A Torino la prima personale italiana dell'artista indonesiana Arahmaiani


Il PAV Parco Arte Vivente di Torino presenta la prima personale italiana dell’artista indonesiana Arahmaiani. Tra i temi, lo sfruttamento dell’ambiente, le donne e le minoranze.

Il PAV Parco Arte Vivente di Torino presenta Politics of Disaster. Gender, Environment, Religion, prima personale italiana dedicata ad Arahmaiani (Bandung, 1961), tra le più significative artiste indonesiane. Per il suo radicalismo e per le sue tematiche politiche, è stata spesso definita anticonformista, blasfema e trasgressiva. La mostra, curata da Marco Scotini e visitabile fino al 28 febbraio 2021, si concentra sulla carriera internazionale di Arahmaiani, con attenzione ai temi ambientali e ai soggetti oppressi, alle donne e alle minoranze.

L’approccio di Arahmaiani al femminismo si basa su un principio oppositivo di tensione ed “equilibrio tra energia femminile e maschile”, dove tutti gli aspetti della vita sono interconnessi. La sua trentennale ricerca affronta il genere e la religione, le lotte per la giustizia sociale e l’ecologia, come parametri fondamentali per una critica al biopotere, nella società profondamente patriarcale indonesiana. 

La sua attenzione su specifici eventi storici è spesso enfatizzata come una storia del “disastro” – disastro di genere, politico, ecologico, in relazione a cui Arahmaiani crea come una “sognatrice nomade”. 

Fin dai suoi esordi, si è avvicinata alla pratica artistica orientata a un approccio performativo come forma di attivismo politico. Viene arrestata dal regime militare a causa della sua controversa performance Independence Day (1983) e di alcune delle sue storiche esposizioni, come Sex, Religion and Coca Cola (1994) e Sacred Coke (1995), che hanno causato dure reazioni e violente polemiche. Etalase (Display Case), una vetrina che conteneva una statuetta di Budda, una Coca-Cola, il Corano e una confezione di preservativi, provocò nel 1994 l’ira dei fondamentalisti islamici tanto da costringerla a lasciare il suo paese. Altrettanto provocativo il suo dipinto Lingga-Yoni (1993) che rovescia l’iconografia induista dell’emblema fallico del lingam nella potenza femminile della yoni inserendo scritte arabe, malesi e hindi come concetto di unità cosmica. E ancora, nella sua performance His-Story (2000) invita il pubblico a scrivere sul suo corpo, in una società in cui nella sfera pubblica gli uomini non possono toccare le donne. 

Dal 2010, si è poi concentrata sulle questioni ambientaliste, a partire dalla regione dell’altopiano tibetano, dove ha collaborato attivamente con una comunità di monaci buddisti e abitanti dei villaggi locali per promuovere la conservazione ambientale. La mostra Politics of Disaster si apre con questo decennale progetto partecipativo posto al centro dello spazio espositivo: Memory of Nature (2013 – ongoing), in cui prende in prestito la forma del tempio di Borobudur a Java. Si tratta di un lavoro contemplativo e meditativo che evoca la memoria dell’universo ed enfatizza il valore del rispetto della natura.

La rassegna procede a ritroso nel tempo, proponendo diverse performance che l’artista ha dedicato, negli ultimi trent’anni, ai temi della mercificazione del corpo della donna e della distruzione ambientale. Un corpo soggetto a processi biopolitici che sembrano non fare differenza tra sfruttamento del lavoro riproduttivo delle donne e quello delle risorse naturali. Le due sale conclusive sono dedicate a due dei suoi lavori performativi più potenti, le performance Handle Without Care (1996) e His-Story (2000). 

La sua pratica, vicina al movimento delle donne in Indonesia, non è ascrivibile alle categorie del femminismo occidentale, troppo preoccupato per l’indipendenza e l’auto-affermazione individuale, rispetto allo stato di disuguaglianza e drammatica iniquità del ’sud del mondo’; la sua prossimità è piuttosto con le posizioni del femminismo marxista: la lotta per la liberazione della donna è una lotta di classe. 

La mostra è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e della Città di Torino.

Per info: www.parcoartevivente.it

Immagine, Arahmaiani, The Tibet Project (2010 - in corso). Progetto partecipativo community-based. Courtesy l’artista. 

A Torino la prima personale italiana dell'artista indonesiana Arahmaiani
A Torino la prima personale italiana dell'artista indonesiana Arahmaiani


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