Sarà l’Annunciazione di Artemisia Gentileschi, proveniente dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Capolavoro per Milano 2026. L’opera sarà esposta al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano dal 27 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 in una mostra curata da Mario Epifani, conservatore del dipartimento dipinti e sculture del XVII secolo delMuseo e Real Bosco di Capodimonte, e da Nadia Righi.
L’esposizione è realizzata con il sostegno di Fondazione Bracco, Main Partner dell’iniziativa, che ha finanziato anche una campagna di analisi scientifiche sull’opera. Partecipano inoltre gli sponsor Eni e Fondazione Monte di Lombardia, i sostenitori Gi Group Holding, Fondazione Rocca, Manageritalia Lombardia e Perelli Consulting, mentre travel partner della mostra è Trenord.
Datata 1630, come indica il cartiglio in basso a destra, e realizzata a olio su tela, l’Annunciazione costituisce la prima opera nota eseguita da Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 - Napoli, dopo il 1653) dopo il suo arrivo a Napoli, avvenuto intorno al 1629 in seguito al soggiorno veneziano. Il dipinto, di grandi dimensioni (257 × 179 centimetri), è considerato una delle testimonianze più rilevanti della piena maturità dell’artista, nella quale confluiscono le esperienze maturate a Roma, Firenze, Venezia e infine nel capoluogo partenopeo. Rimane invece incerta la destinazione originaria della tela: il formato lascia ipotizzare una pala d’altare, anche se non è escluso che fosse destinata a una cappella privata. L’opera entrò nelle collezioni dell’allora Real Museo Borbonico nel 1815.
La composizione è costruita su un forte contrasto luminoso che fa emergere le monumentali figure dell’arcangelo e della Vergine da uno sfondo scuro di ascendenza caravaggesca. La luce soprannaturale che circonda la colomba dello Spirito Santo attraversa le nubi e investe Maria, mentre gestualità, cromie e giochi di luce concorrono a creare un’intensa concentrazione emotiva.
Dal punto di vista stilistico, l’opera presenta richiami alle pale d’altare dedicate allo stesso soggetto realizzate dal padre Orazio per Genova e Torino. Sono inoltre evidenti gli influssi dei caravaggisti francesi conosciuti a Roma, in particolare Simon Vouet, accanto ai primi aggiornamenti sulla pittura napoletana, soprattutto quella di Massimo Stanzione, esponente del naturalismo moderato. I sontuosi panneggi serici che avvolgono i protagonisti rimandano infine alla lezione di Nicolas Régnier, che Artemisia aveva potuto conoscere durante il soggiorno veneziano.
In occasione della mostra saranno inoltre resi noti i risultati di una campagna di indagini diagnostiche non invasive promossa da Fondazione Bracco in collaborazione con DeepTrace Technologies, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Milano e Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”. Le analisi forniranno nuovi dati sulla tecnica esecutiva e sui materiali impiegati dalla pittrice. Ad accompagnare l’esposizione sarà pubblicato un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.
| Città | Milano | Sede | Museo Diocesano Carlo Maria Martini | Date | Dal 27/10/2026 al 31/01/2027 | Artisti | Artemisia Gentileschi | Curatori | Nadia Righi, Mario Epifani | Temi | Seicento, Artemisia Gentileschi, Arte antica |
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