Il Mantegna ritrovato. Al Museo Poldi Pezzoli la mostra-dossier sul restauro


Dal 15 ottobre 2020 il Museo Poldi Pezzoli espone nuovamente la Madonna con Bambino di Andrea Mantegna e apre una mostra-dossier sul restauro del capolavoro.

Il Museo Poldi Pezzoli presenta dal 15 ottobre la mostra-dossier Mantegna ritrovato, dedicata al restauro della Madonna col Bambino di Andrea Mantegna. La rassegna è a cura della casa museo e dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ed è allestita nel Salone dell’Affresco: saranno raccontate in questa occasione le varie fasi dell’intervento conservativo e le vicende collezionistiche. Il restauro è stato realizzato da Lucia Bresci, sotto la direzione di Cecilia Frosinini dell’Opificio delle Pietre Dure, in collaborazione con Andrea Di Lorenzo, conservatore del Museo Poldi Pezzoli. Fondamentale è stato il sostegno della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus.

La mostra-dossier si sviluppa in due stanze: la prima introduttiva con la presenza di pannelli esplicativi, la seconda presenta la sola opera di Mantegna, con l’ambiente lasciato spoglio. Una tenda isola il capolavoro dal resto del museo, per far sì che la vista e l’attenzione si concentrino solo sull’opera. L’allestimento è stato realizzato da Unifor, su progetto di Luca Rolla e Alberto Bertini. 

“Il restauro del capolavoro” ha dichiarato Annalisa Zanni, direttore del Museo Poldi Pezzoli "è stato un lungo lavoro di squadra, anche grazie al Club del Restauro del Museo, che ha visto restauratori, storici dell’arte, ma anche filosofi, dibattere a lungo sulle modalità di intervento da effettuare per restituire all’opera l’identità conferitale dal suo creatore, prima degli interventi di Giuseppe Molteni che l’avevano resa diversa ma sicuramente amata e riconoscibile a tutti, una vera e propria ‘icona pop’. Questo non sarebbe stato possibile senza la riconosciuta professionalità dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e la sensibilità della Marchesa Giovanna Sacchetti, generosa e attenta mecenate”.

“La mia Fondazione si occupa da anni di riportare alla luce la bellezza del nostro patrimonio artistico, sostenendo prestigiose istituzioni come il Museo Poldi Pezzoli” ha sottolineato la marchesa Giovanna Sacchetti, presidente della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus. Quando mi è stato proposto il restauro della Madonna con il Bambino di Andrea Mantegna ho accettato con grande piacere anche in virtù del rapporto di stima e amicizia quarantennale con la dottoressa Annalisa Zanni. In questi mesi sono stata partecipe di tutte le evoluzioni del restauro fino alla scoperta che ha portato a questo “capolavoro ritrovato”. La bellezza del Mantegna è fuori discussione ma quella che vediamo oggi è come una nuova nascita, per un’opera che spero sia studiata con sempre maggior interesse dagli esperti e apprezzata dal pubblico del museo”. 

Il dipinto era stato restaurato da Giuseppe Molteni, direttore della Pinacoteca di Brera nonché ritrattista e amico della famiglia Poldi Pezzoli, nell’Ottocento e il suo aspetto era stato modificato a tal punto da renderlo difficilmente giudicabile. L’opera era stata infatti attribuita alle più varie fasi dell’attività di Mantegna: dal periodo giovanile di Padova all’inizio del soggiorno mantovano avvenuto tra il 1462 e il 1470, fino alla sua tarda attività, nell’ultimo decennio del Quattrocento. Quest’ultima opinione è prevalsa negli ultimi anni.  Molteni era noto per i suoi interventi di tipo integrativo, che pretendevano di migliorare l’aspetto estetico dei quadri antichi secondo il gusto accademico in vigore all’epoca. Ora, grazie all’attuale restauro, è possibile esprimere un giudizio più sicuro sull’opera, databile agli inizi degli anni Novanta del Quattrocento.

L’Opificio delle Pietre Dure ha iniziato l’intervento conservativo nel marzo 2019, partendo da un’approfondita campagna diagnostica. L’analisi diagnostica è stata necessaria anche per comprendere la tecnica esecutiva, lo stato conservativo del dipinto, per definire più accuratamente l’entità dell’intervento di Molteni e per chiarire alcune piccole scoperte che si andavano rivelando. In particolare, in corrispondenza del manto della Vergine, le indagini hanno rilevato una doppia versione pittorica: una stesura in Blu di Prussia, caratterizzata da un panneggio di gusto tipicamente ottocentesco, riconducibile alla mano di Molteni; e, al di sotto di questa, una stesura ancora molto integra in Azzurrite, nella quale si è riconosciuta la versione pittorica originale. Anche il ricco motivo dorato che decorava la veste rossa era quasi interamente da attribuire a Molteni: le pennellate di oro in conchiglia possedevano un carattere eccessivamente pittorico e seguivano motivi di fantasia ricostruttiva. Infine la vernice a mastice, con la quale il restauratore intendeva proteggere gli strati pittorici, aveva alterato profondamente l’opera, rendendola esteticamente simile a un dipinto ad olio e nascondendo le peculiarità della particolare tecnica esecutiva a tempera magra utilizzata da Mantegna. L’intervento di restauro ha quindi ristabilito un equilibrio formale, attraverso la graduale rimozione della vernice che alterava l’aspetto originale dell’opera: originariamente il dipinto era infatti caratterizzato da un effetto opaco e quasi pulvirulento della superfice, a imitazione degli stendardi o della pittura murale. “Con questo restauro” ha evidenziato Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro, "l’Opificio delle Pietre Dure ha vinto una vera e propria sfida tecnica che può aprire la possibilità anche ad altri recuperi di capolavori alterati da vecchi restauri, e ha consentito la lettura dei corretti valori espressivi che Andrea Mantegna aveva inserito in questo piccolo, ma prezioso dipinto”.

Orari: Da mercoledì a lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. 

Biglietti: Intero 10 euro, ridotto 7 euro.

Immagine: Andrea Mantegna, Madonna con Bambino (1490-1499; tempera magra su tela, 35,5 x 45,5 cm; Milano, Museo Poldi Pezzoli)

 

Il Mantegna ritrovato. Al Museo Poldi Pezzoli la mostra-dossier sul restauro
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