A Bologna due mostre con mosaici contemporanei, nell'ambito della Biennale di Ravenna


Per la prima volta Biennale di mosaico contemporaneo di Ravenna coinvolge la città di Bologna, con due esposizioni allestite negli spazi espositivi dell’Assemblea legislativa. 

Nell’ambito della settima edizione della Biennale di Mosaico contemporaneo, a Bologna, negli spazi espositivi dell’Assemblea legislativa, saranno inaugurate due mostre il 3 novembre 2022.

Per la prima volta Biennale di mosaico contemporaneo di Ravenna coinvolge la città di Bologna, con le due esposizioni Georges Mathieu, omaggio a Odoacre. Storia e immagini di un mosaico rivoluzionario e Con il mosaico, contemporaneità a Ravenna e dintorni, entrambe a cura di Sandro Malossini e Gloria Evangelisti.

“La scelta dei nostri spazi per ospitare due mostre nell’ambito della Biennale del mosaico contemporaneo mi riempie di orgoglio”, ha dichiarato la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti. “Il sodalizio con la Biennale, il Comune di Ravenna e il Museo d’Arte Città di Ravenna significano molto per un’istituzione che vuole essere partecipe e presente, nella vicinanza come nella produzione, di iniziative che hanno un così grande impatto culturale. L’importanza di questa collaborazione è legata alla volontà dell’Assemblea legislativa di non essere solo luogo delle istituzioni, ma spazio culturale comune, di appartenenza pubblica, di arricchimento per sé e per tutti i visitatori che vorranno condividere con noi tempo e piacere di conoscere”.

“Il mosaico è parte dell’identità più profonda della città ed è il linguaggio attraverso cui Ravenna si immagina e si racconta al mondo”, ha commentato l’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia. “Per questo è importantissima la collaborazione che la Regione Emilia Romagna ha voluto offrire per questa VII Biennale di mosaico contemporaneo. Le mostre presentate nella sede dell’Assemblea legislativa racconteranno una scena artistica ravennate che, a partire dalla seconda metà del Novecento, è protagonista di un continuo processo di ricerca, sperimentazione e rilancio nella contemporaneità di una tecnica nobile e antichissima che nel dialogo e nel confronto con i linguaggi artistici del presente libera le sue migliori potenzialità espressive”.

Daniele Torcellini, coordinatore della Biennale del mosaico, ha spiegato che "le due mostre curate da Sandro Malossini e da Gloria Evangelisti sono strettamente legate. Nel contesto della Mostra dei mosaici moderni del 1959, che vede una nutrita schiera di artisti degli anni Cinquanta realizzare opere a mosaico in collaborazione con i mosaicisti e le mosaiciste di Ravenna, Georges Mathieu, di cui si raccontano le vicende nella mostra Georges Mathieu, omaggio a Odoacre. Storia e immagini di un mosaico rivoluzionario, si rifiuta di eseguire un bozzetto pittorico da far tradurre in mosaico. Preferisce realizzare egli stesso un’opera, impiegando materiali e tecniche convenzionali e anticonvenzionali, reinventando così le possibilità del medium. I primi a raccogliere i frutti più maturi del gesto di rottura dell’artista francese sono gli artisti e le artiste la cui nascita è proprio collocabile negli anni in cui la mostra ravennate veniva aperta al pubblico, fine anni Cinquanta - inizi anni Sessanta. Sulla loro traccia, altri e altre hanno fatto seguito, fino alle generazioni più giovani, delineando una scena post-bizantina del mosaico ravennate, presentata nella mostra Con il mosaico, contemporaneità a Ravenna e dintorni".

Le mostre

Realizzato nel 1959 da Georges Mathieu, Omaggio a Odoacre è il mosaico che più di tutti gli altri, commissionati per la mostra dei Mosaicisti moderni tenutasi a Ravenna nel 1959, è stato portatore di innovazione nell’arte musiva. In mostra viene presentata la riproduzione in scala 1/1 del mosaico, ora in deposito al Museo d’Arte della Città di Ravenna, numerose fotografie d’epoca, che si devono a Roberto Pagnani, mecenate e collezionista d’arte ravennate, che ritraggono Georges Mathieu durante la realizzazione del mosaico, alcuni documenti relativi a comunicazioni intercorse tra i due e, per la prima volta vengono esposti insieme tre gouache che Mathieu ha realizzato, sempre nel 1959, durante il suo soggiorno ravennate.

