Ha preso servizio nei giorni scorsi il nuovo direttore di Palazzo Taglieschi ad Anghiari (Arezzo): si tratta del professor Marco Musmeci, proveniente dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dove ricopriva l’incarico di funzionario tecnico specialista per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Nato a Rimini, Musmeci si è laureato in Architettura all’Università degli Studi di Firenze ed è in organico al Ministero della Cultura da oltre quindici anni. Nel corso della carriera ha affiancato all’attività tecnica incarichi di natura amministrativa e accademica. È stato vicesindaco e assessore alla Cultura, Turismo e Comunicazione del Comune di Montegridolfo, in provincia di Rimini, e svolge attività di docenza a contratto presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, nel corso di laurea in Ingegneria Civile, dove tiene gli insegnamenti di Recupero e conservazione degli edifici e di Composizione architettonica e urbana.
Durante l’esperienza alla Soprintendenza di Ravenna ha assunto diversi incarichi di responsabilità. Tra questi, quello di responsabile di zona per la tutela dei monumenti e del paesaggio nelle aree della Valle del Savio, della Valle del Rubicone e della Bassa Romagna. Ha inoltre diretto l’Area funzionale del Patrimonio demoetnoantropologico e immateriale e il Settore Beni storico-artistici per l’intero territorio romagnolo. In tale veste ha seguito, tra gli altri interventi, il restauro della pala ravennate con il Compianto di Cristo deposto di Giorgio Vasari.
Tra il 2021 e il 2024 ha operato presso la Direzione regionale Musei nazionali del Lazio, dove ha ricoperto la direzione del Museo Archeologico Nazionale e dell’Area Archeologica di Casinum a Cassino, in provincia di Frosinone. Nello stesso periodo è stato direttore del Comprensorio archeologico, oggi Parco archeologico, di Minturnae, dell’Antiquarium minturnese e del Ponte Real Ferdinando a Minturno, in provincia di Latina. In quel contesto ha contribuito al percorso che ha portato all’ottenimento del riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Palazzo Taglieschi sorge nel cuore del quartiere quattrocentesco del Borghetto, ad Anghiari, e costituisce una dimora patrizia nata dall’accorpamento di diverse case-torri di impianto medievale. L’edificio ospita il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere, istituito per volontà del sacerdote anghiarese Don Nilo Conti attraverso un legato testamentario. Il percorso espositivo si sviluppa in circa venti sale distribuite su più livelli e presenta un insieme articolato di frammenti lapidei, affreschi rinascimentali, pale d’altare e dipinti di varie epoche. Di particolare rilievo è il nucleo di sculture lignee e fittili databili tra il XIII e il XVIII secolo, che comprende esempi di terrecotte invetriate robbiane. A ciò si affianca una raccolta di oggetti legati alla vita e alle tradizioni popolari dell’Alta Valtiberina, a testimonianza dell’attenzione riservata alla cultura materiale del territorio.
Negli ultimi anni l’offerta si è ampliata con l’esposizione delle opere del pittore Fausto Vagnetti e con una selezione di ceramiche locali. Tra le opere di maggiore rilevanza figura la scultura lignea della Madonna col Bambino di Jacopo della Quercia, datata 1420, considerata uno dei capolavori conservati nel museo. Intanto è già fissato un appuntamento per il pubblico. Domenica 1° marzo 2026, in occasione della prima domenica del mese, Palazzo Taglieschi sarà aperto dalle 10 alle 15, con ultimo ingresso alle 14, e l’accesso sarà gratuito.
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