Capodimonte apre la nuova Galleria delle Porcellane: esposti oltre 1.500 pezzi


Dall’11 giugno il Museo e Real Bosco di Capodimonte inaugura la nuova Galleria delle Porcellane con sedici sale e oltre 1.500 opere esposte. Il progetto, sostenuto dal Ministero della Cultura e da mecenati privati, riunisce uno dei più importanti nuclei ceramici europei.

Dall’11 giugno il Museo e Real Bosco di Capodimonte diretto da Eike Schmidt apre al pubblico la nuova Galleria delle Porcellane, un percorso articolato in sedici sale che rende visibile una selezione di uno dei più importanti nuclei ceramici d’Europa. La collezione comprende circa settemila pezzi tra porcellane e terraglie, in gran parte provenienti dalle raccolte borboniche e successivamente incrementate attraverso acquisizioni e donazioni dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri. Nel nuovo allestimento sono esposti oltre millecinquecento manufatti, mentre il conteggio complessivo include anche tutti gli elementi ripetitivi dei grandi servizi da tavola.

Per l’adeguamento degli ambienti il Ministero della Cultura ha stanziato un milione e centomila euro, mentre oltre settecentomila euro sono stati raccolti grazie al contributo di mecenati privati destinato all’allestimento progettato da Federico Forquet. In occasione dell’apertura viene inoltre pubblicato un catalogo breve curato da Angela Caròla-Perrotti ed edito da Paparo. L’iniziativa è promossa in collaborazione con la Regione Campania attraverso Scabec con fondi Campania Artecard. I visitatori possono inoltre usufruire di un’audioguida gratuita in italiano e in inglese, alla quale nei prossimi mesi si aggiungeranno ulteriori versioni linguistiche e strumenti destinati alla didattica.

L’ingresso al percorso si apre nell’atrio del piano nobile con Beata Fragilità del Bosco Amato (2024-2026), installazione site-specific di Diego Cibelli realizzata in porcellana biscuit e acquisita grazie al sostegno di Gianfranco D’Amato e di Brunella Trimarco, presidente della Fondazione Tridama. L’opera si presenta come una grande ghirlanda composta da centinaia di elementi fitomorfi, antropomorfi e zoomorfi, oltre a frutti e ortaggi che richiamano l’albero della cuccagna. Il lavoro si inserisce nella consuetudine di Capodimonte di mantenere un dialogo con la contemporaneità, come dimostrano le precedenti presenze di artisti quali Alberto Burri, Sol LeWitt, Mimmo Paladino e Christiane Löhr.

Galleria delle Porcellane, allestimento con l’installazione site-specific Beata Fragilità del Bosco Amato di Diego Cibelli. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Galleria delle Porcellane, allestimento con l’installazione site-specific Beata Fragilità del Bosco Amato di Diego Cibelli. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte

Il nuovo allestimento si collega idealmente al progetto avviato nel 1872 da Annibale Sacco, direttore della Casa Reale Savoia, che decise di riunire a Capodimonte le porcellane e le terraglie appartenute ai Borbone e distribuite nelle diverse residenze reali. Il percorso ingloba anche il celebre Salottino di Porcellana proveniente dalla Reggia di Portici. La storia delle porcellane di Capodimonte affonda le sue radici nel 1743, quando Carlo di Borbone fondò una manifattura all’interno del Real Bosco. L’attività ebbe una durata relativamente breve e cessò nel 1759, anno in cui il sovrano divenne re di Spagna e si trasferì a Madrid portando con sé anche numerosi specialisti impegnati nella produzione.

Il percorso espositivo prende avvio con la sala dedicata alle porcellane europee, nella quale trovano posto esemplari della manifattura di Meissen, la più antica d’Europa, giunti a Napoli come doni di Augusto III di Polonia alla figlia Maria Amalia in occasione delle nozze con Carlo di Borbone. Sono presenti anche opere provenienti dalla manifattura imperiale di Vienna, fondata nel 1718. Tra i pezzi esposti figura il déjeuner donato da Maria Carolina d’Asburgo-Lorena al marito Ferdinando IV di Borbone, con ritratti di famiglia in silhouette e vedute di Napoli e Vienna. Nella stessa sala è collocato anche il Genio della Pace, una delle opere più note della manifattura viennese. Due vasi a fuseau prodotti dalla manifattura di Sèvres tra il 1810 e il 1811 presentano invece i ritratti di Napoleone Bonaparte e di Maria Luisa d’Asburgo-Lorena e furono destinati a Carolina Bonaparte, regina di Napoli. Tra le opere più rilevanti della Real Fabbrica di Napoli compare inoltre il plateau decorato con una miniatura che riproduce l’Ercole al bivio di Annibale Carracci, dipinto appartenente alla collezione Farnese.

