I gioielli Corbella delle grandi dive della lirica in mostra al Museo del Gioiello di Vicenza


Il Museo del Gioiello di Vicenza espone una selezione significativa di gioielli di scena indossati da alcune delle più celebri protagoniste dell’opera lirica del Novecento, realizzati dalla storica maison milanese Corbella. 

Dal 9 giugno al 30 settembre 2026 il Museo del Gioiello di Vicenza ospita la mostra temporanea Dive e Gioielli in Scena. Corbella per Renata Tebaldi, Maria Callas e le interpreti della lirica, curata da Paola Venturelli. L’esposizione presenta una selezione significativa di gioielli di scena indossati da alcune delle più celebri protagoniste dell’opera lirica del Novecento, realizzati dalla storica maison milanese Corbella, fondata nel 1865 e conosciuta come la “Prima Fabbrica di Gioielli ed Armi per il Teatro”.

Per oltre un secolo l’azienda ha rappresentato il punto di riferimento internazionale nella creazione di gioielli, accessori e armi sceniche destinati ai più prestigiosi teatri del mondo. La mostra rende omaggio a figure leggendarie della lirica come Rosetta Pampanini, Margherita Carosio, Margherita Cipolato Nicolai, Maria Caniglia, Giulietta Simionato, Renata Tebaldi e Maria Callas, artiste che hanno contribuito a rendere immortale il fascino del melodramma.

I preziosi esposti, realizzati in metallo dorato, filigrana, strass, paste vitree e altri materiali decorativi, testimoniano la capacità della manifattura Corbella di reinterpretare sia l’alta gioielleria contemporanea sia le tradizioni artistiche del passato. Tra le opere più suggestive figurano una collana policroma in stile egizio appartenuta a Maria Callas, un raffinato diadema creato per la Fedora di Umberto Giordano, il caratteristico copricapo destinato a Leila ne I Pescatori di Perle, un reggiseno-gioiello ispirato all’immaginario esotico di Mata Hari e alcuni spilloni per capelli realizzati per Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Particolarmente significativa è la corona utilizzata nella storica prima rappresentazione della Turandot alla Scala di Milano il 25 aprile 1926. Indossata dal soprano Rosa Raisa, questa creazione impreziosita da elementi en tremblant è divenuta nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’opera pucciniana, di cui ricorre il centenario.

Collana in stile egizio appartenuta a Maria Callas (1923-1977), Trissino (VI), Archivio Fondazione Progetto Marzotto. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin
Collana in stile egizio appartenuta a Maria Callas (1923-1977), Trissino (VI), Archivio Fondazione Progetto Marzotto. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin
Copricapo-gioiello indossato da Margherita Carosio (1908-2005) per "I pescatori di perle" di Georges Bizet, Milano, Archivio Corbella. Foto: Michele Zanin
Copricapo-gioiello indossato da Margherita Carosio (1908-2005) per I pescatori di perle di Georges Bizet, Milano, Archivio Corbella. Foto: Michele Zanin
Guarnizione per abito indossato da Margherita Nicolai Cipolato (1908-1973) per "Aida" di Giuseppe Verdi. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin
Guarnizione per abito indossato da Margherita Nicolai Cipolato (1908-1973) per Aida di Giuseppe Verdi. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin

La storia della ditta Corbella si intreccia profondamente con quella dei principali teatri lirici internazionali. Divenuta presto fornitrice ufficiale del Teatro alla Scala, l’azienda ha collaborato con istituzioni prestigiose come il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Costanzi di Roma e il Teatro Colón di Buenos Aires. Molti dei gioielli realizzati venivano acquistati direttamente dalle interpreti, desiderose di portarli con sé durante le tournée internazionali. Per cinque generazioni, le creazioni Corbella hanno impreziosito i costumi di scena di importanti teatri, tra cui il San Carlo di Napoli, il Regio di Torino, il Costanzi di Roma, l’Opera di Barcellona e quella di Londra. Fondamentale fu anche la collaborazione con il costumista Caramba, nominato direttore artistico della Scala nel 1921 durante la direzione di Arturo Toscanini.

L’esposizione, allestita nella sala al piano terra del Museo del Gioiello, vuole offrire un affascinante viaggio tra moda, arte orafa e storia dello spettacolo. A completare il percorso sono due importanti documenti provenienti dall’Archivio Storico “Tullio Serafin”: una partitura originale della Turandot e una lettera autografa scritta da Maria Callas nel 1967 al Maestro Serafin, nella quale esprime il desiderio di incontrarlo nuovamente a Roma. “Il maestro fu un vero scopritore di talenti”, spiega Andrea Castello, presidente dell’Archivio Storico “Tullio Serafin” e direttore artistico del festival Vicenza in Lirica. "Nato a Rottanova di Cavarzere, nel veneziano, divenne uno dei più grandi direttori d’orchestra in Italia e nel mondo. Scoprì e guidò la formazione della Callas nel 1947, ma prima anche Maria Caniglia, Rosa Ponselle e molti altri artisti diventati grandi nomi della lirica nel mondo. Quindi, cogliamo sempre con favore occasioni di qualità come questa iniziativa del Museo del Gioiello per ricordare la figura di Serafin e l’amore per la lirica. La partitura della Turandot che si vedrà al Museo è quella usata dal Maestro proprio per l’interpretazione di Maria Callas durante la registrazione al Teatro alla Scala nel 1957".

