Al Mart di Rovereto in mostra tutte le opere di Giacomo Balla nella collezione Biagiotti


Il Mart ospita per la prima volta in Italia una grande esposizione, con circa 240 opere, sull’intera raccolta di opere di Giacomo Balla appartenente alla Fondazione Biagiotti Cigna e alla Collezione Laura Biagiotti.

Il Mart dedica per la prima volta in Italia una grande esposizione all’intera raccolta di opere di Giacomo Balla appartenente alla Fondazione Biagiotti Cigna e alla Collezione Laura Biagiotti. La mostra riunisce circa 240 opere, tra dipinti, disegni, arredi, oggetti e abiti, messi in dialogo con opere e documenti provenienti dalle collezioni del museo di Rovereto. Tra i capolavori esposti figura anche il monumentale Genio Futurista, la più grande opera realizzata dall’artista. L’esposizione, dal titolo Giacomo Balla. Lo stile dell’Avanguardia. Opere dalle Collezioni Biagiotti Cigna, a cura di Beatrice Avanzi e Fabio Benzi, con il sostegno di Laura Biagiottie visitabile dal 16 maggio al 18 ottobre 2026, intende essere un omaggio alla visione culturale sviluppata da Laura Biagiotti, che trasformò il collezionismo in un progetto di ricerca e valorizzazione dell’avanguardia futurista. Il percorso espositivo racconta infatti il legame profondo tra arte, moda e sperimentazione estetica, ripercorrendo quell’idea di modernità che il Futurismo contribuì a definire nel Novecento italiano.

La storia della collezione ebbe inizio nel 1986, quando Laura Biagiotti visitò una mostra romana alla Galleria Chimera dedicata a Giacomo Balla e alle figlie Elica e Luce. Da quell’incontro nacque una passione destinata a durare per tutta la vita: insieme al marito Gianni Cigna, la stilista costruì nel tempo la più importante raccolta privata dedicata all’artista. Dopo la scomparsa di Cigna nel 1996, il primo nucleo della collezione è confluito nella Fondazione Biagiotti Cigna, creata per preservare e valorizzare questo patrimonio culturale. L’attività di tutela e promozione è proseguita negli anni attraverso nuove acquisizioni e iniziative espositive, oggi portate avanti dalla figlia Lavinia Biagiotti Cigna, alla guida dell’azienda di famiglia.

Giacomo Balla, Genio Futurista (1925; Collezione Laura Biagiotti)
Giacomo Balla, Genio Futurista (1925; Collezione Laura Biagiotti)
Giacomo Balla, Linee di forza di paesaggio maiolicato (1917-1918; Fondazione Biagiotti Cigna)
Giacomo Balla, Linee di forza di paesaggio maiolicato (1917-1918; Fondazione Biagiotti Cigna)
Giacomo Balla, Progetto per tappeto (Motivi prismatici compenetrati) (1930 circa; Fondazione Biagiotti Cigna)
Giacomo Balla, Progetto per tappeto (Motivi prismatici compenetrati) (1930 circa; Fondazione Biagiotti Cigna)

L’approdo della collezione al Mart non è casuale: il museo di Rovereto rappresenta infatti uno dei principali centri di studio dedicati alle avanguardie italiane del Novecento, in particolare al Futurismo e all’opera di Fortunato Depero. Il dialogo tra le opere provenienti dalla collezione Biagiotti e il patrimonio del museo consente di approfondire il percorso creativo di Balla dagli esordi divisionisti fino alle sperimentazioni astratte e decorative. La raccolta comprende dipinti, bozzetti, studi grafici e oggetti d’arredo che testimoniano la volontà dell’artista di superare i confini tradizionali tra le arti.

Laura Biagiotti fu inoltre tra le prime collezioniste a rivalutare le opere figurative realizzate da Balla negli anni Trenta, a lungo considerate marginali dalla critica. La stilista colse soprattutto la straordinaria attualità della riflessione dell’artista sul rapporto tra estetica, moda e comunicazione visiva.