La sala dedicata a Carlo di Borbone conserva alcuni dei primi esemplari realizzati dalla Real Fabbrica di Capodimonte, tra cui il bacile a forma di conchiglia modellato da Giuseppe Gricci. Lo spazio ospita anche due opere dell’artista sudcoreana Yeesookyung, che utilizza frammenti di ceramiche rotte per creare nuove sculture. I pezzi assemblati provengono dagli scarti della manifattura recuperati negli anni Cinquanta durante lavori condotti nell’edificio che ospitava la fabbrica.

Galleria delle Porcellane, Salottino di Porcellana. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Galleria delle Porcellane, Salottino di Porcellana. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte

Nel Salone Camuccini convivono grandi dipinti di soggetto biblico e romano, sculture neoclassiche ottocentesche e un tavolo circolare risalente ai primi anni del XIX secolo, caratterizzato da un piano decorato con un mosaico proveniente dagli scavi di Ercolano. La Sala delle terraglie documenta la produzione in cosiddetta “creta all’uso inglese”. Sono esposti quattro vasi ad anfora della manifattura Del Vecchio, realizzati tra il 1812 e il 1818, le cui anse riproducono l’Ercole Farnese conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Vi trovano posto anche manufatti della manifattura Giustiniani e della fabbrica del barone Giuseppe Malvica a Palermo. La Sala dell’antico raccoglie porcellane ispirate alle scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei, tra cui i vasi con danzatrici ercolanesi e il gruppo in biscuit con quattro sacerdotesse inginocchiate che portano offerte a Iside.

La Sala Tagliolini è dedicata alla porcellana biscuit della manifattura Ferdinandea. Vi sono esposti i Trionfi di Bacco e Sileno di Filippo Tagliolini, mentre nella sala successiva si trova la Caduta dei giganti, eseguita tra il 1785 e il 1790 e considerata l’opera più celebre e di maggiori dimensioni realizzata in porcellana a Napoli nel XVIII secolo. Nello stesso ambiente trovano posto le teste di Seneca e Agrippina e il gruppo con la Diana d’Efeso, recente acquisizione del Ministero della Cultura per Capodimonte e presentata per la prima volta al pubblico.

La Sala della natura ospita il servizio con uccelli, originariamente composto da 306 elementi e oggi conservato in cinquanta esemplari superstiti. Sono raffigurate numerose specie, comprese varietà esotiche come pappagalli e tucani. Nello stesso ambiente è collocato il servizio decorato con frutta e ortaggi realizzato da Raffaele Giovine e donato nel 1819 da Francesco di Borbone al padre Ferdinando I. Trova spazio anche il servizio giallo di Sèvres, composto da 112 pezzi decorati con motivi legati a Dioniso.

Galleria delle Porcellane, Caduta dei Giganti di Filippo Tagliolini. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Galleria delle Porcellane, Caduta dei Giganti di Filippo Tagliolini. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte

Una delle tappe più note del percorso è rappresentata dal Salottino di Porcellana, concepito per Maria Amalia di Sassonia e originariamente collocato nella Reggia di Portici. I pannelli furono realizzati tra il 1757 e il 1759 nella Real Fabbrica di Capodimonte e trasferiti mediante ventisei calessi. Il salottino giunse al museo nel 1866. Le decorazioni rococò comprendono motivi floreali, animali esotici, figure fantastiche e iscrizioni in cinese, alcune delle quali contengono versi celebrativi dedicati al sovrano.

Nella saletta dedicata alla Real Fabbrica di Capodimonte è esposto il corredo d’altare destinato all’oratorio privato di Carlo di Borbone nella Reggia di Portici. Sono presenti anche l’Immacolata Concezione e la Pietà di Giuseppe Gricci. Quest’ultima rappresenta l’unico modello in terracotta di una porcellana conservato nelle raccolte del museo ed è stata acquisita nel 2025. La Sala dei ritratti borbonici espone il servizio con il plateau dell’eruzione del Vesuvio, commissionato da Francesco di Borbone e donato a Ferdinando I nel 1822. Nella Sala Murat trovano posto il Carro di Venere della manifattura Poulard-Prad e il servizio appartenuto a Carolina Murat.

La Sala delle vedute del Regno ricostruisce una tavola di corte di fine Settecento. Al centro è disposto il dessert in porcellana eseguito intorno al 1785 con figure modellate da Filippo Tagliolini. Nelle vetrine è esposto integralmente il Servizio delle vedute del Regno, composto da oltre quattrocento elementi. In seguito ribattezzato “Servizio dell’oca”, rappresentava il principale servizio destinato ai banchetti ufficiali e mostrava vedute di Napoli e dell’Italia meridionale apprezzate dai visitatori.

