A Brescia i “Tesori” dei musei raccontano due secoli di collezionismo e memoria


Dal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027 il Museo di Santa Giulia ospita “TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”, mostra che chiude le celebrazioni per il Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata con 100 opere mai abitualmente esposte.

Dal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027 il Museo di Santa Giulia a Brescia ospiterà TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026, la mostra che conclude le celebrazioni per il Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata. Curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda, l’esposizione è promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei e proporrà un corpus di 100 opere appartenenti al patrimonio museale cittadino, selezionate tra quelle abitualmente non esposte.

La rassegna nasce come un racconto della storia del collezionismo bresciano, interpretato come un racconto collettivo nel quale gli oggetti sono tracce delle persone che li hanno raccolti, conservati e tramandati. Il percorso guarda al patrimonio come a un organismo vivo, capace di mettere in relazione vicende individuali e grandi trasformazioni storiche, facendo propri i principi della Convenzione di Faro, il trattato del Consiglio d’Europa del 2005 ratificato dall’Italia nel 2020, che riconosce il patrimonio culturale come diritto e responsabilità condivisa e attribuisce ai cittadini un ruolo attivo nella sua tutela e valorizzazione.

L’esposizione ripercorrerà le vicende delle collezioni civiche bresciane attraverso una trama di relazioni, passioni e dialoghi tra generazioni. Il racconto attraverserà l’eredità dell’enciclopedismo ottocentesco, gli ideali risorgimentali legati alla costruzione di una coscienza nazionale attraverso il patrimonio, il gusto romantico per l’esotico, la complessità delle opere connesse alla dittatura fascista e l’evoluzione dei principi contemporanei di conservazione e valorizzazione.

Statua di Osiride (VIII-IV secolo a.C.; bronzo; Brescia, Musei Civici) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi
Statua di Osiride (VIII-IV secolo a.C.; bronzo; Brescia, Musei Civici) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi
Sergio il Persiano, astrolabio (1062; ottone e bronzo dorato; Brescia, Musei Civici) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi
Sergio il Persiano, astrolabio (1062; ottone e bronzo dorato; Brescia, Musei Civici) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi

Al centro della mostra saranno le storie di coloro che hanno contribuito alla formazione delle raccolte museali: accanto ai nomi dei grandi collezionisti emergeranno figure meno note ma altrettanto importanti, come un orologiaio di fine Ottocento, una crocerossina, un maestro di equitazione, un marinaio, un soldato innamorato, una accumulatrice seriale, un sacerdote dalle frequentazioni controverse, un capitano degli Alpini e un professore di liceo. Le loro vicende comporranno una sorta di saga collettiva costruita intorno all’idea del museo e alla sua funzione nella società. A dare forma visiva a questa memoria sarà una galleria di 20 ritratti realizzati dall’illustratrice Elisa Macellari, che accompagneranno il pubblico lungo il percorso espositivo.

TESORI sarà articolata in cinque sezioni dedicate ad altrettanti ambiti della museologia ottocentesca: Archeologia, Belle Arti, Scienza e Tecnica, Storia ed Etnografia. Ogni sezione seguirà un percorso cronografico circolare, con un avvio dalla contemporaneità attraverso opere di artisti acquisiti da Fondazione Brescia Musei negli ultimi dieci anni, in continuità con la crescita secolare delle raccolte civiche. Tra gli autori presenti figurano Mohammed Al-Hawajri, Badiucao, Giuseppe Bergomi, Bruce Gilden, Axel Hütte, David LaChapelle, Victoria Lomasko, Joel Meyerowitz, Giulio Paolini, Fabrizio Plessi, Davide Rivalta, Alfred Seiland, Massimo Sestini e Mary Zygouri. Questi lavori dialogheranno con opere storiche delle collezioni, in un viaggio a ritroso nel tempo che comprenderà, tra gli altri, Albrecht Dürer, Lattanzio Gambara, Francesco Hayez, Angelo Inganni, Giovan Battista Moroni, Pelagio Palagi, Rembrandt, Guido Reni, Romanino e Angelo Zanelli.

Il percorso porterà alla luce anche numerosi manufatti conservati nei depositi, tra cui un astrolabio bizantino del 1062 appartenuto al cardinale Bessarione e raffinati dipinti kakemono orientali, accostati a oggetti della quotidianità come fogli di erbario e cartoline storiche. L’allestimento sarà concepito come una Camera delle Meraviglie capace di riunire opere e materiali diversi: sculture in marmo, affreschi, bronzetti egizi, disegni, incisioni, fotografie, opere di videoarte, maioliche, vetri, strumenti musicali, cimeli storici, manifesti, maschere cerimoniali e dipinti dal Cinquecento al Novecento.

Cerchia di Kita Busei (copia da Kanō Tsunenobu), Shoki personaggio leggendario (XIX secolo; inchiostro su carta; Brescia, Musei Civici) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi
Cerchia di Kita Busei (copia da Kanō Tsunenobu), Shoki personaggio leggendario (XIX secolo; inchiostro su carta; Brescia, Musei Civici) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi
Francesco Hayez, Madonna in trono con il Bambino e una devota (1851; olio su tela; Brescia, Musei Civici) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi
Francesco Hayez, Madonna in trono con il Bambino e una devota (1851; olio su tela; Brescia, Musei Civici) © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi

Grazie alla collaborazione con il Museo di Scienze Naturali, saranno presenti anche mummie animali, impronte fossili di dinosauro e frammenti di meteoriti cadute nel territorio bresciano nel XIX secolo. La mostra affronterà inoltre il tema della rappresentazione delle culture non occidentali attraverso oggetti raccolti durante l’epoca coloniale e il periodo fascista, includendo manufatti appartenuti a Benito Mussolini e sequestrati dopo la caduta della Repubblica di Salò. Le armi africane portate a Brescia da commercianti e militari per interesse verso il mondo esotico saranno messe in relazione con maschere rituali africane e sculture acquistate a Parigi dall’artista Bruno Romeda e successivamente donate a Fondazione Brescia Musei.

La mostra sarà accompagnata da un sistema di itinerari urbani che collegheranno il percorso di Santa Giulia con le opere dei musei civici permanenti e con alcuni luoghi simbolo della città. Il catalogo dell’esposizione sarà pubblicato da Skira.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraTESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026
CittàBrescia
SedeMuseo di Santa Giulia
DateDal 04/11/2026 al 22/08/2027
CuratoriRoberta D'Adda, Stefano Karadjov
TemiOttocento, Musei, Arte antica, Arte Moderna



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