Bologna, sei grandi mostre alla Pinacoteca Nazionale: il programma di Luigi Gallo fino al 2030


Sei nuove mostre alla Pinacoteca Nazionale di Bologna e un ampio piano di restauri, riallestimenti e progetti di valorizzazione: il direttore Luigi Gallo presenta le linee guida del suo mandato quadriennale.

Sei nuove mostre alla Pinacoteca Nazionale di Bologna e un ampio piano di restauri, riallestimenti e progetti di valorizzazione: a cinque mesi dalla sua nomina a direttore dei Musei nazionali di Bologna e dell’Emilia-Romagna, Luigi Gallo ha presentato il programma del suo mandato quadriennale. Il progetto interessa tanto la Pinacoteca Nazionale di Bologna quanto le altre sedi del sistema museale regionale, attraverso restauri, nuovi allestimenti, rifunzionalizzazioni e iniziative dedicate alla valorizzazione.

Il calendario delle mostre tenporanee della Pinacoteca prenderà il via il 2 ottobre 2026 con un’esposizione dedicata al rapporto tra san Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento. Il programma proseguirà nella primavera del 2027 con Cantami di questo tempo: L’Ottocento nelle collezioni della Pinacoteca Nazionale di Bologna, una mostra pensata per indagare le connessioni tra arti figurative e arti performative e favorire una nuova lettura delle opere ottocentesche conservate nelle collezioni del museo.

Tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028 sarà invece la volta di Fotografare il patrimonio: tesori dal Gabinetto fotografico, progetto che porterà all’attenzione del pubblico fotografie poco conosciute o mai esposte, valorizzando così un patrimonio meno esplorato delle raccolte della Pinacoteca. Il 2028 sarà caratterizzato da un doppio importante appuntamento: in primavera è prevista Carlo V e Bologna capitale dell’Impero: 1528-1530, dedicata agli anni in cui Bologna assunse un ruolo centrale nello scenario europeo e divenne anche un importante laboratorio artistico. In autunno seguirà Bologna nel Settecento: una capitale e la sua arte, che approfondirà la posizione della città nel panorama culturale europeo e il suo ruolo lungo gli itinerari del Grand Tour.

A chiudere il ciclo sarà, tra la fine del 2029 e l’inizio del 2030, I Carracci e la nascita della pittura moderna. Bologna laboratorio della pittura tra Cinquecento e Seicento. Obiettivo è proporre una rilettura della portata innovativa dei Carracci andando oltre le interpretazioni fondate esclusivamente sulle biografie degli artisti o sugli aspetti formali della loro produzione, per restituire invece il carattere di vero laboratorio assunto da Bologna tra XVI e XVII secolo.

Accanto alle esposizioni, il mandato 2027-2030 prevede una significativa trasformazione degli spazi museali. Alla Pinacoteca sono programmati interventi di riallestimento e rifunzionalizzazione che interesseranno, tra gli altri ambienti, l’Aula Gnudi, le sale dedicate al Settecento e la sezione medievale. Particolare rilievo avrà inoltre il grande cantiere di Palazzo Pepoli Campogrande, che la Direzione punta a restituire alla città entro l’anno con un nuovo allestimento. Il progetto comprenderà anche l’apertura al pubblico, per la prima volta, delle sale affrescate adibite a depositi visitabili.

Pinacoteca Nazionale di Bologna, Sala Gnudi. Foto: Dario Lasagni
Pinacoteca Nazionale di Bologna, Sala Gnudi. Foto: Dario Lasagni
Pinacoteca Nazionale di Bologna, Sala Settecento. Foto: Dario Lasagni
Pinacoteca Nazionale di Bologna, Sala Settecento. Foto: Dario Lasagni
Pinacoteca Nazionale di Bologna, Sale Carracci. Foto: Dario Lasagni
Pinacoteca Nazionale di Bologna, Sale Carracci. Foto: Dario Lasagni

Il piano di interventi si estende quindi alle altre sedi dei Musei nazionali dell’Emilia-Romagna. A Bologna, l’Ex Chiesa di San Mattia sarà sempre più orientata verso la produzione artistica contemporanea, con un ruolo dedicato ai linguaggi e alle esperienze del presente.

A Palazzo Milzetti – Museo dell’Età Neoclassica in Romagna, a Faenza, il programma comprende la ristrutturazione e la valorizzazione della capanna rustica, recentemente rientrata nelle pertinenze del complesso, oltre alla riqualificazione dell’ala lunga del museo, destinata in futuro a ospitare mostre temporanee.

Anche l’Abbazia di Pomposa, a Codigoro, sarà interessata da nuovi interventi. Qui proseguiranno i lavori sull’impianto di illuminazione, mentre prende forma il progetto di fare dell’abbazia un vero e proprio “campo scuola” per giovani ricercatori, offrendo loro la possibilità di studiare il patrimonio e confrontarsi direttamente con il sito. L’iniziativa sarà sviluppata in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell’Università di Bologna. Infine, alla Fortezza di San Leo, nel territorio di Rimini, continuerà il percorso di valorizzazione già avviato con la definizione della nuova identità visiva e la realizzazione dei nuovi percorsi espositivi. Il programma della Direzione punta così a consolidare una rete museale capace di intrecciare conservazione, ricerca, nuove modalità di fruizione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dell’Emilia-Romagna.

Abbazia di Pomposa, Chiesa di Santa Maria
Abbazia di Pomposa, Chiesa di Santa Maria
Fortezza di San Leo. Foto: O. De Carlo
Fortezza di San Leo. Foto: O. De Carlo
Palazzo Milzetti, Antibagno. Foto: Marco Cavina
Palazzo Milzetti, Antibagno. Foto: Marco Cavina

“Desidero innanzitutto ringraziare tutto il personale dei Musei nazionali di Bologna e dell’Emilia-Romagna per l’accoglienza che mi ha riservato in questi primi mesi e per la disponibilità e la collaborazione con cui ha accompagnato l’avvio del mio mandato”, ha dichiarato il Direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, Luigi Gallo. “Questo programma nasce proprio dalla volontà di lavorare insieme, mettendo a sistema competenze, professionalità e passione per il patrimonio. Nei prossimi quattro anni vogliamo costruire un percorso che tenga insieme tutela e valorizzazione, ricerca e formazione, attenzione alle collezioni e apertura verso il pubblico. La Pinacoteca di Bologna sarà al centro di un importante processo di rinnovamento, ma altrettanto fondamentale sarà il lavoro sulle sedi del territorio, ciascuna con la propria identità e il proprio potenziale. L’obiettivo è fare dei Musei nazionali di Bologna e dell’Emilia-Romagna un sistema sempre più vivo, aperto e capace di dialogare con la città, con le istituzioni culturali e con le nuove generazioni. Le mostre sono una parte importante di questo percorso, ma accanto alle esposizioni ci sono i grandi cantieri, i restauri, il riallestimento delle collezioni, la riapertura di spazi e la costruzione di nuove occasioni di ricerca e formazione. La sfida è far dialogare tutte queste dimensioni e valorizzare la straordinaria ricchezza del patrimonio che abbiamo la responsabilità di custodire”.




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