Il patrimonio culturale di BPER Banca viene ripensato come sistema relazionale e diffuso attraverso i Poli Culturali BPER, un progetto che riconfigura sedi storiche, collezioni artistiche e archivi in una rete articolata tra funzioni espositive, attività di ricerca e programmi educativi. L’iniziativa si fonda sull’idea che la conservazione del patrimonio implichi la costruzione di una relazione strutturata con i territori, le comunità e le forme della memoria collettiva.
Il progetto, coordinato da La Galleria BPER, si configura come un sistema unitario che connette Modena, Ferrara e L’Aquila attraverso palazzi storici riconvertiti a funzione culturale e una rete di sedi diffuse sul territorio nazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di superare la logica di collezioni e istituzioni autonome, per costruire una infrastruttura culturale integrata capace di mettere in relazione opere, architetture e identità territoriali.
Il percorso si inserisce in una traiettoria avviata nel 2017 con la nascita de La Galleria BPER e con l’apertura della pinacoteca di Modena, prima sede accessibile al pubblico. Da quel momento il sistema ha sviluppato un’attività continuativa fatta di restauri, mostre, pubblicazioni scientifiche, quaderni di studio, progetti educativi, collaborazioni istituzionali e iniziative di ricerca, estendendo progressivamente la propria presenza in diverse città italiane.
I Poli Culturali BPER conservano oggi un patrimonio articolato che comprende oltre 10.000 opere, di cui più di 2.500 considerate di particolare pregio. Le attività hanno coinvolto oltre 50.000 visitatori, con 27 mostre realizzate dal 2017, 25 cataloghi pubblicati, un archivio storico composto da più di 7.000 unità archivistiche e sei quaderni d’archivio. Il patrimonio si sviluppa attraverso dipinti, sculture, disegni, stampe, arredi e materiali documentari che coprono un arco cronologico dal Quattrocento alla contemporaneità.
La struttura del progetto si articola inoltre in una rete di nuclei territoriali che comprende Milano, Sondrio, Brescia, Modena, Ferrara, Genova, L’Aquila, Avellino e Sassari, delineando una geografia culturale diffusa che riflette la storia delle realtà confluite nel Gruppo. In questo quadro, la cultura viene interpretata come infrastruttura sociale, capace di generare processi di crescita, partecipazione e responsabilità civile.
Tra le esposizioni più recenti a Modena si colloca la mostra La virtù e la grazia. Figure di donne nella pittura barocca, in programma dal 3 aprile al 28 giugno 2026 e curata da Lucia Peruzzi. Il progetto espositivo propone un’indagine sulla rappresentazione della figura femminile nella pittura del Seicento, attraverso opere provenienti dalla collezione del Gruppo BPER e prestiti istituzionali e privati.
La visione complessiva dei Poli Culturali si fonda su una serie di principi dichiarati. Le collezioni sono concepite come patrimonio condiviso e non come insieme chiuso di opere. Le relazioni tra opere, edifici e archivi vengono interpretate come strumenti per la lettura delle identità territoriali e delle memorie civili. Il recupero delle sedi storiche si traduce in processi di rigenerazione culturale, con la trasformazione degli edifici in spazi pubblici accessibili. Il progetto integra inoltre pratiche di inclusione, accessibilità e formazione, con particolare attenzione ai pubblici più giovani. La dimensione culturale viene infine inserita all’interno delle strategie ESG del Gruppo, con un’esplicita connessione tra produzione culturale e responsabilità sociale.
Sul piano geografico e curatoriale, Modena rappresenta il centro di coordinamento del sistema. Palazzo San Carlo ospita la direzione scientifica e la pinacoteca, oltre al nucleo storico della collezione emiliano-romagnola. Le opere coprono un arco temporale che va dal Quattrocento al Settecento e includono artisti come Lendinara, Correggio, i Carracci, Guercino, Guido Reni ed Elisabetta Sirani, oltre a presenze di arte moderna e contemporanea. Modena viene indicata come luogo di elaborazione e raccordo dell’intero progetto.
