo polo non è soltanto un’infrastruttura: è l’espressione di una visione condivisa, fondata su collaborazione, ricerca e sostenibilità, con l’obiettivo di contribuire in modo sistematico e responsabile al futuro dei beni culturali”.

"In Piemonte la cultura rappresenta uno dei motori strategici dell’innovazione e dello sviluppo. Attraverso un investimento di 2,5 milioni di euro, la Regione promuove la nascita del nuovo polo di ricerca al Centro Conservazione Restauro ’La Venaria Reale’, trasformando un simbolo storico come l’ex Galoppatoio Lamarmora in una fucina di futuro”, afferma il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. “Qui le tecnologie più evolute dialogano con l’arte per preservarla e valorizzarla, proiettando il nostro patrimonio sulla scena internazionale. L’incontro tra scienza e bellezza genera un impatto concreto sul territorio, traducendosi in crescita economica, lavoro qualificato e nuove opportunità imprenditoriali. Consolidiamo così la leadership italiana nel mondo, offrendo un modello di sviluppo capace di attrarre talenti e di rafforzare l’identità regionale. Scegliamo di investire nel sapere per garantire un progresso solido, consegnando alle prossime generazioni un’eredità viva e fonte di continua ispirazione. Il supporto a questo progetto è l’esito di una collaborazione concreta tra gli assessori Gianluca Vignale, Andrea Tronzano, Marina Chiarelli e Maurizio Marrone che, insieme al presidente del Centro Alfonso Frugis, stanno progettando un nuovo laboratorio d’eccellenza dove le radici antiche alimentano la visione di un domani all’insegna dell’efficienza e del valore".

“Al Centro Conservazione Restauro”, sottolinea il vicesindaco della Città Metropolitana di Torino Jacopo Suppo, “la Città metropolitana di Torino ha affidato interventi strategici sul proprio patrimonio, dal restauro di volumi della Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso” alle vetrate storiche di Palazzo Cisterna. La nascita di un polo di ricerca e diagnostica sempre più specializzato rappresenta un salto di qualità decisivo: disporre di competenze scientifiche avanzate significa poter affrontare in futuro restauri ancora più complessi, con strumenti adeguati alle sfide della conservazione contemporanea”.

“Con il nuovo polo scientifico del CCR, Venaria Reale compie un ulteriore passo verso una piena valorizzazione della propria identità culturale”, sostiene Fabio Giulivi, sindaco della Città di Venaria Reale. “Non siamo soltanto sede di una città con un sito UNESCO come il complesso monumentale della Reggia di Venaria, di rilievo mondiale, ma diventiamo sempre più un laboratorio internazionale di ricerca applicata alla conservazione del patrimonio. Questo progetto dialoga con il percorso dell’Hub della Cultura cittadino, rafforzando una visione strategica che mette al centro conoscenza, innovazione, partecipazione e collaborazione. In questo quadro si inserisce anche il lavoro che stiamo portando avanti sul bilancio di sostenibilità del Comune di Venaria Reale, costruito insieme ai maggiori stakeholder culturali della città, per misurare e rendere sempre più efficace l’impatto delle politiche culturali sul piano sociale, ambientale ed economico. La stretta collaborazione tra il CCR e la Città rappresenta un valore aggiunto fondamentale. La cultura, per noi, non è solo patrimonio da custodire, ma una leva concreta di coesione sociale e uno dei principali fattori di sviluppo economico del territorio, capace di generare riconoscibilità e competitività su scala globale”.

“Abbiamo scelto di sostenere il progetto del polo scientifico del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale attraverso la piattaforma For Funding, per contribuire concretamente al rafforzamento della ricerca scientifica applicata alla tutela del patrimonio culturale e coinvolgere attivamente le comunità”, dichiara Andrea Lecce, responsabile Direzione Impact di Intesa Sanpaolo. “For Funding ospita progetti sociali e culturali selezionati con attenzione e, ad oggi, ha permesso di raccogliere oltre 60 milioni di euro a sostegno di più di 500 iniziative. Con la Direzione Impact accompagniamo progettualità ad alto impatto, mettendo a disposizione strumenti e soluzioni finanziarie dedicate per generare valore duraturo per i territori”.




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