Biennale di Venezia, lo spirito cambia e l'arte italiana resta fuori scena


L’opinione di Beatrice Buscaroli, che curò il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2009, sulla Biennale 2026 senza italiani: la nuova visione curatoriale ridisegna la “geografia relazionale dell’arte”, ma è solo una scelta progettuale o il segnale di una difficoltà strutturale del nostro sistema artistico nel dialogare con il mondo?

Forse lo spirito della Biennale è destinato a cambiare. È cambiato il mondo in cui viviamo, il cosiddetto “sistema dell’arte” mostra crepe un tempo insospettate e le figure che lo animano – artisti, critici, curatori, istituzioni pubbliche e private – richiedono attenzioni originali. L’assenza di artisti italiani genera uno spaesamento quasi inevitabile: vinciamo tante medaglie alle olimpiadi invernali, primeggiamo nel tennis, ma la nostra arte sembra eclissarsi. La “geografia relazionale dell’arte” pensata dalla curatrice Koyo Kouoh non contempla artisti italiani, ma, disappunto a parte, non credo affatto a un complotto, né a uno sfregio. Questa esposizione privilegia un approccio singolare, per molti aspetti inedito, delle relazioni che si stringono tra artista e ambiente, tra modo di operare e forme culturali, che un mondo “disperato e sazio” pare aver dimenticato.

La sorpresa di un’assenza non deve portarci alla disperazione. Forse qualcosa poteva essere emendato e la curatrice – prematuramente scomparsa – avrebbe senz’altro fornito spiegazioni congrue, ragionevoli. Tuttavia una domanda occorre porla: nel nostro paese, in termini di comunicazione, esistono procedure che consentano ai curatori stranieri di conoscere la nostra produzione artistica? L’ Italian Council è in grado di porre in atto un progetto in grado di far conoscere all’estero quanto è in grado di esprimere la nostra investigazione artistica?

Biennale di Venezia, Arsenale. Foto: Biennale di Venezia
Biennale di Venezia, Arsenale. Foto: Biennale di Venezia


Beatrice Buscaroli

L'autrice di questo articolo: Beatrice Buscaroli

Beatrice Buscaroli è docente di Storia dell'Arte moderna e Storia dell'Arte contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna dal 2011. Laureata e specializzata in Storia dell'Arte moderna presso l'Università di Bologna, prima di passare all'Accademia di Bologna ha insegnato Storia dell'Arte contemporanea all'Università di Bologna dal 1999 al 2011. Ha curato numerose mostre per enti pubblici e privati. Tra le mostre da lei curate, la Quadriennale di Roma 2003-2004 e, con Luca Beatrice, il Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2009. Dal 2009 al 2014 ha fatto parte del comitato scientifico del MAGA di Gallarate e dal 2009 al 2013 del comitato scientifico del MAXXI di Roma. Dal 2014 al 2018 è stata membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Dal 2021 fa parte del cda della Pinacoteca Nazionale di Bologna e dal 2022 del comitato scientifico del Palazzo Ducale di Mantova.



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