Ferrara costituisce invece il polo dedicato alla pittura ferrarese ed emiliana dal Quattrocento al Novecento. Palazzo Barbantini-Koch, già sede storica della cassa di risparmio cittadina, viene destinato a spazio espositivo permanente e a luogo di programmazione scientifica. Il percorso include opere di Tiziano Vecellio, Guercino, Ortolano, Giuseppe Zola, Filippo De Pisis, Giuseppe Mentessi, Gaetano Previati e Jules Van Biesbroeck. A queste si affianca un programma di mostre temporanee. La prima esposizione, prevista a inizio ottobre 2026, sarà dedicata al tema del fiore nell’arte italiana tra Ottocento e primo Novecento, con opere di Hayez, Segantini, Previati e Casorati.
L’Aquila assume un ruolo centrale nel progetto di riconversione culturale delle sedi. Palazzo Farinosi-Branconio, gravemente danneggiato dal sisma del 2009 e oggetto di un intervento di restauro conservativo, è destinato a riaprire nell’estate 2026. Il progetto espositivo si concentra sull’arte dell’Italia centro-meridionale dal Rinascimento al primo Novecento, includendo artisti come Saturnino Gatti, Cola dell’Amatrice, il Maestro dei Polittici Crivelleschi, Luca Giordano, Mattia Preti, Salvator Rosa, Francesco Paolo Michetti e Teofilo Patini. L’intervento si inserisce nel processo di rigenerazione del centro storico cittadino.
Ulteriori sedi contribuiscono alla costruzione del sistema. Genova ospita uno spazio dedicato alla quadreria ligure e al Barocco genovese, attivato per iniziative e aperture speciali. Brescia, attraverso Palazzo Martinengo di Villagana, accoglie nuclei di arte lombarda e progetti sviluppati con istituzioni locali. Milano, nella sede di BPER Banca Private Cesare Ponti, è destinata a iniziative legate alla contemporaneità e al dialogo con artisti attuali. Sondrio sviluppa un programma incentrato sul rapporto tra patrimonio e identità territoriale, mentre Sassari ospita la direzione generale del Banco di Sardegna e la collezione dedicata alla storia artistica dell’isola.
Il progetto si estende inoltre attraverso una rete di sedi diffuse che contribuiscono alla definizione di una presenza culturale nazionale articolata. Le collezioni aziendali comprendono dipinti, sculture, disegni, stampe, arredi e materiali archivistici, con nuclei territoriali distribuiti tra diverse città italiane.
Un ruolo centrale è attribuito alla digitalizzazione del patrimonio. Dal 2022 è stato avviato un progetto in collaborazione con il Dipartimento di Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia, finalizzato alla pubblicazione di documenti archivistici sulla piattaforma digitale Lodovico. L’Archivio Storico BPER, riconosciuto tra i principali nuclei archivistici bancari italiani di interesse storico, conserva oltre 150 anni di documentazione relativa a più di trenta istituti confluiti nel Gruppo, con registri, corrispondenze, fotografie e fondi storici.
Sul piano della governance, il sistema è coordinato da La Galleria BPER e si avvale delle competenze di figure dedicate alla gestione del patrimonio e alla programmazione curatoriale. Sabrina Bianchi, responsabile del Patrimonio Culturale di BPER, definisce le linee strategiche del progetto e le relazioni istituzionali. Greta Rossi coordina le attività scientifiche, conservative e curatoriali delle collezioni.
Il modello operativo si fonda su una rete multidisciplinare che include storici dell’arte, curatori, architetti, restauratori, università, centri di ricerca e istituzioni culturali nazionali e internazionali. Tra i partner figurano studi di progettazione e restauro, società di produzione di mostre e operatori culturali specializzati, tra cui Migliore+Servetto per il sistema di identità e comunicazione, Progettisti Associati per Ferrara, Studio Inverardi per L’Aquila, Fratelli Barattelli per il restauro degli affreschi, Il Sole 24 Ore Cultura per le mostre temporanee, Civita Mostre e Musei per la gestione operativa e Moebius per la produzione editoriale e libraria.
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