Genova, Palazzo Reale riapre tutte le sale con la nuova illuminazione


A Genova, Palazzo Reale riapre tutte le sale per la Festa della Repubblica ingresso gratuito, concerto del Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice e il ritorno di importanti opere legate alla storia della famiglia Durazzo. Concluso il cantiere PNRR che ha dotato il museo di un nuovo impianto di illuminazione.

Una nuova luce per riscoprire uno dei luoghi simbolo della storia e dell’arte di Genova. In occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno 2026, Palazzo Reale riapre integralmente al pubblico tutte le sale del Secondo piano nobile dopo la conclusione del grande intervento realizzato nell’ambito dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La giornata sarà accompagnata dall’ingresso gratuito al museo, da un concerto del Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice e dalla presentazione di importanti opere che tornano a dialogare con gli ambienti storici del palazzo, tra cui i busti di Giovan Luca ed Eugenio Durazzo e il ritratto di Annamaria Balbi.

L’appuntamento rappresenta un momento significativo per i Musei Nazionali di Genova, che celebrano il completamento di uno dei principali interventi infrastrutturali degli ultimi anni all’interno della residenza storica. Il progetto ha riguardato la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione destinato a migliorare la fruizione degli ambienti e delle collezioni, introducendo soluzioni tecnologiche avanzate capaci di valorizzare il patrimonio artistico e architettonico del complesso.

Genova, Palazzo Reale. Foto: Daria Vinco
Genova, Palazzo Reale, galleria degli specchi. Foto: Daria Vinco

L’intervento, concluso nei tempi previsti, ha interessato l’intero percorso museale e ha permesso di restituire pienamente alla visita tutte le sale del Secondo piano nobile. Il nuovo sistema illuminotecnico è stato progettato per ricreare una luce più vicina possibile a quella naturale diurna, consentendo una lettura più accurata delle opere d’arte e degli apparati decorativi che caratterizzano gli ambienti del palazzo. Oltre al miglioramento della qualità visiva, il nuovo impianto garantisce un significativo efficientamento energetico e introduce la possibilità di modulare l’illuminazione attraverso diversi scenari programmabili. Il sistema può inoltre essere controllato da remoto, offrendo una gestione più flessibile e sostenibile degli spazi museali.

“È con grande soddisfazione che riapriamo al pubblico tutte le sale del Museo di Palazzo Reale dopo la conclusione del nuovo impianto di illuminazione realizzato con i fondi PNRR”, dichiara la direttrice Alessandra Guerrini. “L’intervento si è concluso nei tempi previsti ed è stato pensato per migliorare la leggibilità delle opere d’arte e delle sale storiche. Un cantiere delicato, per cui ringrazio il personale tecnico dei Musei Nazionali, i progettisti, la direzione lavori e le imprese che hanno operato con grande attenzione. Invitiamo tutti i genovesi, i cittadini italiani e tutti i turisti a venire a riscoprire il loro palazzo che da oggi brilla sotto una nuova luce”.

La riapertura completa delle sale si inserisce nel programma delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, durante la quale il museo sarà accessibile gratuitamente per l’intera giornata del 2 giugno. L’iniziativa si propone di favorire la partecipazione del pubblico e di offrire l’opportunità di visitare nuovamente il percorso museale alla luce delle novità introdotte dall’intervento appena concluso. Tra gli appuntamenti previsti figura anche il concerto “Over the Rainbow”, in programma alle 17.00. Protagonista sarà il Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice, che porterà negli ambienti del palazzo un repertorio dedicato ad alcune delle più celebri pagine della musica internazionale. Il programma comprende composizioni di Jacques Offenbach, Leonard Bernstein, Richard Rodgers, Harold Arlen, Carl Orff e altri autori che hanno segnato la storia della musica tra Ottocento e Novecento. L’esecuzione sarà accompagnata al pianoforte da Enrico Grillotti. Per assistere al concerto è prevista la prenotazione obbligatoria tramite l’indirizzo e-mail del museo, poiché i posti disponibili sono limitati.

