È da poco uscito, per l’editore Zanichelli, il primo volume de La nuova letteratura artistica, opera in tre volumi che ricapitola lo sviluppo del discorso sulle arti dall’antichità alla fine dell’Ottocento. Un manuale, innanzitutto, rivolto agli studenti universitari che intendano acquisire solide conoscenze in merito e, nello specifico, prepararsi adeguatamente all’esame di “storia della critica d’arte”, come recita la titolatura di questa materia in ambito accademico; e destinato naturalmente anche ai docenti, che possono così contare su un valido supporto per la loro attività didattica. Il pubblico cui si rivolge l’opera, tuttavia, è potenzialmente molto più ampio, e comprende chi si occupa di storia dell’arte da vari punti di vista (ricerca, divulgazione) e intenda rinfrescare o approfondire le proprie competenze in fatto di letteratura artistica; nonché la ben più vasta platea degli appassionati che frequentano musei e mostre, desiderosi di rendere più articolato il loro approccio all’arte del passato, facendosi un’idea di quel jalissiano “fiume di parole” che nel corso dei secoli ha lambito opere e artisti. Sistemazioni teoriche e storiografiche, biografie di artefici, elogi e stroncature che costituiscono una parte significativa della ‘vita delle opere’ dopo la loro creazione, assieme a spostamenti, riusi, rifunzionalizzazioni, restauri ecc., e che ovviamente giocano un ruolo importante anche nella genesi stessa delle opere d’arte. Il merito di essersi cimentati in questa impresa editoriale, necessaria (perché in sostanza non c’è nulla di paragonabile in circolazione) e impervia (per la vastità e la complessità della materia) va a due rinomati specialisti: Donata Levi, docente di storia della critica d’arte e museologia all’Università di Udine, e Giovanni Mazzaferro, studioso di fonti storico-artistiche, creatore del benemerito blog Letteratura artistica.
Già nel titolo è evidente il richiamo a Die Kunstliteratur, l’opera capitale di Julius von Schlosser pubblicata a Vienna cent’anni or sono, nel 1924. L’aggettivo “nuovo” sta a indicare non tanto la volontà di aggiornare quell’illustre modello, quanto piuttosto il fatto che il ventaglio delle fonti prese in esame si allarga sensibilmente rispetto ai criteri adottati dallo studioso austriaco, fino a cercare di comprendere il “discorso sull’arte” nella sua interezza, quale esso si è andato sviluppando nel corso del tempo: sono pertanto presi in esame sia testi già ampiamente esaminati da Schlosser, sia testimonianze alle quali lo studioso aveva riservato scarsa o nulla attenzione. Una “matassa intricatissima”, come si afferma nella prefazione, che si intende dipanare seguendo “la trasmissione delle idee, in senso sia cronologico che geografico”, limitando (si fa per dire) la disamina “all’ambito europeo, non per stabilire un primato culturale, ma perché è in questo ambito che ci muoviamo meglio”.
Ogni capitolo è suddiviso in due parti: a una prima sezione, di carattere più discorsivo, segue una seconda sezione di “Approfondimenti”, dedicata all’esame più ravvicinato di certe questioni e ai rimandi bibliografici. Viene così messo a disposizione del lettore un aggiornatissimo patrimonio di notizie e riferimenti, che costituisce un ottimo punto di partenza per ulteriori ricerche. Il linguaggio adottato è piano (ma mai banalizzante); evidente è lo sforzo degli autori di rendere comprensibili anche i concetti più difficili e le questioni più problematiche. Questo perché, come si è detto, si tratta di un manuale; ma anche perché il volume è stato scritto pensando a quel pubblico più ampio della cerchia degli specialisti che potrebbe avere voglia di leggerlo, non solo consultandolo qua e là, alla ricerca della singola informazione, ma leggendolo di fila. Una lettura integrale che si rivela inaspettatamente piacevole, anche in virtù del linguaggio e del tono confidenziale adottati, lontani da quel cesellato e, non di rado, involuto “storicodellartese” in cui indulgono spesso gli scrittori di cose d’arte. E che questa scelta in favore della chiarezza e della scorrevolezza avvenga proprio in un’opera dedicata a quanto si è scritto sulle arti nel corso della storia mi sembra ancor più degno di nota.
Il primo volume prende in esame un arco cronologico molto più ampio degli altri due, dedicati rispettivamente al Cinque e Seicento e al Sette e Ottocento. Qui si va dalla tarda antichità al Rinascimento. All’“eredità greco-romana” è riservata la prima parte, in cui primeggiano le figure di Plinio il Vecchio e Vitruvio: come evidenzia il termine utilizzato nel titolo, la letteratura artistica del mondo classico è passata in rassegna mettendo in risalto quegli aspetti che godranno di una particolare fortuna nei successivi sviluppi delle riflessioni sulle arti. La seconda e la terza parte prendono in esame i secoli iniziali e centrali del Medioevo, dal IV alla fine del XII secolo, concentrando l’attenzione su una variegata compagine di fonti: la letteratura tecnico-artistica, gli scritti di eminenti ecclesiastici (Bernardo di Chiaravalle, Sugerio), la letteratura odeporica. Protagonisti della quarta parte, sui secoli XIII e XIV, sono grandi letterati (Dante, Petrarca, Boccaccio, Filippo Villani), ma anche artisti quali Villard de Honnecourt e Cennino Cennini. La conclusiva e più estesa sezione dedicata al Quattrocento propone una completa panoramica delle tante figure e dei tanti scritti fondamentali di quel secolo, dai trattati di Alberti e dai Commentari di Ghiberti alla letteratura antiquaria, dal rapporto tra gli umanisti e gli artisti alle parole degli uomini di Chiesa sull’arte e l’uso delle immagini. Si chiude il volume con l’impazienza di potersi immergere nel secondo tomo, in cui avranno il giusto rilievo figure imprescindibili come Vasari e Bellori, ma troveranno spazio anche personaggi, scritti ed episodi meno noti, la cui conoscenza consentirà ai lettori di acquisire una cognizione più sfaccettata dei pensieri e delle parole sulle arti tra Rinascimento e Barocco.
L'autore di questo articolo: Fabrizio Federici
Fabrizio Federici ha compiuto studi di storia dell’arte all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore. I suoi interessi comprendono temi di storia sociale dell’arte (mecenatismo, collezionismo), l’arte a Roma e in Toscana nel XVII secolo, la storia dell’erudizione e dell’antiquaria, la fortuna del Medioevo, l’antico e i luoghi dell’archeologia nella società contemporanea. È autore, con J. Garms, del volume "Tombs of illustrious italians at Rome". L’album di disegni RCIN 970334 della Royal Library di Windsor (“Bollettino d’Arte”, volume speciale), Firenze, Olschki 2010. Dal 2008 al 2012 è stato coordinatore del progetto “Osservatorio Mostre e Musei” della Scuola Normale e dal 2016 al 2018 borsista post-doc presso la Bibliotheca Hertziana, Roma. È inoltre amministratore della pagina Mo(n)stre.Per inviare il commento devi
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