Sotheby’s porta all’asta la collezione Blaquier-Arrieta, da Monet a Van Gogh e Cézanne


Il 18 novembre 2026 a New York Sotheby’s metterà all’asta la collezione Blaquier-Arrieta, considerata tra le più importanti ancora conservate in mani private, raccolta a partire dagli anni Sessanta e dedicata alla nascita dell’arte moderna.

Sotheby’s presenterà il 18 novembre 2026 a New York la collezione Blaquier-Arrieta, una raccolta di opere che ripercorre alcuni dei passaggi fondamentali nella nascita dell’arte moderna, dall’Impressionismo degli anni Settanta dell’Ottocento alle innovazioni del Post-Impressionismo, fino agli esordi del Fauvismo. La vendita serale, intitolata Legendary: The Blaquier-Arrieta Collection Evening Auction, è prevista alle 18.00 e proporrà dipinti di artisti come Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Vincent van Gogh, Paul Cézanne, Paul Gauguin, André Derain e Maurice de Vlaminck.

La raccolta, considerata tra le più importanti ancora conservate in mani private, è stata costruita da Carlos Pedro Blaquier e Nelly Arrieta de Blaquier a partire dagli anni Sessanta. I due collezionisti lavorarono a stretto contatto con alcune delle principali gallerie dell’epoca, tra cui Lefevre e Wildenstein, con l’obiettivo di costruire una selezione dedicata all’arte impressionista e moderna. Il nucleo della raccolta segue così un arco artistico che coincide con una delle trasformazioni più rilevanti della pittura occidentale.

Claude Monet, Le Jardin des Tuileries (1876; olio su tela, 59,5 × 81,8 cm; firmato Claude Monet e datato 76 (in basso a sinistra)) Foto: Sotheby’s
Claude Monet, Le Jardin des Tuileries (1876; olio su tela, 59,5 × 81,8 cm; firmato Claude Monet e datato 76 (in basso a sinistra)) Foto: Sotheby’s
Paul Cézanne, Arlequin (1888–1890; olio su tela, 92,7 × 65,7 cm) Foto: Sotheby’s
Paul Cézanne, Arlequin (1888–1890; olio su tela, 92,7 × 65,7 cm) Foto: Sotheby’s
Vincent van Gogh, Châtaigniers en fleurs (Auvers, 24 maggio 1890; olio su tela, 70 × 58 cm) Foto: Sotheby’s
Vincent van Gogh, Châtaigniers en fleurs (Auvers, 24 maggio 1890; olio su tela, 70 × 58 cm) Foto: Sotheby’s

Il percorso prende avvio dagli artisti che, a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento, misero in discussione le convenzioni accademiche per sviluppare un rapporto più diretto con la vita contemporanea. Claude Monet rivolse il proprio interesse anche ai giardini delle Tuileries, mentre Edgar Degas osservò la società francese attraverso scene legate al tempo libero e allo spettacolo. All’interno della collezione si inserisce anche En Canot di Pierre-Auguste Renoir, dipinto nel 1877, anno in cui gli Impressionisti utilizzarono per la prima volta ufficialmente questo nome. L’opera appartiene alla produzione dell’artista dedicata alle scene di navigazione.

Un altro passaggio è rappresentato da Vincent van Gogh, presente con una veduta luminosa di Auvers-sur-Oise realizzata negli ultimi mesi della sua vita. Il dipinto appartiene dunque alla fase finale della sua ricerca, quando la sua pittura aveva raggiunto una particolare intensità espressiva. Accanto a Van Gogh, la raccolta comprende Paul Cézanne con Arlequin, opera in cui l’artista raffigura il proprio figlio e affronta una costruzione dell’immagine fondata su una maggiore attenzione alla struttura, indicando una direzione destinata ad avere conseguenze sulla pittura del Novecento.

Maurice de Vlaminck, Nature morte à la cruche bleue (1906; olio su tela, 47 × 55,5 cm; firmato Vlaminck (in basso a sinistra)) Foto: Sotheby’s
Maurice de Vlaminck, Nature morte à la cruche bleue (1906; olio su tela, 47 × 55,5 cm; firmato Vlaminck (in basso a sinistra)) Foto: Sotheby’s
Camille Pissarro, La Place du Théâtre-Français et l’avenue de l’Opéra, soleil d’après-midi en hiver (1898; olio su tela, 74,4 × 92,5 cm; firmato C. Pissarro e datato 1898 (in basso a destra)) Foto: Sotheby’s
Camille Pissarro, La Place du Théâtre-Français et l’avenue de l’Opéra, soleil d’après-midi en hiver (1898; olio su tela, 74,4 × 92,5 cm; firmato C. Pissarro e datato 1898 (in basso a destra)) Foto: Sotheby’s
Pierre-Auguste Renoir, En Canot (Jeune fille à la barque) (1877; olio su tela, 73,7 × 92,9 cm; firmato Renoir e datato 77 (in basso a destra)) Foto: Sotheby’s
Pierre-Auguste Renoir, En Canot (Jeune fille à la barque) (1877; olio su tela, 73,7 × 92,9 cm; firmato Renoir e datato 77 (in basso a destra)) Foto: Sotheby’s

La progressiva apertura verso nuove forme di rappresentazione prosegue con Paul Gauguin e la natura morta tahitiana appartenente alla fase tarda della sua produzione. L’opera testimonia il carattere sperimentale della ricerca dell’artista e introduce un ulteriore passaggio rispetto alla tradizione impressionista. La collezione arriva quindi alle ricerche di André Derain e Maurice de Vlaminck, i cui dipinti segnano l’affermazione di un uso più libero e intenso del colore associato alla nascita del Fauvismo.

Alla costruzione della raccolta si è accompagnato anche un impegno dei Blaquier e di Nelly Arrieta de Blaquier nei confronti dello studio, della filantropia e della conservazione del patrimonio culturale. Diverse opere presentano inoltre provenienze legate a importanti collezionisti del Novecento. Prima di entrare nella collezione Blaquier-Arrieta, alcuni dipinti appartennero infatti a figure come Albert Lasker, Norton Simon e Lord Rothschild.




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