La Triennale di Milano alla sua XXII edizione. Il tema è il legame tra uomo e la natura nelle sue forme distruttive


Ha preso il via il 1° marzo e proseguirà fino al 1° settembre 2019 la XXII edizione della Triennale di Milano. Quest’anno la grande mostra internazionale è intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival ed è a cura di Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo al MoMA di New York. La Triennale riafferma la propria decisione di dare una nuova continuità all’Esposizione Internazionale, la cui XXI edizione è stata organizzata nel 2016, dopo ben vent’anni di pausa. L’esposizione è composta da una mostra tematica e da 22 Partecipazioni Internazionali, che coprono tutti i continenti offrendo una proposta diversificata in termini di temi, prospettive, contesti e provenienze. Oltre all’Italia, partecipano quest’anno Algeria, Australia, Austria, Cina, Cuba, Finlandia, Francia, Germania, Haiti, Libano, Lituania, Myanmar, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Sri Lanka, Stati Uniti e Tunisia.

La mostra tematica che dà il titolo alla XXII Triennale di Milano intende rappresentare un’indagine approfondita sui legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale e che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti. Broken Nature, attraverso l’analisi di diversi progetti di architettura e design, esplora il concetto di “design ricostituente” e mette in luce oggetti e strategie, su diverse scale, che reinterpretano il rapporto tra gli esseri umani e il contesto in cui vivono, includendo sia gli ecosistemi sociali che quelli naturali. Non solo: oltre alla mostra tematica ci sarà anche l’installazione The Great Animal Orchestra, realizzata da Bernie Krause e United Visual Artists su iniziativa della Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, e la mostra speciale La Nazione delle Piante, a cura di Stefano Mancuso.

Broken Nature è composta da quattro lavori appositamente commissionati a designer internazionali: si tratta di Formafantasma (Andrea Trimarchi e Simone Farresin), Neri Oxman e il suo gruppo di ricerca Mediated Matter Group del MIT Media Lab, Sigil Collective (Khaled Malas, Salim Al-Kadi, Alfred Tarazi e Jana Traboulsi), collettivo con base a Beirut e a New York, e Accurat, società di ricerca e innovazione nel campo del data-driven design, con sedi a Milano e New York (progetto condotto da Giorgia Lupi e Gabriele Rossi). Questi progetti propongono approcci creativi che mirano a correggere il corso autodistruttivo dell’umanità ma anche a pensare in maniera diversa alla nostra relazione con l’ambiente e con tutte le specie presenti sul pianeta, inclusi gli esseri umani. In diversi casi, i lavori realizzati sono la continuazione di un corpo di opere iniziato in precedenza e vogliono incoraggiare i designer a considerare la loro pratica come un’attività a lungo termine. Oltre alle opere commissionate, la mostra tematica comprende una selezione di un centinaio di progetti degli ultimi tre decenni, esempi di design, architettura e arte ricostituente provenienti da tutto il mondo. Tra di essi, Broken Nature ospita installazioni e oggetti nuovi (come Reliquaries di Paola Bay e Armando Bruno, Nuka-doko di Dominique Chen e Whale Song di Google Brain) accanto a pietre miliari come l’Hippo Roller di Pettie Petzer e Johan Jonker, il progetto residenziale Quinta Monroy di Elemental, le 100 sedie in 100 giorni di Martino Gamper, ed Eyewriter low-cost di Zach Lieberman (e altri), un sistema open source di tracciamento oculare. Questi progetti, che hann o svolto un ruolo essenziale nella storia e nell’avanzamento del design, hanno esercitato in alcuni casi un impatto memorabile sulla società e sul modo in cui gli esseri umani interagiscono con il mondo che li circonda. Includendo questi progetti in uno st esso dialogo e in un unico spazio, la mostra vuole svelare il potenziale del design come catalizzatore di cambiamenti sociali e comportamentali.

La Triennale presenta inoltre l’installazione The Great Animal Orchestra, commissionata dalla Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi e creata dal musicista ed esperto di bioacustica Bernie Krause e dal collettivo inglese United Visual Artists (UVA) in occasione della omonima mostra presentata nel 2016. The Great Animal Orchestra offre un’immersione nel cuore dei suoni della natura, proponendo una riflessione visiva e sonora sulla necessità di preservare la bellezza del mondo animale. La mostra La Nazione delle Piante parte invece dall’assunto che l’umanità, per evitare un futuro catastrofico, debba guardare alle piante in un modo nuovo, usandole non solo per quello che hanno da offrire, ma per quello che possono insegnarci. Le piante esistono sulla Terra da molto più tempo dell’uomo, si sono meglio adattate, e probabilmente sopravvivranno alla nostra specie. La Nazione delle Piante svela la propria natura attraverso un immaginario spettacolare e affascinante, un percorso di apprendimento attraverso un ’esperienza immersiva e contenuti multimediali.

“La XXII Triennale di Milano”, afferma il Presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri, “pone un interrogativo quanto mai urgente: come possiamo restituire alla sfera naturale quanto in questi secoli, e in particolare negli ultimi decenni, le è stato sottratto? Con questa edizionedell’Esposizione Internazionale, la Triennale ribadisce la propria volontà di riprendere la tradizione di questa manifestazione connettendola ad alcuni dei grandi temi della nostra contemporaneità, aprendo la riflessione non solo alla comunità internazionale del design e dell’architettura, ma anche a tutti i cittadini che nei prossimi mesi verranno a vistarla”.

“Broken Nature”, dichiara invece la curatrice Paola Antonelli, “invita a comprendere in maniera più profonda i sistemi multispecie, complessi e interconnessi, in cui viviamo; incoraggia ad adottare una prospettiva di lungo termine; e suggerisce ai visitatori una serie di misure concrete che possono ispirare abitudini e attitudini per ricostituire i nostri legami con la natura. Broken Nature celebra il potere rivoluzionario dell’immaginazione e dell’inventiva”.

Il biglietto per la Triennale ha il costo di 18 euro (intero). Riduzioni: 14 euro per studenti, under 26, over 65, visitatori “repower” e diversamente abili. 13 euro per dipendenti ATM e abbonati ATM. Gratis per giornalisti, giovani fino ai 16 anni, amici della Triennale, soci ICOM, possessori M-ID Card, abbonati ai musei della Lombardia, accompagnatori gruppi, accompagnatore di diversamente abile. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito della Triennale di Milano.

Nell’immagine: la sezione dell’Italia alla XXII Triennale di Milano. Ph. Credit Gianluca Di Ioia

La Triennale di Milano alla sua XXII edizione. Il tema è il legame tra uomo e la natura nelle sue forme distruttive
La Triennale di Milano alla sua XXII edizione. Il tema è il legame tra uomo e la natura nelle sue forme distruttive

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