Accanto alle novità legate all’illuminazione e alla programmazione musicale, Palazzo Reale arricchisce il proprio percorso espositivo con il ritorno di opere profondamente legate alla storia dell’edificio e della famiglia che ne determinò la trasformazione in una delle più prestigiose dimore aristocratiche della città. A Palazzo Reale arrivano dunque i busti marmorei di Giovan Luca Durazzo ed Eugenio Durazzo, due dei più influenti esponenti della casata che acquistò il palazzo nel 1679. Il loro ritorno negli ambienti originari rappresenta un evento di particolare rilevanza storica e simbolica, poiché consente di ricostruire una parte importante della memoria della residenza. Fu proprio sotto la guida dei Durazzo che il palazzo conobbe una delle sue stagioni più ambiziose. A loro si deve infatti il grande ampliamento dell’edificio, che comportò la realizzazione di un nuovo atrio monumentale, di scenografici scaloni, di un ampio cortile, del giardino e del celebre Teatro del Falcone. Per il progetto fu chiamato Carlo Fontana, allievo ed erede della tradizione berniniana e figura centrale dell’architettura barocca europea tra XVII e XVIII secolo. I busti che raffigurano Giovan Luca ed Eugenio Durazzo costituiscono una testimonianza concreta di quella stagione di rinnovamento. Le opere furono realizzate da alcuni dei principali interpreti della scultura barocca genovese, Filippo Parodi e Bernardo e Francesco Maria Schiaffino, e riflettono pienamente il linguaggio artistico che aveva trasformato Roma nei decenni precedenti.

Francesco Maria Schiaffino, Ritratto di Eugenio Durazzo
Francesco Maria Schiaffino, Ritratto di Eugenio Durazzo

Le figure emergono dal marmo con una vitalità e una ricchezza espressiva che testimoniano la volontà dei committenti di aderire alle più aggiornate tendenze artistiche dell’epoca. Il loro ritorno a Palazzo Reale assume quindi il valore di una ricomposizione storica, restituendo alle sale una presenza che dialoga direttamente con il progetto dinastico e culturale elaborato dalla famiglia Durazzo nel momento di massimo splendore della propria ascesa sociale. I Musei Nazionali di Genova hanno espresso particolare gratitudine nei confronti dell’attuale proprietaria delle opere, erede del marchese Stefano Durazzo, che ha reso possibile la realizzazione dell’esposizione e il temporaneo ritorno dei due busti nella loro sede storica.

Un altro importante recupero riguarda il ritratto di Annamaria Balbi, moglie di Eugenio Durazzo, che torna nelle sale del palazzo dopo una lunga assenza durata quasi due secoli. L’opera riveste un particolare interesse sia dal punto di vista storico sia sotto il profilo artistico. La nobildonna è rappresentata con un prezioso abito ispirato alla moda parigina della metà del Seicento. L’elegante veste è caratterizzata da raffinati ricami in argento, decorazioni floreali, fiocchi rossi e ricchi pizzi bianchi che testimoniano il gusto aristocratico dell’epoca. A completare l’immagine contribuiscono i preziosi gioielli che adornano non soltanto il collo e il corpo della donna, ma anche i suoi capelli scuri. La tela è attribuita con certezza a Giovanni Maria Delle Piane, noto come il Mulinaretto, uno dei più celebri ritrattisti attivi nella Genova tra Seicento e Settecento. L’opera lasciò Palazzo Reale nel 1824, quando la famiglia Durazzo cedette la residenza alla dinastia sabauda. Il suo ritorno permette oggi di ricostruire con maggiore completezza la storia della committenza e delle relazioni familiari che caratterizzarono la vita del palazzo.

Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto, Ritratto di Annamaria Balbi
Giovanni Maria Delle Piane detto il Mulinaretto, Ritratto di Annamaria Balbi

L’esposizione si arricchisce inoltre di un ulteriore ritratto scultoreo, il busto in gesso raffigurante Carlo Goldoni. L’opera si trovava originariamente nel Teatro del Falcone ed è attribuita a Domenico Carli, che la realizzò probabilmente nel 1876 su commissione dell’Accademia Filodrammatica Italiana. La scelta iconografica risulta particolarmente interessante. Lo scultore non rappresenta infatti il celebre commediografo nella maturità, ma ne propone un’immagine giovanile, richiamando il periodo del soggiorno genovese del 1736. Il busto contribuisce così a rafforzare il legame tra Palazzo Reale e la tradizione teatrale cittadina, evocando uno dei protagonisti assoluti della cultura italiana del Settecento.

L’insieme delle novità presentate in occasione della Festa della Repubblica testimonia la volontà dei Musei Nazionali di Genova di coniugare tutela, innovazione tecnologica e valorizzazione storica. Da un lato il nuovo impianto di illuminazione consente una fruizione più efficace e sostenibile del patrimonio; dall’altro il ritorno di opere strettamente legate alla storia della famiglia Durazzo permette di recuperare frammenti significativi dell’identità originaria della residenza.




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