Riapre il primo piano del Museo Archeologico Nazionale di Altamura dopo tre anni di lavori


Concluso il primo intervento di recupero e riallestimento finanziato con fondi PNRR e statali. Tornano esposti i reperti delle Murge baresi con un nuovo percorso che punta su accessibilità, tecnologie immersive e divulgazione.

Dopo tre anni di chiusura riapre al pubblico il percorso espositivo del primo piano del Museo Archeologico Nazionale di Altamura (Bari), completamente rinnovato grazie a un primo ciclo di interventi di recupero, riammodernamento e riallestimento finanziato in parte con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e in parte con fondi statali. Il nuovo allestimento restituisce alla piena fruizione una delle sezioni più importanti del museo, dedicata alla storia del territorio delle Murge baresi tra l’età del Ferro e l’Alto Medioevo, introducendo al tempo stesso nuove modalità di comunicazione e di visita che fanno ricorso anche a esperienze immersive. Con la riapertura tornano visibili al pubblico numerosi reperti provenienti da Altamura e dai centri del territorio circostante, testimonianze fondamentali per ricostruire la storia dell’area in epoca antica. Il percorso espone tesoretti monetali, manufatti in bronzo, gioielli, statuine fittili e vasi figurati, materiali che raccontano lo sviluppo delle comunità che abitarono le Murge baresi e che costituiscono una parte significativa delle collezioni del museo.

L’intervento rappresenta la prima fase di un più ampio programma di valorizzazione che interessa il Museo Archeologico Nazionale di Altamura e che proseguirà nei prossimi anni con nuovi cantieri e ulteriori riallestimenti. L’obiettivo è quello di rinnovare progressivamente il percorso espositivo, aggiornandolo sia dal punto di vista scientifico sia sotto il profilo della comunicazione e dell’accessibilità, per rendere il museo sempre più aperto a pubblici differenti.

Le sale del primo piano accompagnano i visitatori attraverso gli sviluppi storici del territorio delle Murge baresi tra l’età del Ferro e l’Alto Medioevo, ricostruendo le vicende delle popolazioni che abitarono quest’area e il ruolo assunto da alcuni dei principali insediamenti dell’antica Peucezia. Al centro del racconto figurano infatti i centri di Altamura, Gravina, Jesce e Toritto, protagonisti dei processi storici, culturali ed economici che caratterizzarono questa parte della Puglia nel corso dei secoli.

Nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Altamura. Foto: Castello Svevo di Bari - Direzione regionale Musei nazionali Puglia
Nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Altamura. Foto: Castello Svevo di Bari - Direzione regionale Musei nazionali Puglia

Uno degli aspetti sui quali si concentra il progetto riguarda l’innovazione delle modalità di divulgazione. Il museo amplia infatti la propria proposta scientifica e didattica introducendo nuovi strumenti di comunicazione: l’obiettivo è offrire una visita capace di coinvolgere pubblici differenti, favorendo una comprensione più immediata del patrimonio archeologico e delle vicende storiche che esso documenta. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità. Il nuovo percorso comprende ausili tattili destinati a favorire una fruizione più inclusiva, pannelli esplicativi bilingui e un linguaggio pensato per risultare semplice e chiaro, senza rinunciare al rigore scientifico. La scelta mira a rendere più diretto il dialogo con i visitatori e a rafforzare il rapporto con le nuove generazioni, individuate come uno dei principali destinatari del rinnovamento museografico.

Ad aprire la visita è una nuova sezione multimediale che introduce il pubblico alla storia del territorio, offrendo una panoramica sulla lunga evoluzione di un’area nella quale valori archeologici, storici e paesaggistici risultano strettamente intrecciati. Attraverso contenuti digitali e strumenti audiovisivi il visitatore può esplorare le principali tappe dello sviluppo delle Murge baresi, comprendendo il contesto nel quale si collocano i reperti esposti nelle sale successive. Il museo intende così raccontare non soltanto gli oggetti conservati nelle proprie collezioni, ma anche il paesaggio culturale dal quale essi provengono, mettendo in relazione gli insediamenti antichi, le trasformazioni dell’ambiente e le dinamiche storiche che hanno interessato il territorio nel corso dei millenni.

Il progetto di riallestimento rientra tra le principali azioni di valorizzazione del patrimonio culturale promosse dal Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia. L’intervento è stato realizzato sotto la responsabilità dell’architetto Francesco Longobardi, mentre la progettazione è stata affidata all’architetto Donatella Campanile, che ha anche diretto i lavori. Il progetto scientifico del nuovo percorso espositivo è stato curato dall’archeologa Carla Bagnulo, mentre il coordinamento generale dell’intervento è stato seguito da Ebe Chiara Princigalli, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Altamura.

La riapertura del primo piano rappresenta però soltanto una tappa di un più ampio programma di trasformazione della struttura museale. Sono infatti già in fase di progettazione ulteriori interventi destinati ad ampliare il percorso espositivo e a valorizzare nuove sezioni dedicate alla storia del territorio.

Tra i progetti già avviati figura la realizzazione di uno spazio dedicato alla città di Altamura e al sito archeologico di La Croce, che si trova nelle immediate vicinanze del museo. Per quest’area sono attualmente allo studio soluzioni progettuali finalizzate a valorizzarne il potenziale archeologico e a integrarlo maggiormente all’interno del racconto proposto dal museo.

Nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Altamura. Foto: Castello Svevo di Bari - Direzione regionale Musei nazionali Puglia
Nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Altamura. Foto: Castello Svevo di Bari - Direzione regionale Musei nazionali Puglia

Parallelamente proseguiranno anche gli interventi all’interno dell’edificio con il completo riallestimento della sezione dedicata alla preistoria, destinata a ripercorrere le fasi più antiche del popolamento delle Murge. Il futuro percorso accompagnerà i visitatori dalle prime testimonianze della presenza umana fino all’età del Bronzo, ricostruendo l’evoluzione delle comunità che abitarono il territorio nel corso della preistoria.

Particolare rilievo sarà riservato all’Uomo di Altamura, uno dei più importanti ritrovamenti paleoantropologici europei, che costituirà uno dei punti centrali della nuova sezione. Il percorso approfondirà inoltre le origini delle comunità neolitiche che si svilupparono nell’area, illustrando i profondi cambiamenti economici, sociali e culturali introdotti dall’affermarsi dell’agricoltura e della sedentarizzazione.

Il riallestimento dedicherà spazio anche ai contesti dell’età del Rame emersi nei siti di Laterza e di Grotta Nisco, testimonianze fondamentali per comprendere le trasformazioni che interessarono il territorio in una fase cruciale della preistoria italiana. Il racconto si concluderà con un approfondimento dedicato ai rapidi sviluppi culturali verificatisi tra la prima e la tarda età del Bronzo, periodo durante il quale le comunità dell’Italia meridionale consolidarono reti di scambio, innovazioni tecnologiche e nuove forme di organizzazione sociale che prepararono le trasformazioni successive documentate nelle sezioni oggi riaperte del museo.




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