Una delle più straordinarie collezioni di stampe di Hiroshige va in asta da Christie's


Oltre 600 stampe raccolte in mezzo secolo dall’imprenditore americano Alan Medaugh, tra le maggiori collezioni al mondo dedicate al maestro Utagawa Hiroshige. La prima delle tre vendite in programma da Christie’s a New York proporrà più di 180 fogli in condizioni straordinarie. Esposizione dall’11 al 14 settembre.

New York si prepara ad accogliere uno degli eventi più significativi della storia recente del mercato delle stampe giapponesi. Christie’s ha annunciato che il prossimo 15 settembre 2026, nella sede di Rockefeller Center, andrà in scena la vendita Hiroshige: Colors of the Four Seasons, the Alan Medaugh Collection, il primo di un ciclo di tre appuntamenti dedicati a quella che viene considerata una delle raccolte più ampie e importanti mai assemblate delle opere di Utagawa Hiroshige (Edo, 1797 – 1858), il grande maestro giapponese dell’incisione su legno. Le opere saranno visibili al pubblico dall’11 al 14 settembre, nei giorni immediatamente precedenti la vendita.

La collezione che verrà proposta al mercato porta il nome di Alan Medaugh, imprenditore statunitense che nell’arco di circa cinquant’anni ha costruito, foglio dopo foglio, un corpus che oggi conta oltre 600 stampe. Non si tratta soltanto di un insieme numericamente imponente: la particolarità di questa raccolta risiede soprattutto nella qualità delle opere che la compongono, molte delle quali si distinguono per una rarità assoluta, per uno stato di conservazione eccezionale e, in particolare, per il fatto di essere impressioni tra le più antiche realizzate da ciascuna matrice, quelle in cui i colori risultano più vividi e brillanti. Per la prima delle tre vendite in programma, Christie’s ha selezionato più di 180 stampe, un nucleo che ripercorre l’intero arco della carriera dell’artista e che restituisce, secondo la casa d’aste, la straordinaria ampiezza del suo percorso creativo.

Già in vita, Hiroshige era considerato uno dei più grandi incisori mai esistiti in Giappone, un maestro assoluto della tecnica dell’ukiyo-e, la stampa policroma su matrici lignee che per secoli ha rappresentato uno dei linguaggi artistici più originali e riconoscibili della cultura giapponese. La fama dell’artista si è costruita soprattutto attorno a tre elementi distintivi della sua produzione: la capacità compositiva, la scelta di punti di vista insoliti e non convenzionali, e soprattutto un uso del colore ricco e potente, capace di conferire alle sue immagini una forza espressiva senza precedenti nel panorama dell’incisione giapponese dell’epoca.

Le sue stampe hanno contribuito in maniera determinante ad aprire una delle stagioni più fertili della storia dell’incisione giapponese, ma la loro influenza non si è fermata ai confini del Giappone: hanno finito per condizionare profondamente anche l’arte occidentale. Le opere di Hiroshige, e in particolare la sua serie più celebre, Cento vedute famose di Edo, hanno esercitato un’influenza fondamentale sulla pittura europea dell’Ottocento, lasciando un segno riconoscibile nell’opera di artisti impressionisti come Claude Monet e James Abbott McNeill Whistler, che ne assorbirono suggestioni compositive e cromatiche rielaborandole nei propri linguaggi pittorici. Un capitolo a sé merita il rapporto tra Hiroshige e Vincent van Gogh, che non si limitò a lasciarsi ispirare dalle sue stampe ma arrivò a realizzarne copie dettagliate, dipinti che riproducevano fedelmente le composizioni del maestro giapponese. Alcune di queste copie sono oggi conservate ed esposte al Van Gogh Museum di Amsterdam, testimonianza concreta e duratura di quanto la lezione di Hiroshige sia stata assorbita e reinterpretata da uno dei protagonisti assoluti della pittura occidentale moderna.

Quello che rende la collezione Medaugh un caso di particolare rilievo nel panorama del collezionismo dedicato all’arte giapponese è, prima di tutto, la sua straordinaria completezza. All’interno del nucleo raccolto da Medaugh compaiono infatti non soltanto le immagini più celebri e universalmente riconosciute della produzione di Hiroshige, quelle diventate icone della cultura visiva giapponese e più in generale della storia dell’arte, ma anche opere giovanili e meno conosciute, realizzate nelle prime fasi della sua attività artistica. È proprio questa compresenza di capolavori affermati e di testimonianze più rare e meno note a rendere la collezione capace di restituire, nella sua interezza, il racconto completo del percorso artistico di Hiroshige, dagli esordi fino alla piena maturità, e di farlo per di più attraverso esemplari che si presentano in condizioni di conservazione particolarmente vivide.

