A Brescia una mostra di stampe d'après Raffaello dal Cinquecento all'Ottocento


Fino al 10 gennaio 2021, il Museo di Santa Giulia a Brescia ospita la mostra “Raffaello. L’invenzione del divino pittore”: stampe d’après Raffaello dal XVI al XIX secolo.

Raffaello. L’invenzione del divino pittore, a cura di Roberta D’Adda, è la mostra che si tiene fino al 10 gennaio 2021 presso il Museo di Santa Giulia e che presenta una collezione di stampe d’après Raffaello, realizzate in Italia e in Europa dall’inizio del Cinquecento alla metà dell’Ottocento, insieme a una scelta di dipinti e oggetti d’arte.

La visita si completa con un itinerario in città tra Pinacoteca Tosio Martinengo, che custodisce due opere di Raffaello, e l’Ateneo di Brescia – Accademia di Scienze Lettere e Arti, che presenta una serie di stampe raffaellesche di grande formato. Un progetto Fondazione Brescia Musei.

Oltre cento opere, tra incisioni e oggetti d’arte, tratte da invenzioni raffaellesche e prodotte in Italia e in Europa dall’inizio del Cinquecento alla metà dell’Ottocento; il racconto di un’epoca e la costruzione di un mito, a partire dalle collezioni civiche bresciane che raccolgono più di seicento fogli d’après Raffaello.

Raffaello. L’invenzione del divino pittore è un percorso che mostra come vennero divulgati il linguaggio e le invenzioni del genio urbinate fino alla graduale individuazione di quelle opere raffaellesche che, via via, andarono a determinare l’idea moderna del pittore.

A partire dalle incisioni prodotte da Marcantonio Raimondi e dal gruppo di incisori che, secondo la tradizione stabilita da Vasari, furono coinvolti da Raffaello nell’attività della sua bottega con il compito di tramandare la memoria e garantire la diffusione delle sue invenzioni, la mostra si sviluppa attraverso alcuni oggetti ispirati al maestro e realizzati nel Cinquecento fino ad arrivare ai secoli successivi, al Seicento e al Settecento, con stampe di Giorgio Ghisi, Carlo Maratta, Orazio Borgianni, Nicolas Dorigny e Raffaello Morghen e con la straordinaria impresa dell’illustrazione delle Logge e delle Stanze Vaticane, realizzata da Volpato su fogli di grande formato.

L’Ottocento è il secolo in cui Brescia, grazie all’operato di Paolo Tosio e del suo circolo di conoscitori e artisti, divenne uno dei nodi della rete di relazioni e influenze che determinarono un rinnovamento romantico del mito di Raffaello.

Grazie anche alla presenza del Redentore, acquistato nel 1821, Palazzo Tosio divenne infatti un polo d’attrazione, come prova un disegno giovanile del Piccio, un’impegnativa copia pittorica della Scuola di Atene eseguita da Giuseppe Bezzuoli attraverso un appassionato studio dal vero e una tavola di Felice Schiavoni con Raffaello che ritrae la Fornarina (nell’immagine), omaggio al leggendario e appassionato amore dell’Urbinate.

In mostra, accanto alle interpretazioni della scuola di incisione di Brera, opere di diversi intagliatori europei, tra i quali Ludwig Grüner, amico di Paolo Tosio e ospite per lungo tempo della sua casa, che proprio a Brescia avviò la sua carriera di incisore d’après Raffaello proseguita anche dopo il suo trasferimento a Londra come consigliere artistico della regina Vittoria e del principe Alberto. All’interno del percorso alcuni pezzi unici, mai esposti prima, provenienti dalla Raccolta Emilio Anderloni, tra cui le lastre in rame e i disegni delle Stanze di Pietro Anderloni.

Il progetto si completa grazie a una serie di attività didattiche, laboratori e visite guidate per tutti i pubblici, oltre all’experience show InVece di Raffaello, realizzato da CamerAnebbia per avvicinare il linguaggio dell’incisione alla sensibilità contemporanea, proponendo un’esperienza immersiva e interattiva: con un touchscreen e comandi intuitivi è possibile navigare attraverso le incisioni esposte, apprezzandone i dettagli e meravigliandosi per gli inediti effetti tridimensionali. La sezione digitale comprende anche un videomapping che, nei primi tre giorni di apertura della mostra, animerà la facciata della Pinacoteca Tosio Martinengo.

Il pubblico è invitato a completare la visita a Brescia sia presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, custode di due capolavori di Raffaello, sia presso Palazzo Tosio, dove si formò la collezione e che oggi è sede dell’Ateneo di Brescia – Accademia di Scienze Lettere e Arti, che presenta per l’occasione una serie di stampe raffaellesche di grande formato, opera di Giovanni Ottaviani e Giovanni Volpato. Un percorso di scoperta e valorizzazione che coinvolge così l’intera città: il biglietto della mostra consente l’accesso gratuito alla Pinacoteca Tosio Martinengo.

Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale del Museo di Santa Giulia.

A Brescia una mostra di stampe d'après Raffaello dal Cinquecento all'Ottocento
A Brescia una mostra di stampe d'après Raffaello dal Cinquecento all'Ottocento


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