I gioielli dialogano inoltre con due preziosi tessuti concessi dalla storica manifattura veneziana Rubelli, fondata nel 1858, creando un suggestivo confronto tra arti decorative e costumi teatrali. “Due teatri raccontati attraverso due tessuti. Avorio e oro per il lampasso che Rubelli aveva realizzato per le Sale Apollinee del Teatro La Fenice e chiamato per l’occasione Traviata in omaggio all’pera in scena per la riapertura nel 2003. E poi il damasco rosso realizzato per i palchi del Teatro alla Scala. Vorremmo che ci si possa così immergere nell’atmosfera che cantanti come Callas o Tebaldi trovavano in questi luoghi così importanti per la lirica e che è creata anche dagli arredi”, commenta Irene Favaretto, già ordinaria di Storia dell’archeologia all’Università di Padova e ora direttore della Fondazione Rubelli di Venezia.

Il catalogo della mostra, pubblicato da Silvana Editoriale, è arricchito da fotografie storiche che ritraggono i gioielli esposti indossati dalle più grandi voci della lirica.

Corona indossata da Maria Callas (1923-1977) per la "Turandot" di Giacomo Puccini, Milano, Sartoria Arrigo. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin
Corona indossata da Maria Callas (1923-1977) per la Turandot di Giacomo Puccini, Milano, Sartoria Arrigo. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin
Applicazione per abito con sfingi, Venezia, Collezione Sigfrido Cipolato. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin
Applicazione per abito con sfingi, Venezia, Collezione Sigfrido Cipolato. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin
Unghie realizzate per la "Turandot", Milano, Archivio Corbella. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin
Unghie realizzate per la Turandot, Milano, Archivio Corbella. Foto: Archivio Corbella, Ph. Michele Zanin

“Il gioiello di scena non è un semplice ornamento, ma un elemento narrativo capace di vivere insieme all’artista, amplificarne la presenza scenica e contribuire in modo determinante alla costruzione dell’identità del personaggio”, dichiara la curatrice Paola Venturelli. “La mostra è concepita come un piccolo compendio di creazioni eccellenti che, pur non preziose sotto il profilo materico, possiedono un altissimo valore espressivo e scenografico: gioielli che dialogano con la luce, con il movimento, con i costumi e accompagnano il visitatore nel mondo visionario del melodramma e del teatro d’opera, restituendone tutta la forza estetica e simbolica”.

“Esporre al Museo del Gioiello di Vicenza i gioielli di scena Corbella è per noi motivo di orgoglio. Già dal 1865 e in particolare ai tempi del mio trisnonno Achille, la Ditta Corbella, ”Prima Fabbrica Italiana di Gioielli e Armi per il Teatro“, ha ideato e prodotto gioielli teatrali che raggiunsero il loro apice nel periodo d’oro tra gli anni Venti e Quaranta del secolo scorso, quando la sintonia con i costumi di Caramba divenne irripetibile. I pezzi esposti in questa temporanea trasmetteranno al pubblico tutto il fascino che rendeva le grandi artiste della lirica come Pampanini, Tebaldi e Callas desiderose di indossarli”, sottolinea Angelica Corbella, discendente della storica dinastia di gioiellieri.

Parallelamente resta aperta al pubblico, fino al 2027, la mostra permanente Gioiello–Italia. Materia Tecnica Arte. Tra Antico e Moderno, anch’essa curata da Paola Venturelli e ospitata nelle sei sale del piano superiore del museo. L’esposizione raccoglie una selezione di opere, manufatti e gioielli provenienti da tredici musei e fondazioni italiane, realizzati in un arco temporale che va dal V secolo a.C. fino all’età contemporanea.

Attraverso questo percorso viene raccontata l’evoluzione della tradizione orafa italiana, mettendone in evidenza i momenti più significativi, le peculiarità territoriali e l’eccellenza tecnica e artistica. Il gioiello emerge così come espressione di una cultura complessa e stratificata, frutto del lavoro di artigiani, maestri e botteghe, ma anche di continui scambi culturali, sperimentazioni e dialoghi tra memoria storica e innovazione.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostra Dive e Gioielli in Scena. Corbella per Renata Tebaldi, Maria Callas e le interpreti della lirica
CittàVicenza
SedeMuseo del Gioiello
DateDal 09/06/2026 al 30/09/2026
CuratoriPaola Venturelli
TemiOpera lirica, Gioielli



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