Scarti e zone franche: “The Free Zone” è il tema di Flashback 2021


Annunciato il tema della IX edizione della fiera Flashback di Torino: “The Free Zone”, la zona franca. La fiera d’arte antica, moderna e contemporanea quest’anno parlerà di... zone franche e scarti.

L’edizione 2021 di Flashback si terrà dal 4 al 7 novembre e si svolgerà, come annunciato nelle scorse settimane, nella nuova sede della Caserma Dogali (conosciuta come la “Caserma di Via Asti”). La fiera arriva alla IX edizione aggiungendo un nuovo tassello al proprio racconto che si sviluppa, di edizione in edizione, attraverso un titolo o un tema che è il nuovo capitolo di un unico grande racconto messo in scena dalla manifestazione stessa.

Il tema scelto per la IX edizione è The Free Zone / La Zona Franca, quella zona marginale ma libera da pregiudizi dove l’arte si dispiega in tutta la propria forza: il tema è profondamente legato a questo momento storico e alla scelta della nuova sede. “Si tratta di un periodo che ci necessitava uniti ma che ci ha voluti divisi, un momento durante il quale ci siamo interrogati sul concetto di libertà, libertà che ci è mancata, libertà che ci siamo presi, libertà individuale ed etica della reciprocità”, raccontano le direttrici di Flashback Ginevra Pucci e Stefania Poddighe, che si interrogano sul come contribuire, attraverso l’arte, all’affermarsi di una responsabilità sociale. “Privati della socialità ne abbiamo compreso la necessità, singoli ma parte di un tutto abbiamo verificato la nostra appartenenza a una dimensione collettiva. Essere parte di un insieme implica l’esistenza dell’altro, la coesistenza, l’esistere insieme”.

La scelta del tema di questa IX edizione nasce roprio da una domanda che si sono poste le direttrici di Flashback: come aprirsi un reale cammino verso l’Altro alla ricerca di una dimensione collettiva? Ginevra Pucci fa riferimento al filosofo francese contemporaneo François Jullien (autore di L’apparizione dell’altro) che ripropone i due concetti mediatori: quello di “scarto” e quello di “tra”. Diversamente dalla differenza, che resta debitrice dell’identità, lo scarto risulta fecondo poiché è esplorativo, avventuroso. Fare uno scarto significa uscire dalla norma, procedere in modo inconsueto, operare uno spostamento rispetto a ciò che ci si aspetta e a ciò che è convenzionale. In breve vuol dire rompere il quadro di riferimento e arrischiarsi altrove, in uno spazio franco, libero; il “tra” è la distanza tra x e y, è il terreno inesplorato, è ciò che abbiamo trascurato, che conosciamo ma che abbiamo lasciato andare. Non è quindi a partire dal simile, come si crede in genere, conclude Jullien, ma proprio facendo lavorare gli scarti, che si può dispiegare una alterità in grado di far emergere qualcosa di comune.

L’immagine scelta per accompagnare il tema di quest’anno è una fotografia “scartata”, parte di un più ampio progetto di ritrovamento e raccolta dal titolo Miracoli dell’artista Enrico Bertelli, che vive e lavora a Parigi. L’artista, che da sempre indaga il significato di ciò che è marginale, di ciò che viene trascurato, negli anni ha recuperato nei negozi di fotografi migliaia di foto (analogiche) riutilizzandole in molte delle sue mostre. In questa occasione Bertelli presenta una foto che ritrae una donna in controluce all’interno di una casa mentre osserva il mondo che sta fuori, oltre le mura domestiche. Lo scatto, di fatto, è uno “scarto” che l’artista ha voluto recuperare e riportare a nuova vita. Percepirne l’essenza sancisce l’uscita dalla nostra “confort zone” e l’aprirsi verso una zona franca, una zona altra, una zona trascurata ma proprio per questo densa di significato.

“Il mio lavoro”, racconta Bertelli, “esplora le possibilità di come l’errore e lo scarto possano modificare la nostra percezione della realtà. Ho lavorato come illustratore per i giornali e in uno studio di cartoni animati dove disegnavo gli sfondi nei quali si muovevano i vari personaggi. Mentre lo facevo, ho scartato un sacco di cose: prove colore, disegni venuti male, ecc. Invece di buttare via questi scarti, li ho tenuti da parte e, in seguito, li ho utilizzati per comporre collage astratti. Mi sono reso conto, così, che questi piccoli pezzi mi convincevano molto più del lavoro ufficiale che stavo facendo. In un certo senso, mi sono identificato con quei pezzi di carta. Ne è nata una consapevolezza e, dopo molti anni, posso dire che il mio percorso creativo è la storia di un rapporto irrisolto (probabilmente non si risolverà mai) tra me e i miei errori. Guardando una mia opera spero si percepisca il tentativo di dare valore a tutte quelle cose, quegli aspetti, quei dettagli trascurati, non visti, marginali”.

L’immagine realizzata da Bertelli ha il compito di raccontare visivamente Flashback, l’arte è tutta contemporanea 2021: un’edizione nuova nei contenuti e nella sede che apre nuove e inedite collaborazioni (come quella con il Museo Diffuso della Resistenza) confermandone altre. “Così, nell’analisi degli innumerevoli spunti offerti dall’arte di tutti i tempi e luoghi”, concludono le direttrici, “il 2021 sarà un anno nel quale guarderemo a ciò che abbiamo trascurato o dimenticato come elemento di libertà e di indagine cogliendo l’occasione di riflessione che ci è stata fornita da un momento storico così complesso ma pieno di possibilità di cambiamento. Flashback sarà dunque Zona Franca, un luogo dedicato assieme alla memoria e alla creazione: un archivio di ispirazioni per il futuro”.

Nell’immagine, la foto di Enrico Bertelli

Scarti e zone franche: “The Free Zone” è il tema di Flashback 2021
Scarti e zone franche: “The Free Zone” è il tema di Flashback 2021


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