Galleria delle Porcellane, Carro di Venere della manifattura Poulard-Prad nella Sala Murat. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Galleria delle Porcellane, Carro di Venere della manifattura Poulard-Prad nella Sala Murat. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Galleria delle Porcellane, il Servizio Oca nella Sala delle vedute del Regno. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Galleria delle Porcellane, il Servizio Oca nella Sala delle vedute del Regno. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Galleria delle Porcellane, il Servizio Oca nella Sala delle vedute del Regno. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte
Galleria delle Porcellane, il Servizio Oca nella Sala delle vedute del Regno. Foto: Museo e Real Bosco di Capodimonte

Per la decorazione degli ambienti Federico Forquet ha tratto ispirazione dai pavimenti marmorei, dalle volte dipinte e da alcuni arredi storici. Le vetrine della Sala delle vedute del Regno sono dotate di fondi specchianti che consentono di osservare anche il retro delle porcellane e le iscrizioni identificative presenti sui piatti. Alla realizzazione dell’allestimento hanno contribuito diversi mecenati, tra cui i nipoti di Marella Agnelli Caracciolo di Castagneto, Jean e Irene Amic, Franck Giraud, Gonzague de Luze, Annette de La Renta, la Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti e Barbara Ward Orefici. Una sala è dedicata alla donazione effettuata nel 2023 dall’architetto don Aslan Sanfelice Forcella dei duchi di Bagnoli. Il nucleo comprende circa cento porcellane provenienti principalmente dalla Real Fabbrica Ferdinandea e da altre manifatture italiane ed estere. Grazie alla donazione sono entrati nelle raccolte del museo due vasi della manifattura di Caserta e tre piatti del celebre servizio farnesiano.

Dal 23 giugno prenderanno inoltre avvio i laboratori didattici Gioca con l’oca rivolti ai bambini dai sette agli undici anni e alle famiglie. L’attività prevede visite nelle nuove sale e un laboratorio basato sull’allestimento di una tavola reale attraverso riproduzioni tridimensionali del Servizio delle vedute del Regno. Gli appuntamenti sono in programma il 23 e il 30 giugno e il 7 luglio alle ore 11. La partecipazione è gratuita con il biglietto d’ingresso e la prenotazione avviene tramite posta elettronica.

Contestualmente l’Associazione Amici di Capodimonte Ets promuove la prima edizione della borsa di studio Ernesto Cilento, sostenuta da Grazia Maria De Ianni Cilento in memoria del marito, collezionista di porcellane. L’iniziativa, con una dotazione di diecimila euro annui, è destinata a giovani laureati in discipline umanistiche e prevede un biennio di tirocinio professionalizzante all’interno della struttura organizzativa dell’associazione.

"Per la prima volta nella storia di Napoli le straordinarie raccolte di porcellana del Museo e Real Bosco di Capodimonte sono visibili al pubblico una grandiosa esposizione che ricrea la magnificenza della vita nella Reggia Borbonica”, sottolinea il Direttore Eike Schmidt. “Si tratta di un passaggio importante per la storia stessa del museo che il prossimo anno celebrerà i suoi 70 anni, segnando anche l’inizio del riallestimento del primo piano con gli appartamenti reali. In 24 mesi di entusiasmante lavoro di squadra, che ha compreso il progetto di ricerca, abbiamo sviluppato l’idea che oggi ha preso forma: non più una semplice sezione dedicata alle porcellane ma un’esperienza immersiva sotto le grandi volte decorate della Reggia tra mobili preziosissimi, oggetti rari, animali imbalsamati, sete brillanti. Il salottino di Maria Amalia di Sassonia torna a risplendere e a incantarci con i suoi motivi orientali. Rispetto al progetto iniziale, le sale sono aumentate da dieci a sedici, individuando risorse private oltre che pubbliche, grazie al coinvolgimento di generosi mecenati. Altra innovazione è stata la scelta di anteporre all’ingresso della collezione storica l’opera site-specific di Diego Cibelli, che crea un punto d’avvio del percorso non solo fisico ma anche culturale, proponendosi ai visitatori, soprattutto ai più giovani, in un’ottica antica e contemporanea al tempo stesso. La visione allestitiva di un maestro assoluto qual è Federico Forquet, tornato nella sua Napoli per lasciarvi un segno epocale, fa di questa Galleria delle Porcellane un’attrazione unica per fascino ed eleganza nel panorama mondiale dei musei. Ma il risultato più importante che oggi festeggiamo è la restituzione di questo tesoro identitario di Capodimonte e di tutta la Nazione, finalmente valorizzato e promosso, a tutti i napoletani e alla fruizione pubblica”.




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