Il Bibliotecario

Autore: Giuseppe Arcimboldi (copia da)
1566 circa
Bålsta, Castello di Skokloster

Il celeberrimo Bibliotecario, da sempre attribuito alla mano di Giuseppe Arcimboldi, meglio noto come l'Arcimboldo (Milano, 1527 - 1593) sarebbe in realtà, almeno secondo molti, una copia da un originale realizzato dal pittore milanese, e la cui ubicazione oggi è sconosciuta: infatti, la qualità del Bibliotecario appare piuttosto inferiore rispetto a quella delle opere certe di Arcimboldo. Si tratta di una delle sue famosissime teste composite: ritratti realizzati con assemblaggi di oggetti, sempre connessi al soggetto del dipinto. In questo caso, il Bibliotecario è una testa composita fatta quasi esclusivamente di libri: il mantello invece è una tenda, mentre per la barba il pittore ha utilizzato un piumino per spolverare. È un'opera che sorprende per l'inventiva del pittore: un libro aperto con le pagine mosse è sufficiente per suggerire i capelli, la mano sono i segnalibri che sporgono dai volumi, e sempre con i segnalibri il pittore ha realizzato le orecchie.

Tuttavia, non sappiamo chi il Bibliotecario rappresenti: sappiamo però che in antico si trovava a Praga. Giuseppe Arcimboldi lavorò infatti per quasi trent'anni alla corte di Praga, prima per Ferdinando I d'Asburgo, poi per Massimiliano II e ancora per Rodolfo II: alla corte praghese non era insolito che l'Arcimboldo realizzasse ritratti satirici che enfatizzassero caratteristiche o difetti dei soggetti. In questo caso, il Bibliotecario potrebbe essere il ritratto satirico di un personaggio noto per la sua passione per lo studio, oppure di qualche collezionista appassionato di libri antichi, che preferiva raccogliere e accumulare i libri piuttosto che leggerli.

Il Bibliotecario fu realizzato probabilmente attorno al 1566 e oggi si trova in Svezia, nel Castello di Skokloster. Il dipinto fu condotto in Svezia nel 1648, dopo che l'esercito svedese saccheggiò il Castello di Praga in seguito all'assedio della città, che segnò la fine della Guerra dei Trent'anni: tra le opere razziate figurava anche il Bibliotecario.

Il Bibliotecario di Giuseppe Arcimboldi (copia da)


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