Dal 6 novembre 2026 all’8 marzo 2027 il Museo Ottocento Bologna dedica a Luigi Serra (1846-1888) la mostra monografica Luigi Serra (1846-1888). “Vorrei un’altra vita per imparare il colore”. A 180 anni dalla nascita, a cura di Francesca Sinigaglia. L’esposizione riunisce oltre 100 opere tra dipinti a olio, acquerelli, disegni e documenti e si propone come la più ampia mai realizzata sulla parabola umana e artistica del pittore bolognese dell’Ottocento. Il percorso è articolato in dieci sezioni tematiche e comprende prestiti provenienti da musei, istituzioni e collezioni private.
Tra i pezzi esposti, opere provenienti dai Musei Vaticani, dalla GNAMC - Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Galleria d’Arte Moderna di Firenze, dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dal Collegio Artistico Venturoli di Bologna, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, dal MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna e dall’Accademia di Belle Arti di Bologna. A queste si aggiungono importanti collezioni private, tra cui quelle degli eredi testamentari di Bologna e Napoli.
La mostra consentirà inoltre di vedere per la prima volta nella sua interezza il corpus dei 200 disegni e alcuni importanti dipinti appartenenti al patrimonio del Museo Ottocento Bologna. Si tratta di materiali mai esposti prima, considerati fondamentali per comprendere la pratica grafica di Serra e il lungo lavoro di preparazione che precedeva la realizzazione delle sue opere.
L’esposizione nasce in occasione dei 180 anni dalla nascita dell’artista e ripercorre una carriera sviluppatasi nei principali centri culturali dell’Italia post-unitaria. Serra, nato a Bologna nel 1846 e morto nel 1888 a soli 42 anni, riuscì infatti a costruire una solida affermazione a livello nazionale. Il successo ottenuto in vita, documentato anche dall’acquisto di sue opere da parte di istituzioni come i Musei Vaticani e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, si accompagnò tuttavia a una costante inquietudine sul piano creativo.
A sintetizzare questo atteggiamento è la frase “Vorrei un’altra vita per imparare il colore”, scelta come sottotitolo della mostra. Serra sottoponeva infatti i propri soggetti a un continuo processo di rielaborazione e studio, senza considerare mai pienamente concluso il risultato raggiunto. Il rapporto problematico con la propria produzione trova una testimonianza rilevante nell’Autoritratto di Luigi Serra, marzo 1884, Studio Quattro Fontane 88 (Roma), conservato nella collezione del Museo Ottocento Bologna.
Il dipinto, inedito, presenta sulla superficie vistose lesioni. Secondo quanto documentato, fu lo stesso Serra a strappare la tela in un momento di forte sconforto artistico. L’opera venne quindi recuperata pazientemente dall’amico scultore Enrico Barbèri. Il dipinto sarà un elemento ricorrente del percorso espositivo, utilizzato come filo conduttore per affrontare non soltanto la produzione dell’artista, ma anche i suoi dubbi, la sensibilità e le fragilità che caratterizzarono la sua vicenda personale.
Accanto all’autoritratto saranno esposte alcune delle opere più note di Serra, a partire da Annibale Bentivoglio prigioniero nel castello di Varano, concerta la fuga con certo Zanese parolaio, del 1870, proveniente dal Collegio Venturoli. In mostra anche Le confidenze del 1882 e Scena storica (Bozzetto della grande opera eseguita dal pittore Luigi Serra per incarico del Circolo Artistico di Bologna), proveniente da una collezione privata e normalmente non accessibile al pubblico. Il percorso segue l’evoluzione cronologica della formazione e della carriera del pittore. Gli esordi sono legati al Collegio Artistico Venturoli e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove Serra acquisì le basi del disegno e dell’arte figurativa. La successiva affermazione passa dai primi riconoscimenti ottenuti con la Società Protettrice di Belle Arti e dalla vittoria del Pensionato Angiolini, esperienza che lo condusse a Firenze e successivamente a Roma.
Ampio spazio è dedicato agli anni romani e ai rapporti con la Maison Goupil, quindi al sipario e alle decorazioni realizzate per il Teatro Gentile di Fabriano, riconosciuto nel 2026 come Patrimonio UNESCO. La mostra prosegue con gli anni veneziani della Pensione Triennale e con il successivo ritorno a Roma, documentato anche attraverso le opere eseguite per la chiesa di Santa Maria della Vittoria. Una sezione specifica affronta il rapporto professionale e di amicizia con la pittrice Attilia Marini. Proprio da questo legame proviene un nucleo di opere finora sconosciute, che contribuisce ad ampliare la conoscenza della produzione di Serra e dei suoi rapporti nell’ambiente artistico dell’epoca.
Le ultime sezioni sono dedicate al ciclo decorativo dell’Irnerio di Palazzo d’Accursio e alla fortuna postuma dell’artista. In particolare, viene ricostruita la vicenda dell’acquisizione del Fondo Serra da parte delle istituzioni bolognesi, tra cui la Pinacoteca e il Museo Ottocento Bologna. La storia della conservazione del patrimonio dell’artista prosegue così dopo la sua morte, attraverso l’attività di collezionisti e istituzioni che ne hanno custodito disegni, dipinti e documenti. Luigi Serra aveva infatti lasciato una traccia importante nella cultura artistica italiana già durante la propria vita.
Nato a Bologna nel 1846, la formazione al Collegio Artistico Venturoli gli permise di acquisire i primi strumenti del mestiere. La vittoria del Pensionato Angiolini gli consentì poi di vivere e lavorare a Firenze e Roma, entrando in contatto con gli ambienti culturali dei due centri e partecipando ai principali consessi artistici dell’Italia post-unitaria. Dopo la morte precoce nel 1888, avvenuta a 42 anni, la sua memoria e il suo patrimonio figurativo furono mantenuti da collezionisti e istituzioni. Un passaggio importante si verificò nel 1922, quando la Pinacoteca Nazionale di Bologna acquisì un consistente fondo composto da disegni, dipinti e documenti dell’artista.
Alla mostra sarà affiancato, da gennaio a marzo 2027, un ciclo di incontri di approfondimento aperti al pubblico nella sede di Confcommercio Ascom Bologna. Le conferenze, a ingresso gratuito, vedranno la partecipazione di storici dell’arte e specialisti chiamati ad approfondire la vita e l’opera di Luigi Serra.
Orari di apertura: tutti i giorni, ore 10 – 19
Ingressi: 12 € intero / 10 € ridotto
| Titolo mostra | Luigi Serra (1846-1888). “Vorrei un’altra vita per imparare il colore”. A 180 anni dalla nascita | Città | Bologna | Sede | Museo Ottocento Bologna | Date | Dal 06/11/2026 al 08/03/2027 | Artisti | Gianluigi Serravalli | Curatori | Francesca Sinigaglia | Temi | Ottocento, Bologna, Arte Moderna |
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