Come ha contribuito il Mezzogiorno agli sviluppi del Futurismo italiano? Una mostra a Matera


Inaugurata a Matera la mostra "Futurismo Italiano. Il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento". Visitabile fino al 10 gennaio 2024, è in collaborazione con la Direzione regionale Musei Veneto - Museo nazionale Collezione Salce.

Al Museo nazionale di Matera - Palazzo Lanfranchi è stata inaugurata oggi, alla presenza del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e del Direttore generale Musei Massimo Osanna, la mostra Futurismo Italiano. Il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento, visitabile fino al 10 gennaio 2024, ideata da Annamaria Mauro e Daniele Ferrara, curata da Massimo Duranti, promossa dal Museo nazionale di Matera in collaborazione con la Direzione regionale Musei Veneto - Museo nazionale Collezione Salce. Sono esposti più di centotrenta tra dipinti, sculture, disegni, provenienti da musei pubblici, fondazioni, archivi e collezioni private. Arricchiscono il percorso espositivo documenti d’archivio editi e inediti provenienti da diverse istituzioni. Dal Museo nazionale Collezione Salce provengono venticinque manifesti futuristi, a conferma della collaborazione tra il Museo nazionale di Matera e la Direzione regionale Musei Veneto intorno al progetto Futurismi.

Accanto ai nomi dei protagonisti quali Boccioni, Balla, Severini, Carrà, Depero, Prampolini, Dottori, Benedetta, compaiono anche quelli meno noti ma non meno significativi, come Roherssen, Bologna e Castellana. Per quanto riguarda gli aeropittori, sono presenti opere di numerosi futuristi le cui peculiarità furono declinate da Marinetti stesso nel 1939: Prampolini e Crali inseriti nella “Aeropittura stratosferica cosmica biochimica”; Fillia e Diulgheroff nell’ “Aeropittura essenziale, mistica ascensionale simbolica”; Dottori, Benedetta, Bruschetti, Peruzzi, Tano e Angelucci in quella trasfiguratrice lirica spaziale; Tato nella “sintetica e documentaria”. Opere di Dottori, Fillia e Bruschetti rappresentano l’Arte Sacra Futurista, codificata dal manifesto del 1931.

Oltre all’Aeropittura, negli sviluppi futuristi si manifesta la tendenza meccanicistica che viene rappresentata da opere di Depero, Pannaggi e Prampolini che manifesterà poi l’idealismo cosmico, presupposto dell’astrattismo. Particolare attenzione viene riservata in mostra, guardando specificatamente al Meridione, ai Circumvisionisti, il gruppo dei futuristi campani attivi già dal 1914: pittori, poeti paroliberi, scrittori e intellettuali che animarono la presenza futurista a Capri e a Napoli. Vengono dunque mostrate opere dei fratelli Francesco e Pasqualino Cangiullo, Buccafusca, Cocchia, Peirce, Lepore, Maino, protagonisti di un percorso culturale che dal Futurismo giunge al teatro napoletano di Antonio De Curtis.

Un focus è inoltre riservato al contributo al Futurismo della Lucania: sono infatti esposte due rarissime opere di Joseph Stella, definito “il primo futurista d’America”, poiché nativo di Muro Lucano, ma trasferitosi all’età di diciannove anni negli Stati Uniti.

La mostra, come spiega la direttrice del Museo nazionale di Matera Annamaria Mauro, vuole essere “una rilettura del ruolo avuto dal Mezzogiorno nella diffusione ed elaborazione del Movimento che vuole riprendere il discorso dell’Italia, dalla Campania e dall’Abruzzo in giù e fino alle isole maggiori, come il più grande ’luogo’ del Futurismo, luogo animato non solo dai futuristi nati e vissuti nel Mezzogiorno, ma anche da tutti i futuristi italiani che negli eventi e manifestazioni svoltesi nel Meridione parteciparono attivamente da protagonisti, comprimari e attori”.

“Nel catalogo”, sottolinea il curatore Duranti, “nell’ambito degli esiti della Ricostruzione futurista dell’Universo, è richiamato il manifesto del 1915, firmato da Giacomo Balla e Fortunato Depero, che segna la continuità e l’evoluzione della prima stagione ’eroica’ del Futurismo e che teorizzava l’interesse del movimento per ogni forma di espressività e dunque letteratura, poesia, cinema, teatro, musica, arredo, cucina. Per questo motivo, una sezione della mostra è dedicata alle arti applicate: mobili, arazzi, abiti, maioliche. Importante è la presenza dell’Intonarumori di Russolo, nella ricostruzione di Pietro Verardo che ripropone sonoramente l’invenzione del futurista in materia di musica - non musica. Accanto a questo apparato e sempre in materia musicale, vengono esposti gli spartiti, conservati al Conservatorio di musica Lorenzo Perosi di Campobasso, di Nuccio Fiorda”.

“Il Futurismo, movimento che dall’Italia si affermò in tutto il mondo, seppe lasciare tracce a tinte forti anche nel Meridione nel segno di una sfida culturale al rinnovamento e alla creazione di una modernità”, ha sottolineato il Ministro della Cultura Sangiuliano. “Ricostruire i passaggi a Sud di questi visionari delle avanguardie è una delle sfide vinte dagli organizzatori della mostra che hanno centrato innanzitutto l’obiettivo del recupero conoscitivo di questo fenomeno che ha contagiato tutte le discipline artistiche, lasciando un’eredità di pensiero e di creatività ancora attuale”.

Un allestimento multimediale di Inera presenta spettacolarmente il Futurismo con immagini della mostra e di Matera. Nel catalogo edito da Gangemi Editore International, nelle due edizioni in italiano ed in inglese, è pubblicata un’ampia cronologia aggiornata che ricostruisce l’itinerario storico del Futurismo nel Mezzogiorno attraverso le mostre, gli articoli e gli eventi più significativi di quel periodo.

Per tutte le info visitare il sito www.museonazionaledimatera.it

Immagine: Enrico Prampolini, Costruzione spaziale-paesaggio, dettaglio (1919; olio su tela, 47x47,3 cm; Roma, collezione privata)Courtesy Futur-ism Roma.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraFuturismo Italiano. Il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento
CittàMatera
SedeMuseo nazionale di Matera
DateDal 20/10/2023 al 10/01/2024
ArtistiGiacomo Balla, Umberto Boccioni, Tullio Crali, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Gerardo Dottori
CuratoriMassimo Duranti
TemiNovecento, Futurismo

Come ha contribuito il Mezzogiorno agli sviluppi del Futurismo italiano? Una mostra a Matera
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