Sarsina, riapre il Museo Archeologico Nazionale dopo restauro e adeguamento sismico


Il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina riapre il 23 giugno dopo un intervento da 1,5 milioni di euro su struttura e allestimenti. Lavori su vulnerabilità sismica, nuovi percorsi accessibili, riallestimento e identità visiva rinnovata. Presenti istituzioni e direzione museale.

Il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina (Forlì-Cesena) riapre al pubblico il 23 giugno 2026 dopo un intervento di rinnovamento che ha coinvolto sia la struttura sia l’allestimento museale. La riapertura avviene alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del direttore dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna Luigi Gallo, del già direttore Costantino D’Orazio e del sindaco di Sarsina Enrico Cangini.

Il progetto complessivo, dal valore di 1,5 milioni di euro, ha riguardato il miglioramento della vulnerabilità sismica dell’edificio, il rinnovo degli spazi espositivi, l’introduzione di nuovi percorsi accessibili e la definizione di una nuova identità visiva, che si affianca all’accessibilità fisica già presente nel museo. L’intervento si inserisce in un percorso di aggiornamento progressivo avviato nei mesi precedenti, dopo una prima presentazione della Sala di Rufus nell’agosto scorso e una serie di aperture straordinarie tra la fine del 2025, che hanno registrato circa 400 presenze tra visite guidate ed eventi.

Gli interventi strutturali hanno interessato circa 1.600 metri quadrati distribuiti su tre livelli. Il progetto di consolidamento, restauro e riduzione della vulnerabilità sismica è stato curato e diretto dall’ingegnere Massimo Mariani. Le opere hanno previsto una cerchiatura degli ambienti tramite tiranti passivi aderenti alle pareti, con la funzione di collegare le diverse strutture murarie del complesso e migliorare la risposta dell’edificio alle sollecitazioni sismiche.

Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo

Il nuovo allestimento museale è stato progettato dallo studio Balletti&Sabbatini architetti. Il percorso espositivo è costruito attorno a un linguaggio contemporaneo e misurato, con una forte attenzione alla leggibilità delle opere e alla loro fruizione. Gli ambienti adottano una gamma cromatica differenziata: grigio-azzurro al piano terra e tonalità più calde ai livelli superiori, scelta pensata per dialogare con i materiali dei reperti e con la loro presenza plastica. Il sistema di illuminazione contribuisce alla definizione del percorso di visita, con soluzioni che puntano a un equilibrio tra visibilità e controllo della luce.

Il lighting design è stato sviluppato dagli architetti Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi secondo criteri di efficienza energetica, sostenibilità gestionale e qualità percettiva. L’illuminazione è stata progettata per risultare discreta e funzionale alla lettura dei reperti. Particolare attenzione è stata dedicata alla Sala di Rufus, dove il grande mausoleo riceve un’illuminazione scenografica e resta visibile anche dall’esterno nelle ore notturne, configurandosi come elemento di relazione tra museo e tessuto urbano.

Sul piano della comunicazione museale è stato sviluppato un progetto specifico a cura di FrameLAB – Multimedia & Digital Storytelling dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Il nuovo impianto di testi e identità visiva è disponibile in italiano e inglese e utilizza codici cromatici per distinguere le diverse tipologie di reperti, con l’obiettivo di rendere la visita più leggibile e accessibile.

Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo
Allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. Foto: Ornella De Carlo

Grazie ai fondi PNRR e alla progettazione dell’architetto Fabio Fornasari sono stati realizzati ulteriori interventi dedicati all’accessibilità. Tra questi figura un video introduttivo al museo anche in lingua LIS e un percorso visuotattile che accompagna il visitatore lungo le sale espositive, ampliando le modalità di fruizione del patrimonio. Il percorso museale è stato aggiornato attraverso il lavoro di un comitato tecnico-scientifico e la collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. L’aggiornamento ha integrato le più recenti evidenze archeologiche, tra cui l’imponente Capitolium e le testimonianze delle fasi successive della città fino al Medioevo. Il museo propone così un racconto che copre un arco cronologico dalla preistoria alla tarda antichità, con un’attenzione particolare alla Sarsina romana nel periodo di massimo sviluppo.

Dal 24 giugno riprenderanno inoltre le attività di valorizzazione dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna in collaborazione con il Comune di Sarsina. Il programma comprende visite guidate, laboratori, eventi musicali, workshop e conferenze, con calendario in via di pubblicazione sul nuovo sito del museo, disponibile al link Museo Archeologico Nazionale di Sarsina.

Dichiarazioni

“La riapertura del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina è l’occasione per un momento di festa condivisa che assume un profondo significato per le Istituzioni, per la comunità dei sarsinati e per chiunque voglia comprendere a fondo la fisionomia autentica, culturale e civile dell’Italia”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “Ritengo sia nostro dovere lavorare affinché sempre più cittadini possano apprezzare l’impareggiabile, stratificato e preziosissimo patrimonio culturale italiano, in questo caso attraverso percorsi che accompagnano il visitatore in modo accessibile, accogliente e coinvolgente lungo un arco cronologico che va dalla preistoria alla tarda antichità. Le opere custodite in questo museo sono anche l’emblema di quello che dovrebbe essere il nostro rapporto con il patrimonio: la partecipazione a una forza, a una ricchezza, a una vera e propria ‘energia vitale’ che raccoglie il senso della nostra appartenenza e ci orienta – conclude - verso l’avvenire”.

“La riapertura del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina rappresenta un momento di grande valore non solo sul piano culturale, ma anche per la vita della comunità”, dice Luigi Gallo, Direttore Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. “Questo museo non è soltanto un luogo di conservazione e studio, ma uno spazio di identità condivisa, in cui la storia del territorio continua a riflettersi e a rinnovarsi nel rapporto con i cittadini. Restituire oggi questi ambienti completamente rinnovati, grazie anche al considerevole investimento economico da parte della Direzione Generale Musei, significa offrire alla comunità un luogo più accessibile, accogliente e contemporaneo, capace di coinvolgere pubblici diversi e di dialogare con le nuove generazioni. Allo stesso tempo, questo intervento rafforza il ruolo del museo come presidio culturale attivo, in grado di generare conoscenza, partecipazione e senso di appartenenza, contribuendo concretamente alla valorizzazione del territorio”.

“Il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina”, afferma Costantino D’Orazio, già Direttore ad interim Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, “riapre all’insegna della condivisione. Quella scientifica degli archeologi che vi hanno lavorato, quella creativa degli architetti e dei professionisti che hanno immaginato il nuovo percorso espositivo e quella identitaria con la comunità dei Sarsinati. Al centro del progetto abbiamo messo il racconto, nel segno della massima accessibilità”.

“Questo nuovo allestimento nasce dal desiderio di restituire al pubblico una lettura più chiara, coinvolgente e contemporanea della storia di Sarsina”, sostiene Federica Timossi, Direttrice Museo Archeologico Nazionale di Sarsina. “Il percorso accompagna i visitatori attraverso le diverse fasi della città antica valorizzando, al tempo stesso, la straordinaria qualità dei reperti e il legame profondo tra il museo e il territorio. L’obiettivo è offrire un’esperienza accessibile a pubblici diversi, capace di unire rigore scientifico e capacità di racconto”.




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