Un ruolo centrale nel percorso espositivo è occupato dal celebre Vestito antineutrale, manifesto della moda futurista ideato da Balla nel 1914. Il manoscritto originale, acquistato da Laura Biagiotti, viene presentato insieme al manifesto della Ricostruzione futurista dell’universo, scritto nel 1915 da Balla e Depero e conservato nelle collezioni del Mart. Questi documenti segnano il momento in cui il Futurismo supera la dimensione puramente artistica per trasformarsi in un vero progetto di “arte totale”, capace di investire ogni aspetto della vita quotidiana. Nel pensiero di Balla, infatti, pittura, design, abbigliamento e arredamento diventano parti di un unico linguaggio creativo. Forme dinamiche, geometrie astratte e linee di movimento migrano dalle tele agli oggetti, ai mobili e ai vestiti, trasformando l’esperienza quotidiana in un’espressione estetica continua.

Giacomo Balla, Autobalsettanta4 (1948; Fondazione Biagiotti Cigna)
Giacomo Balla, Autobalsettanta4 (1948; Fondazione Biagiotti Cigna)
Giacomo Balla, Parlano (1934; Fondazione Biagiotti Cigna)
Giacomo Balla, Parlano (1934; Fondazione Biagiotti Cigna)
Giacomo Balla, Farfalfiori (Progetto per sciarpa) (1920; Fondazione Biagiotti Cigna)
Giacomo Balla, Farfalfiori (Progetto per sciarpa) (1920; Fondazione Biagiotti Cigna)

Tra le opere più spettacolari in mostra spicca il Genio futurista, enorme olio su tela d’arazzo realizzato nel 1925 e presentato all’Esposizione universale di arti decorative di Parigi. Con i suoi quasi quattro metri di larghezza e tre di altezza, è la più grande opera mai realizzata da Balla e rappresenta una delle sintesi più compiute della poetica futurista.

Accanto alle grandi tele trovano spazio anche paralumi, arazzi, complementi d’arredo e studi per accessori di moda come foulard, cappelli e cravatte. L’insieme restituisce l’immagine di un laboratorio creativo senza limiti disciplinari, capace di influenzare anche esperienze europee come il Bauhaus.

L’allestimento, progettato dallo studio torinese Officina delle Idee, accompagna il visitatore attraverso un itinerario cronologico articolato in cinque sezioni: Divisionismo, Futurismo, La moda futurista, Ricostruzione futurista dell’universo e Una nuova figurazione moderna. Ambienti colorati, grandi apparati grafici e installazioni immersive contribuiscono a restituire l’energia visiva e sperimentale dell’opera di Balla.

La mostra intende approfondire inoltre il rapporto tra arte e moda, tema centrale nella ricerca culturale di Laura Biagiotti. Per la stilista, la moda non era soltanto linguaggio estetico, ma una forma di elaborazione culturale capace di interpretare il proprio tempo. In questa prospettiva, il Futurismo rappresenta una delle prime esperienze moderne in cui arte, design e abbigliamento si fondono in una visione unitaria. Questo dialogo tra creatività artistica e produzione culturale continua ancora oggi attraverso le collezioni Biagiotti. In tale prospettiva il mecenatismo assume un ruolo attivo: creare connessioni, produrre conoscenza e generare nuove possibilità di lettura dell’arte contemporanea. La riflessione prosegue idealmente anche nella collezione moda Primavera-Estate 2026 The Art of Fashion, ispirata al dinamismo e alla leggerezza delle forme di Balla, reinterpretate come simbolo di trasformazione e movimento.

Ad accompagnare la mostra è stato pubblicato un catalogo illustrato edito da Silvana Editoriale, che contiene saggi critici, apparati bibliografici e approfondimenti dedicati alla storia della collezione Biagiotti, all’opera di Giacomo Balla e al rapporto tra Futurismo, arte totale e moda contemporanea.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostra Giacomo Balla. Lo stile dell'avanguardia. Opere dalle Collezioni Biagiotti Cigna
CittàRovereto
SedeMart di Rovereto
DateDal 16/05/2026 al 18/10/2026
ArtistiGiacomo Balla
CuratoriBeatrice Avanzi, Fabio Benzi
TemiNovecento, Futurismo, arte e moda



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