Per comprendere il valore di una simile raccolta occorre tenere presente una caratteristica intrinseca delle stampe giapponesi su matrice lignea, ovvero il fatto che si tratti per definizione di opere seriali, di multipli. Proprio per questa ragione, chi si dedica al collezionismo in questo ambito concentra la propria attenzione sulla ricerca degli esemplari migliori disponibili sul mercato, quelli che meglio restituiscono l’intenzione originaria dell’artista e dell’intagliatore. Questa esigenza diventa ancora più cruciale se si considera che le matrici lignee utilizzate per realizzare le stampe si deteriorano rapidamente man mano che vengono impresse sulla carta, tirata dopo tirata. È per questo motivo che i collezionisti attribuiscono un valore particolarmente alto alle impressioni più antiche, quelle realizzate nelle prime tirature da una determinata matrice: si tratta di esemplari che presentano contorni più netti e definiti, e che in alcuni casi conservano dettagli compositivi che vanno progressivamente perduti nelle tirature successive, mano a mano che il legno della matrice si consuma e si usura.

Accanto all’anzianità dell’impressione, un altro fattore determinante nella valutazione di una stampa giapponese è il suo stato di conservazione. La luce solare, in particolare, è uno degli agenti più aggressivi nei confronti di questo tipo di opere su carta: l’esposizione prolungata alla luce provoca infatti uno sbiadimento progressivo dei colori, compromettendo irrimediabilmente la brillanza cromatica che caratterizza le stampe migliori. Nel costruire la propria collezione, Alan Medaugh ha dedicato un’attenzione fuori dal comune proprio a questi due parametri, ricercando sistematicamente le impressioni più antiche e più dettagliate disponibili, privilegiando sempre gli esemplari in condizioni di conservazione ottimali, capaci di restituire ancora oggi la ricchezza cromatica originaria voluta dall’artista. Un caso particolarmente significativo di questa strategia collezionistica riguarda la celebre serie Cento vedute famose di Edo, di cui esisteva un’edizione di lusso, realizzata nelle prime fasi di stampa della serie, caratterizzata da un numero di passaggi di colore superiore rispetto alle tirature ordinarie. Medaugh ha orientato buona parte della propria ricerca collezionistica proprio verso il reperimento di esemplari provenienti da questa edizione deluxe, più rara e più preziosa dal punto di vista cromatico rispetto alle versioni standard della stessa serie.

Utagawa Hiroshige, Ohashi Atake no yudachi (Ponte Ohashi, acquazzone improvviso ad Atake), dalla serie Meisho Edo hyakkei (Cento vedute famose di Edo) (1857; xilografia, 35,9 x 23,5 cm). Stima: $ 50.000-100.000
Utagawa Hiroshige, Ohashi Atake no yudachi (Ponte Ohashi, acquazzone improvviso ad Atake), dalla serie Meisho Edo hyakkei (Cento vedute famose di Edo) (1857; xilografia, 35,9 x 23,5 cm). Stima: $ 50.000-100.000

I capolavori in vendita il 15 settembre

Tra i lotti di punta della vendita del 15 settembre figura Ohashi Atake no yudachi, “Il ponte Ohashi sotto un acquazzone improvviso ad Atake”, un’opera che secondo Christie’s rappresenta perfettamente ciò che rende speciale la collezione Medaugh. L’immagine, attraversata dalle linee oblique della pioggia che cade sull’intera composizione, è tra le più rappresentative di Hiroshige. L’esemplare in vendita si trova in condizioni di conservazione pressoché perfette, con i colori ancora integri e per nulla sbiaditi. Si tratta inoltre di un’impressione precoce, come dimostra la presenza, ancora visibile, delle due imbarcazioni collocate lungo la riva opposta del fiume: un dettaglio che nelle tirature successive scompare progressivamente, man mano che la matrice lignea si consuma con l’uso.

Un altro lotto di grande rilievo all’interno della vendita è Kameido ume yashiki, la “Tenuta dei susini a Kameido”, anch’essa un’impressione precoce e particolarmente ricca dal punto di vista cromatico, proveniente proprio dall’edizione deluxe della serie delle vedute di Edo di cui si è detto in precedenza. Tra gli altri fogli che si distinguono per la rarità del loro stato di conservazione figurano inoltre Awa, Naruto no fuha, ovvero “Vento e onde a Naruto”, nella provincia di Awa, e le Oche selvatiche in volo davanti alla luna piena, entrambe testimonianze significative della varietà tematica e della qualità tecnica che contraddistinguono l’intera collezione Medaugh.




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