Nell’ambito di ART CITY Bologna 2026, CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol di Bologna, presenta dal 6 febbraio al 26 maggio Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi, mostra personale del collettivo IOCOSE a cura di Federica Patti. Il progetto si inserisce nella nona edizione di das – dialoghi artistici sperimentali e si sviluppa nelle due sedi bolognesi di CUBO, Porta Europa e Torre Unipol, con un’anteprima stampa fissata per giovedì 5 febbraio alle 13:45 a Porta Europa, seguita dall’inaugurazione venerdì 6 febbraio alle 18:30 nella stessa sede e sabato 7 febbraio alle 18:30 alla Torre Unipol.
La mostra prende avvio da un contesto storico in cui la corsa allo spazio è tornata al centro del dibattito pubblico, alimentata da missioni private, promesse di futuri multiplanetari e da una retorica che propone l’esplorazione spaziale come inevitabile destino dell’umanità. Pointing Nemo intercetta questa attualità, concentrandosi in particolare sul movimento NewSpace, fenomeno che rilegge l’idea di colonizzazione spaziale secondo nuove logiche economiche e simboliche, spesso svincolate da reali presupposti scientifici. In questa visione, lo spazio si configura come una frontiera da capitalizzare, più che come un orizzonte condiviso, e diventa un dispositivo narrativo capace di generare consenso, desiderio e valore finanziario attorno a pochi protagonisti globali. Il progetto curatoriale osserva criticamente i miti fondativi di questa ideologia, mettendo in luce come il NewSpace si fondi sulla costruzione di narrazioni persuasive che trasformano l’innovazione tecnologica in promessa salvifica. In questo scenario, l’idea di progresso si intreccia con forme rinnovate di colonialismo e con un immaginario fortemente occidentale, che tende a riprodurre dinamiche di conquista piuttosto che di esplorazione. È in questo spazio di frizione tra ideologia, economia e immaginario che si colloca il lavoro di IOCOSE, collettivo attivo dal 2006 e impegnato in una riflessione critica sulle retoriche dell’innovazione tecnologica.
Le opere presentate a CUBO affrontano le contraddizioni della colonizzazione spaziale del XXI secolo, interrogando il rapporto con l’alterità, l’impatto economico ed ecologico sul pianeta Terra e la persistenza di uno sguardo che trasforma l’ignoto in risorsa da sfruttare. Il titolo della mostra rimanda a Point Nemo, il punto dell’Oceano Pacifico più distante da qualsiasi terra emersa, noto come luogo di dismissione di satelliti e stazioni spaziali. Questo riferimento diventa una chiave di lettura che sposta l’attenzione dall’orizzonte cosmico agli abissi terrestri, suggerendo una continuità tra l’immaginario dello spazio e le sue ricadute materiali sul pianeta.
Pointing Nemo connette lavori già noti del collettivo, come Moving Forward del 2016, a nuove produzioni inedite realizzate appositamente per l’occasione e presentate in anteprima a CUBO, tra cui Hic Sunt Dracones e PNT – Point Nemo Tower del 2026. Il percorso espositivo si articola come un dispositivo narrativo che alterna ironia e straniamento, privilegiando piccoli gesti e dettagli marginali per mettere in discussione le narrazioni dominanti del progresso. Per das.09, IOCOSE costruisce Nemo Heights, un’agenzia futurista immaginaria che promuove viaggi e investimenti nello spazio, simulando linguaggi e strategie comunicative tipiche del NewSpace. Nella sede di Porta Europa, all’esterno, è installata The Hollow Chorus (Geodome), una grande struttura geodetica in legno laccato del 2021. All’interno, opere come Moving Forward, un tapis roulant che costringe il corpo a un movimento continuo privo di avanzamento reale, traducono fisicamente l’idea di un progresso infinito ridotto a gesto ripetitivo. Il video Going to Earth to Benefit Space del 2022 affronta uno degli slogan ricorrenti del NewSpace, mostrando come la promessa di “andare nello spazio per aiutare la Terra” finisca per spostare altrove le responsabilità legate alla crisi climatica.
Alla Torre Unipol, il percorso assume un ulteriore livello critico e immaginativo. Lo spazio viene trasformato in Point Nemo Tower, una struttura simbolicamente rovesciata che guarda al futuro come se fosse già un tempo trascorso, restituendo un’immagine fatta di scarti, rovine simboliche e promesse disattese, accanto a video promozionali e oggetti da collezione. Con Hic Sunt Leones del 2024 e Hic Sunt Dracones, grandi stampe su tessuto rip-stop montate come paracaduti, IOCOSE recupera i motti della cartografia medievale utilizzati per indicare territori sconosciuti, traducendoli in codice binario e sovrapponendoli alle immagini delle precipitazioni su Point Nemo. L’operazione evidenzia la continuità tra le mappe coloniali del passato e le nuove geografie spaziali. The Fortune Teller del 2020, una serie di stampe circolari, completa il percorso suggerendo un futuro ridotto a previsione automatizzata e destino preconfezionato.
Come da tradizione della rassegna das, la mostra è accompagnata da un programma di incontri ed eventi che approfondiscono i temi affrontati dal progetto. Venerdì 6 febbraio, a Porta Europa, è previsto un live di Morra mc in collaborazione con NEU radio. Sabato 7 febbraio si tengono un incontro con gli artisti in dialogo con il critico e curatore Claudio Musso e, in serata, una sonorizzazione di Valeria Sturba alla Torre Unipol. Domenica 8 febbraio è in programma un talk con l’astrofisica e divulgatrice scientifica Edwige Pezzulli, mentre giovedì 9 aprile la presentazione del catalogo vede la partecipazione di IOCOSE ed Eva Diaz, docente al Pratt Institute di New York, in dialogo con la curatrice Federica Patti.
| Titolo mostra | Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi | Città | Bologna | Sede | spazi CUBO | Date | Dal 06/02/2026 al 26/05/2026 | Artisti | IOCOSE | Curatori | Federica Patti | Temi | Arte contemporanea, ART CITY Bologna |
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