Nella mostra Con il mosaico, contemporaneità a Ravenna e dintorni, il mosaico è protagonista grazie al lavoro di ventitré artisti che appartengono a generazioni diverse e che utilizzano nuove tecniche nuove. Gli artisti in mostra sono Giuliano Babini, Luca Barberini, Dusciana Bravura, Marco Bravura, CaCO3, Marco De Luca, Francesca Fabbri, Giovanna Galli, Takako Hirai, Marcello Landi, Annalisa Marcucci, Verdiano Marzi, Stefano Mazzotti, Silvia Naddeo, Felice Nittolo, Luciana Notturni, Marco Pellizzola, Paolo Racagni, Marco Santi, Almuth Schöps, Daniele Strada, Enzo Tinarelli, Sara Vasini.

“La velocità di esecuzione di Mathieu”, ha commentato il curatore Sandro Malossini, "così lontana dai canoni convenzionali del mosaico, stravolge modalità e soprattutto pensiero di cosa sia il mosaico, di come possa essere interpretato e manifestato anche, e in particolar modo, diventando opera d’arte: aprendo un solco ben definito tra tradizione e innovazione. Nella mostra Con il mosaico, le tessere non sono più le protagoniste assolute, ma divengono memoria nei lavori di molti dei ventitré artisti invitati. Nuovi materiali, nuovi supporti e diverse tecniche ci portano a conoscere una nuova giovinezza di una tradizione millenaria".

Per Pagnani, dell’Archivio Ghigi-Pagnani di Ravenna, “l’emozione più forte fu la commozione di Mathieu al ricordo dell’antica amicizia che lo legò a mio nonno Roberto, il quale l’ospitò più volte nella propria casa di Ravenna e lo aiutò a studiare il mosaico antico e moderno, oltre che a recuperare a Murano le particolari tessere che gli servirono per realizzare il primo mosaico informale del Novecento”.

L’appuntamento con la Biennale di quest’anno recupera l’edizione del 2021, sospesa a causa della pandemia, e anticipa quella del 2023 offrendo un mese e mezzo di appuntamenti (dall’8 ottobre al 27 novembre) organizzati sul territorio. Oltre a Ravenna, Faenza (città con la quale la Biennale ha un rapporto consolidato) e Bologna, la Biennale prevede iniziative anche a Riccione (Rimini). Complessivamente sono oltre cento gli artisti provenienti da venti paesi nel mondo. Sessanta gli spazi espositivi con oltre cinquanta mostre ospitate, oltre a eventi, convegni e visite guidate.

La Biennale del Mosaico è promossa e organizzata dal Comune di Ravenna, grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, con il coordinamento di Daniele Torcellini del Mar (Museo d’arte della Città di Ravenna).

Le mostre saranno visitabili fino a martedì 22 novembre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, con ingresso libero.

Per info: www.biennalemosaicoravenna.it; telefonare al 051.527 5768-5826 oppure scrivere a gabinettopresidenteal@regione.emilia-romagna.it

Immagine: Annalisa Marcucci, Scent, dettaglio (2022; materiale vetroso da mosaico, smalti, materiale a foglia metallica, oro, foglia d’oro, ottonella, malta, acquerello, nastro in rame; 100 x 60 x 2,5 cm)

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraGeorges Mathieu, omaggio a Odoacre. Storia e immagini di un mosaico rivoluzionario
CittàBologna
SedeAssemblea legislativa
DateDal 03/11/2022 al 22/11/2022
CuratoriGloria Evangelisti, Sandro Malossini
TemiMosaico

A Bologna due mostre con mosaici contemporanei, nell'ambito della Biennale di Ravenna
A Bologna due mostre con mosaici contemporanei, nell'ambito della Biennale di Ravenna


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